
BOLOGNA – 11 giugno 2025. In un momento in cui la guerra a Gaza continua a mietere vittime tra civili, bambini e famiglie intere, Vasco Rossi rompe il silenzio. Lo fa come solo lui sa fare: davanti a 40.000 persone, durante il suo concerto allo Stadio Renato Dall’Ara, con in mano una bandiera della pace e parole che bruciano di verità.
“Stop Gaza!”
Due parole, un grido.Vasco non si rifugia in slogan ambigui né prende mezze posizioni: condanna apertamente le guerre e, in particolare, quella che da mesi sta devastando la Striscia di Gaza, causando migliaia di morti innocenti e un’escalation umanitaria senza precedenti.
“Tutte le guerre sono contro l’umanità “
La denuncia arriva chiara sul palco, mentre la folla si raccoglie in silenzio attorno alle sue parole:
“Tutte le guerre sono contro l’umanità. Contro le donne, i bambini, gli anziani, i giovani.”
E ancora, in un attacco diretto a chi quelle guerre le scatena:
“Le guerre vanno bene solo a quei farabutti che le scatenano, e che guadagnano sul sangue dei civili e dei poveri giovani soldati mandati a morire. Mentre chi le scatena si nasconde nei bunker, perché sono dei VIGLIACCHI!”
Parole forti, senza filtri, pronunciate davanti a migliaia di fan. E a rendere il gesto ancora più significativo è il fatto che Vasco abbia ricevuto la bandiera arcobaleno della pace da Don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, il 31 maggio a Torino, durante la prima tappa del tour.
Ancora oggi ‘c’è chi dice no’
Il concerto è diventato un momento di memoria e resistenza civile, amplificato dalle sue canzoni che, a distanza di decenni, sembrano scritte per il presente.
“C’è chi dice: ‘non è un problema, li blocchiamo lì, non facciamo entrare più nessuno qui’”, cantava nel 1996.
E ancora, nel 1993: “E se per sopravvivere qualunque porcheria, lasciate che succeda e dite: ‘non è colpa mia’. Sorridete… gli spari sopra sono per NOI.”
È come se Vasco avesse previsto la deriva dell’indifferenza, del cinismo, della violenza resa sistema. Le sue parole diventano specchio, e per molti, uno schiaffo necessario.
“E alla gente povera rimanga l’onestà, a vantaggio di chi non ce l’ha… che comunque può comprarsela.”
Vasco non ha mai indossato l’abito del profeta o del politico. Ma è proprio questo che dà peso alle sue parole: parla da uomo libero, da artista che ha scelto – ancora una volta – di non tacere.
In un’Italia confusa, spaventata, polarizzata, il suo “Stop Gaza” è un appello a tornare umani, a non lasciarsi anestetizzare dalle immagini, dai numeri, dalle ideologie.




