GENOVA…

– ”Stavamo entrando nei sacchi a pelo quando abbiamo sentito urlare ‘arriva la polizia’. Qualcuno ha chiuso il portone della scuola, noi ci siamo messi contro il muro con le mani alzate. Non e’ servito a nulla. Gli agenti hanno cominciato a picchiarci con il manico dei manganelli, a tirarci addosso sedie e banchi. Ci riparavamo la testa con le mani. Ma non si sono fermati finche’ nella scuola non hanno fatto il loro ingresso dei funzionari in borghese”. 

– la gente gridava, cercava di scappare ai piani superiori. Anna  ragazza spagnola è rimasta al piano terreno con le mani alzate, appiattita contro il muro. Gli agenti hanno sfondato la porta e sono entrati: avevano addosso i caschi, il volto coperto dai fazzoletti, e in mano i manganelli e le mazze, proprio quelle mazze che si vedevano in tv 

 ‘bastardi comunisti, adesso vi ammazziamo’. Noi

Quando non arrivavano le manganellate, date con il manico per lasciare il segno, ma non squarciare la pelle, ci colpivano a calci. Ma non bastavano i manganelli, erano infuriati, prendevano le sedie e i banchi e ce li sbattevano addosso”. Sara’ durato tutto forse 20 minuti – 

Ma il peggio, dal punto di vista psicologico, e’ venuto dopo, nella caserma: sono arrivato con le radiografie sotto braccio, un agente me le ha strappate di mano e le ha sparse per terra. Poi sono state ore di insulti e umiliazioni. Appena arrivavamo ci marcavano con un pennarello sulla faccia, prima dell’ identificazione. Un agente mi ha sferrato un calcio sul braccio spezzato e spezzò un spray al peperoncino sulle ferite in testa avevo 57 punti ci misero con la faccia a terra e con il manganello rigirato ce lo davano sui reni e gambe 

Iniziano i 3 giorni che non scorderò mai sono un eco nella testa che non se ne va 

20 21 22 luglio 

CIAO CARLO

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