Continua il viaggio dentro i paradossi fiscali italiani: nella puntata 3 Marco continua l’intervista ad Alexander, nuovo residente in Italia grazie alla flat tax da 100.000 € l’anno.
Un racconto tra dati e ironia, dove si scopre come una norma del 2017, pensata per “attrarre talenti”, finisca per premiare chi ha già molto, mentre il salario medio italiano resta sotto i 1.400 € netti al mese.
Un dialogo tagliente che mostra perché il popolo smette di votare… mentre i “nuovi arrivati” brindano con vista su Firenze.
*Marco:*
Signor Weiss, oggi vorrei spiegare ai nostri lettori come funziona davvero questa flat tax. Perché molti pensano sia una leggenda urbana, tipo il coccodrillo nel Tevere.
*Alexander:*
Oh no, è reale. Più reale del mutuo che paga il vostro vicino per 30 anni.
Io invece pago 100.000 euro l’anno. Fissi. Stop. Nessuna dichiarazione sui miei redditi esteri. Nessuna tassa su successioni, patrimoni, dividendi.
È come entrare in un ristorante stellato e pagare il coperto.
*Marco:*
E se lei guadagna 10 milioni l’anno?
*Alexander:*
Pago comunque 100.000.
(ride)
È come se uno comprasse una Ferrari e pagasse il bollo di una Panda.
*Marco:*
E se porta con sé moglie e figli?
*Alexander:*
25.000 euro ciascuno.
Un affare di famiglia.
(ironico)
La presunta sinistra italiana ha pensato anche alla coesione domestica.
*Marco:*
E tutto questo è stato scritto nero su bianco nella Legge di Bilancio 2017.
Un governo che si diceva “dalla parte dei lavoratori”.
*Alexander:*
Dalla parte dei lavoratori… che servono il prosecco ai nuovi residenti.
(ride)
Io mi sento molto incluso.
*Marco:*
Nel frattempo, i salari italiani crescevano meno dell’umore di un pendolare alle 7 del mattino.
Nel 2023, il salario medio netto era sotto i 1.400 euro al mese.
E il costo della vita? In salita come lo spread.
*Alexander:*
Ma non è colpa mia. Io non ho scritto la legge. Io l’ho solo letta… e ho fatto le valigie.
*Marco:*
Lei è qui perché l’Italia ha deciso che è meglio attrarre chi ha già troppo, piuttosto che aiutare chi ha troppo poco.
*Alexander:*
È la nuova presunta sinistra, Marco.
(ironico)
Socialista nei tweet, liberista nei decreti.
*Marco:*
E il popolo?
*Alexander:*
Il popolo guarda, commenta, e poi torna al lavoro.
Finché non si accorge che la politica non è più per lui.
*Marco:*
E quando se ne accorge?
*Alexander:*
Allora smette di votare. O vota chi promette di “fare pulizia”.
Ma intanto, io sono già qui. Con vista su Firenze e tasse al minimo.
Continuate domani a leggere la Puntata 4





