

L’indagine shock coinvolge altre due persone, moglie e marito. Le violenze venivano filmate e poi si scambiavano i video
Tutto è iniziato con un’indagine sui maltrattamenti ai danni di un’infermiera di Latina, ma ben presto l’inchiesta ha preso un’altra direzione svelando un archivio di materiale pedopornografico che ha portato a tre arresti. In carcere una donna di 43 anni,infermiera caposala all’ospedale Goretti di Latina, un geometra di Velletri e sua moglie.
Secondo l’accusa gli atti sessuali venivano registrati attraverso video, al fine di essere scambiati tra i tre indagati. La vittima è un ragazzo minore di 16 anni. Le indagini, avviate nel mese di marzo scorso, sono coordinate dal procuratore capo Luigia Spinelli e dal sostituto procuratore Marina Marra.
L’INCONTRO
La vicenda è complessa e ancora tutta da chiarire. Secondo la ricostruzione, l’infermiera dell’ospedale di Latina ha conosciuto il geometra qualche mese fa durante una serie di lavori di manutenzione che lo vedevano impegnato come responsabile di una ditta esterna a cui erano affidati gli interventi all’interno del nosocomio. Tra i due, nonostante fossero entrambi impegnati, è iniziata una relazione. Tuttavia l’atteggiamento della donna, dopo qualche tempo, è radicalmente cambiato, appariva distratta e assente, ma soprattutto qualcuno ha notato dei lividi piuttosto preoccupanti. E’ stata così avviata un’indagine con l’ipotesi di maltrattamenti, con il supporto di un centro antiviolenza che si occupa di assistere le donne vittime di abusi. L’inchiesta, avviata dalla Procura di Latina, ha seguito il normale iter di approfondimento, scavando nelle vite delle persone coinvolte. Gli investigatori hanno deciso di effettuare una perquisizione all’interno dell’abitazione dell’uomo, a Velletri, dove viveva insieme alla compagna e ai due figli. E’ a questo punto che il quadro generale è notevolmente cambiato: la polizia ha infatti trovato e sequestrato diversi file dal contenuto pedopornografico.
L’indagine ha preso così un’altra direzione, la perquisizione è stata estesa ai dispositivi dell’infermiera, fino a quel momento parte offesa, e anche in questo caso è stato trovato materiale pedopornografico. A quel punto la Procura di Latina ha chiesto e ottenuto l’arresto di tutti e tre i protagonisti di questa vicenda.
Vista la natura del reato, che coinvolge minori, non sono molti i dettagli trapelati. Uno degli aspetti su cui occorre far luce è il ruolo della terza persona arrestata, la compagna del geometra di Velletri. Al momento comunque si trovano tutti e tre in carcere, la caposala pontina è ristretta nella sezione femminile di Rebibbia a Roma. L’ultimo capitolo dell’intricata e complessa vicenda è l’interrogatorio di garanzia a carico proprio dell’infermiera tenutosi in tribunale a Latina, al quale ha preso parte davanti al gip anche il pubblico ministero Luigia Spinelli.
I COLLEGHI
All’ospedale Santa Maria Goretti di Latina la notizia dell’arresto ha creato enorme scalpore. La caposala di 43 anni, un’infermiera di lunga esperienza, madre di un figlio, è infatti molto conosciuta e in passato ha anche ricoperto incarichi nelle organizzazioni di categoria. «Siamo senza parole – commenta un collega – non riusciamo a comprendere cosa sia accaduto, le accuse sono per noi sconvolgenti». Qualcuno però aveva notato i cambiamenti di comportamento della collega che «sembrava spesso assente, in ritardo sulle scadenze, cosa mai avvenuta prima». Un cambiamento dovuto forse a problemi personali? Molti associano l’inizio delle difficoltà all’avvio della relazione con il geometra, una frequentazione che ha portato alla fine del matrimonio di lunga durata e a una serie di altri problemi. Ora si aggiungono le gravi accuse di pedopornografia e il provvedimento di arresto eseguito dalla polizia insieme a un’ulteriore perquisizione estesa anche all’armadietto utilizzato dalla donna all’interno dell’ospedale.





