Home / La Stoccata Di Cyrano / Brigate rosse e il rispetto della professoressa

Brigate rosse e il rispetto della professoressa

Brigate Rosse e Stragi: memoria divisa, verità incompiuta

PRELUDIO — Il caso della professoressa

L’ultimo caso finito in cronaca — una professoressa messa alla gogna prima sui social e poi nel dibattito pubblico — dice più del presente che del passato: in pochi minuti cerchiamo colpevoli, in poche ore riscriviamo il contesto. È un riflesso condizionato: semplificare.

Ma quando la semplificazione tocca la storia, diventa amnesia: ricordiamo un nemico nitido e lasciamo sfumare tutto ciò che non entra nella cornice. È quello che rischiamo di fare con gli anni di piombo: le Brigate Rosse da una parte, le stragi dall’altra — come due storie parallele che non si toccano mai.

Inserisci immagine preludio
[Didascalia foto preludio]
CAPITOLO 1 — Due binari: lotta armata e stragi

Nel racconto corrente, le BR incarnano la violenza politico-rivoluzionaria: sequestri, “processi popolari”, attacchi simbolici allo Stato. Le stragi — da Piazza Fontana a Bologna — sono invece bombe senza volto che producono paura e immobilismo. Due funzioni diverse, un medesimo risultato: società ferita, democrazia sotto pressione.

Inserisci immagine capitolo 1
[Didascalia foto cap.1]
CAPITOLO 2 — Perché ricordiamo più le BR delle stragi?

L’immaginario preferisce un colpevole riconoscibile al groviglio delle zone grigie. Il “terrorista” è un volto; la “strategia della tensione” un labirinto di sigle, depistaggi, coperture. Così la memoria pubblica si sbilancia: condanniamo con nettezza una parte, commemoriamo con impotenza l’altra.

Inserisci immagine capitolo 2
[Didascalia foto cap.2]
CAPITOLO 3 — Stato, zone grigie e responsabilità

Per leggere davvero quegli anni bisogna accettare l’ipotesi scomoda: i due binari non correvano paralleli, si intersecavano. Paure, apparati, geopolitica della Guerra fredda, opacità istituzionali — è qui che la memoria si fa fragile. Eppure senza questo passaggio la storia resta dimezzata.

Inserisci immagine capitolo 3
[Didascalia foto cap.3]
CAPITOLO 4 — Che cosa ci dice oggi

Oggi chiediamo “ordine” e “sicurezza”. Bene: allora servono anche ordine e sicurezza nella memoria. Non memoria selettiva, non verità a metà. Giustizia intera per chi ha sparato e per chi ha coperto, per chi ha rivendicato e per chi ha occultato.

Inserisci immagine capitolo 4
[Didascalia foto cap.4]
CHIUSURA — La domanda
Se lo Stato chiede sicurezza e verità, vale per tutta la storia o solo per i nemici comodi?
Inserisci immagine chiusura
[Didascalia foto finale]

Questo editoriale ha finalità divulgative e di memoria storica.

� style="margin-left:10px; vertical-align:middle;"> Il tuo browser non supporta l'audio HTML5.