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MORTI SUL LAVORO, UNA STRAGE SENZA FINE, UN GOVERNO CIECO, UN REFERENDUM EVITATO DAL CITTADINO

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Morti sul lavoro 2025: il bilancio drammatico da gennaio a settembre

In Italia il 2025 conferma, purtroppo, una delle piaghe sociali più gravi e radicate: le morti sul lavoro. Dai dati raccolti dall’INAIL e dagli osservatori indipendenti, emerge che dal 1 gennaio al 31 luglio 2025 sono deceduti 607 lavoratori (in occasione di lavoro e in itinere), con un aumento del +5,2% rispetto al 2024. (Buildnews).

I numeri principali

  • 437 vittime in occasione di lavoro (-3 rispetto al 2024)
  • 170 vittime in itinere (+24,1% rispetto al 2024)
  • Dal 2022 al 2025 si registra una crescita costante: +8,4% in tre anni .

Regioni più colpite

Le regioni con il numero assoluto più alto di decessi sono Lombardia, Veneto, Campania e Sicilia (Pugliain.net). Se si guarda invece all’incidenza, il quadro peggiora per alcune aree specifiche:

  • Zona rossa: Basilicata, Umbria, Campania, Sicilia, Trentino-Alto Adige, Puglia
  • Zona arancione: Abruzzo, Liguria, Calabria, Veneto, Sardegna
  • Zona gialla: Piemonte, Valle d’Aosta, Toscana, Marche, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Lombardia
  • Zona bianca: Lazio, Molise

(Politicamentecorretto.com)

Settori più a rischio

La distribuzione per settori mette in luce i comparti storicamente più esposti:

  • Costruzioni: 67 vittime
  • Attività manifatturiere: 59 vittime
  • Trasporti e magazzinaggio: 57 vittime
  • Commercio: 42 vittime

(Fonte)

Età e genere delle vittime

L’analisi anagrafica mostra un’incidenza particolarmente alta tra gli ultrasessantacinquenni (61,4 morti per milione di occupati), seguiti dalla fascia 55–64 anni (29,1 morti/milione). In termini assoluti, i 55–64enni contano 155 vittime su 437 in occasione di lavoro. (Politicamentecorretto.com)

Le donne decedute sono state 54 nei primi sette mesi (+14,9% sul 2024), di cui 25 in occasione di lavoro e 29 in itinere.

Lavoratori stranieri

Drammatico il dato relativo ai lavoratori stranieri: 131 vittime su 607 totali. L’incidenza è più che doppia rispetto agli italiani:

  • Stranieri: 37,0 morti per milione di occupati
  • Italiani: 16,1 morti per milione

(Fonte)

Il giorno più pericoloso

Un dettaglio interessante riguarda la distribuzione settimanale: il lunedì è il giorno con più vittime (23,3% del totale), seguito dal venerdì (19,7%) e dal mercoledì (16,5%). Un indicatore che potrebbe essere legato al ritmo lavorativo e alla maggiore esposizione nei momenti di avvio o chiusura della settimana.

Conclusioni

I dati confermano che il problema delle morti sul lavoro in Italia resta endemico. Nonostante campagne di sensibilizzazione e interventi legislativi, la situazione peggiora soprattutto negli incidenti in itinere, cresciuti di oltre il 24%. Settori come edilizia, manifattura e trasporti continuano a rappresentare i contesti più rischiosi, mentre gli stranieri e i lavoratori over 55 sono le categorie più vulnerabili.

È evidente che la sicurezza sul lavoro non può più essere considerata un’emergenza temporanea, ma deve diventare una priorità permanente, con politiche mirate, controlli serrati e investimenti concreti in prevenzione e formazione.

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