MILLE MORTI DI LAVORO
L’Italia attraversa il 2025 come un paese in guerra non dichiarata: la guerra sul lavoro.
Con una puntualità che somiglia più alla fatalità che alla statistica, anche nel 2025 la soglia delle mille vittime è stata superata prima della fine dell’anno: l’11 novembre l’anno scorso, il 14 novembre quest’anno.
Cambiano le date, non cambia il copione.
Il governo Meloni-Calderone continua a recitare la liturgia dei “faremo”, “controlleremo”, “puniremo”.
I sindacati rispondono con i soliti “basta” che non fermano nulla e nessuno.
Nel mezzo ci sono gli imprenditori che, salvo rare eccezioni, non cambiano modelli produttivi ormai considerati intoccabili: si lavora come si deve finché si può… poi si muore.
È l’Italia delle chiacchiere contro il fumo, mentre i lavoratori continuano a cadere.
LE STORIE DELLE VITTIME (14–13 novembre 2025)
- Marco Eusebio Pavan — 56 anni, pilota di elicotteri
Isola d’Asti (AT) — 14 novembre
Partito dal Piemonte verso Verona, il suo elicottero EC135 finisce nella nebbia fitta.
Vola basso, troppo basso, fino a urtare un cavo d’acciaio dell’Enel nel mantovano.
Il mezzo si disintegra. Marco viene trovato dieci metri più in là.
Aperta un’inchiesta ANSV e disposta autopsia.
Lascia moglie e tre figli.
- Mesut “Max” Islami — 60 anni, autotrasportatore
Lugo di Romagna (RA) — 14 novembre, ore 11:30
Abitava in Italia da vent’anni.
Alla guida di un camion vuoto, si scontra frontalmente con un mezzo gemello carico di ghiaia.
Muore sul colpo.
Gravissimo l’altro autista.
Lascia moglie e due figli.
- Antonio Cuoco — 81 anni, agricoltore
Omignano (SA) — 14 novembre
Stava abbattendo un albero con la motosega in un terreno di sua proprietà.
Il tronco lo travolge. Muore sul posto.
Una morte rurale, invisibile, tipica dell’agricoltura italiana dove la sicurezza è ancora “fai da te”.
- Carlo Marinoni — 58 anni, manager
Milano — 13 novembre, ore 7:30
In moto verso il lavoro lungo la ex Paullese.
Una station wagon, per sfuggire a una coda, fa un’inversione improvvisa.
Impatto inevitabile: Carlo muore durante i tentativi di rianimazione.
Sposato, tre figli.
LA FOTOGRAFIA NUMERICA DEL 2025
(Dati forniti dall’osservatorio indipendente — aggiornati a metà novembre)
📌 MORTI TOTALI 2025
1002 morti totali
799 sul lavoro
203 in itinere
Media giornaliera: 3,1 vittime

📊 MORTI PER REGIONE — GENNAIO-NOVEMBRE 2025
(sul lavoro – in itinere)
122 Lombardia (91 – 31)
107 Veneto (83 – 24)
99 Campania (79 – 20)
87 Emilia-Romagna (69 – 18)
85 Lazio (66 – 19)
73 Sicilia (56 – 17)
67 Toscana (50 – 17)
66 Puglia (59 – 7)
56 Piemonte (47 – 9)
34 Abruzzo (31 – 3)
31 Marche (27 – 4)
28 Liguria (20 – 8)
24 Calabria (24 – 0)
24 Sardegna (15 – 9)
22 Friuli Venezia Giulia (18 – 4)
15 Basilicata (11 – 4)
14 Umbria (14 – 0)
12 Trentino (12 – 0)
11 Alto Adige (10 – 1)
9 Estero (9 – 0)
7 Molise (4 – 3)
2 Valle d’Aosta (2 – 0)
📅 MORTI PER MESE NEL 2025
(sul lavoro – in itinere – media giornaliera)
Gennaio: 87 (72 – 15) / 2,8
Febbraio: 75 (63 – 12) / 2,7
Marzo: 99 (79 – 20) / 3,2
Aprile: 78 (64 – 14) / 2,6
Maggio: 96 (77 – 19) / 3,1
Giugno: 111 (91 – 20) / 3,7
Luglio: 121 (90 – 31) / 3,9
Agosto: 78 (61 – 17) / 2,5
Settembre: 96 (72 – 24) / 3,2
Ottobre: 117 (91 – 26) / 3,8
Novembre (parziale): 44 (38 – 6) / 3,1
ANALISI CYRANO2: LA VERITÀ CHE NON PIACE A NESSUNO
- Il governo promette, ma non cambia la struttura del rischio
Il sistema dei controlli è fermo, gli ispettori sono insufficienti, le sanzioni sono ridicole.
L’impianto legislativo è vecchio, frammentato, e facilmente eludibile.
- I sindacati non incidono più sul modello produttivo
Si limitano a dichiarazioni di rito. Nessuna pressione reale, nessuna mobilitazione di massa.
Il “basta!” è diventato un rituale sterile.
- Le imprese difendono la produttività, non la vita
La sicurezza è vista come un costo, non come un investimento.
Le tecnologie esistono, ma non si applicano.
- Le morti in itinere sono la punta dell’iceberg
Trasporti precari, turni massacranti, spostamenti obbligati: è parte dello stesso problema.
- Il Paese ha accettato la normalità della morte sul lavoro
Ogni anno: mille nomi.
Ogni anno: mille famiglie distrutte.
Ogni anno: mille storie che diventano semplici numeri.
LA STACCATURA DI CYRANO2
Non c’è alcuna emergenza: questa è la normalità italiana.
Un Paese che si commuove per un funerale, ma che non cambia mai nulla prima del prossimo.
E il prossimo, puntualmente, arriva.
DISCLAIMER CYRANO2 (OBBLIGATORIO)
Questo articolo è stato redatto seguendo il metodo Cyrano2: fonti plurime, imparzialità, verifica incrociata dei dati. Le informazioni qui riportate provengono da aggiornamenti disponibili al momento della stesura, ma — data la natura continua e dinamica degli incidenti sul lavoro — numeri e classifiche possono subire variazioni. L’obiettivo è informare criticamente, non alimentare ostilità né propaganda.






