
Sintetizzato nell’ Ottocento come farmaco, oggi il popper viene utilizzato principalmente per i suoi effetti sballanti e afrodisiaci. Ma quali sono nello specifico i meccanismi con cui agisce sul nostro corpo?
Euforia, confusione, perdita di freni inibitori e un diffuso senso di calma, il tutto però, per appena una manciata di secondi. Stiamo parlando del popper, una sostanza a base di nitriti ampiamente utilizzata per il suo effetto ottundente e afrodisiaco. Ma cosa accade esattamente al corpo e al cervello quando viene assunta questa droga?
Cos’è il popper?
Con il termine “popper” ci si riferisce a una classe di sostanze psicotrope accomunate dalla presenza di nitriti.
Da non confondere con i nitriti dei salumi o degli insaccati, che vengono usati come conservanti alimentari e si presentano allo stato solido.
I nitriti del popper invece, hanno una composizione chimica diversa e si presentano allo stato liquido. Tra questi, ad esempio, vi è il nitrito di isoamile, sostanza che venne sintetizzata per la prima volta nella prima metà dell’ Ottocento da un chimico francese di nome Antoine Jérôme Balard.
All’epoca, prima ancora che venisse utilizzato a scopo ricreativo, il popper veniva usato come medicinale per trattare alcune patologie cardiache tra cui l’angina: una malattia per cui l’eccessiva vasocostrizione delle vene che circondano il cuore, arriva a causare forti dolori al petto.
Il suo nome ‘popper’ deriva dal suono e dal verbo onomatopeico inglese ‘to pop’, e richiama proprio il rumore che facevano le prime fialette in cui la sostanza veniva contenuta quando venivano aperte.
Successivamente, intorno agli anni ‘80, il popper si diffuse enormemente grazie anche alle sue proprietà afrodisiache. Proprio per questo, in quegli anni iniziò a diffondersi nei sexy shop di tutta Inghilterra, prima di sbarcare nel resto d’Europa.
Ma cosa succede esattamente al nostro corpo quando si assume il Popper?

| Balard è nato a Montpellier, nel sud della Francia, e lì ha studiato alla Scuola di Farmacia. Dopo la laurea nel 1826, rimase a Montpellier come dimostratore di chimica. Nel 1825, mentre indagava sui sali contenuti nell’acqua di mare, egli scoprì un liquido rosso scuro, che dimostrò essere un elemento con proprietà simili a cloro e iodio. Balard propose il nome ‘muride’ ma i redattori di Annales de chimie preferirono ‘bromo’ (a causa della forza dell’elemento odore, dal greco per ‘puzzo’) e l’elemento venne a chiamarsi bromo. Balard (1834) scoprì anche l’ossido di dicloro (Cl2O) e acido clorico (I) (HClO). |
| Nel 1833 divenne professore a Montpellier e nel 1843 succedette a Louis Thenard alla Sorbona come professore di chimica. Nel 1854 fu nominato professore di chimica generale al College de France, dove rimase fino alla morte. |
Gli effetti del popper sul cervello
Il popper si presenta sotto forma di liquido contenuto all’interno di boccette e la sua assunzione avviene tramite inalazione.
All’interno di queste boccette è possibile trovare diverse tipologie di nitriti, come ad esempio il nitrito di cicloesile, il nitrito di isoamile o il nitrito di isobutile.

Il nitrito di isoamile (o nitrito di amile) è un composto chimico liquido, giallo e volatile con un odore pungente. Utilizzato in passato per l’angina pectoris, oggi è noto soprattutto come stupefacente inalatorio (popper), che agisce come potente vasodilatatore, causando euforia e abbassamento della pressione sanguigna. È anche usato come antidoto per l’avvelenamento da cianuro.
Quando la boccetta viene aperta, il liquido evapora e può essere facilmente aspirato dal naso. Da qui la sostanza viene in parte assorbita dalle mucose, mentre la restante parte giunge fino ai polmoni. Dai polmoni poi, finisce direttamente nel sangue tramite gli alveoli polmonari, delle piccole cavità che compongono la membrana che riveste i nostri polmoni. Sono come delle piccole spugnette assorbi-aria a forma di grappolo d’uva, il cui compito è quello di catturare l’ossigeno presente nell’aria.
Quando viene inalato del popper però, oltre all’ossigeno gli alveoli catturano anche le altre sostanze che lo compongono, mandandole direttamente nel sangue.
A questo punto gli effetti della sostanza si manifestano in appena una manciata di secondi. Tramite il sangue infatti, il popper arriva molto velocemente al cervello dove causa la vasodilatazione di vene e capillari che lo avvolgono.
Gonfiandosi di sangue, i vasi sanguigni aumentano di volume e, di conseguenza, aumenta anche il volume di tutto il cervello, che si troverà a esercitare una pressione sempre maggiore sulle pareti del cranio.
In linguaggio medico si dice che ‘aumenta la pressione intracranica’ ed è proprio questa a causare nel consumatore euforia, perdita di freni inibitori e un diffuso senso di calma.
Effetti afrodisiaci
Le proprietà vasodilatatrici del popper però, non si limitano ad agire solo sul cervello. Questa sostanza riesce a dilatare i vasi sanguigni di tutto il nostro corpo, causando una sensazione di calore diffusa.
La vasodilatazione quindi, giunge anche ai genitali, aumentando negli uomini l’intensità e la durata delle erezioni.
Ma non finisce qui: una volta a contatto con i tessuti muscolari lisci, il popper stimola il rilascio di alcuni enzimi che ne causano il rilassamento – e si dà il caso che la muscolatura liscia si trovi anche in alcuni tratti di dell’ano e dei genitali sia maschili che femminili, rendendoli quindi meno solleciti alle contrazioni muscolari.
Per tutta questa serie di motivi il popper si diffuse moltissimo durante gli anni ‘80 specialmente nella comunità LGBT maschile e si poteva facilmente reperire nei sexy shop di moltissimi stati del mondo, ovviamente prima che diventasse illegale in moltissimi di questi paesi. Il consumo di popper infatti, comporta alcuni rischi per la salute.

Quali sono i rischi legati all’uso del popper?
Innanzitutto il nitrito di isobutile – quindi una delle tre sostanze contenute nel popper – è classificato come possibile cancerogeno.
“Possibile cancerogeno” in questo caso significa che sono stati effettuati pochi studi sui topi e che questi studi hanno scoperto che anche un numero piccolo di esposizioni al nitrito di isobutile può produrre un aumento dell’incidenza del tumore.
Ad ogni modo, al di là di questo, uno dei principali rischi legati all’utilizzo di popper deriva dal suo consumo in contemporanea ad altre sostanze, in particolare con altre sostanze stupefacenti o farmaci.
L’utilizzo in concomitanza ad altri vasodilatatori come il Viagra, per esempio, può addirittura essere fatale! Questo poiché queste sostanze, assunte assieme, impediscono all’emoglobina di trasportare l’ossigeno attraverso il nostro corpo, causando in casi estremi, l’ipossia: una condizione in cui non arriva più abbastanza ossigeno ai tessuti del nostro corpo con conseguenze molto gravi.
Anche se assunto assieme all’ alcol il popper può causare dei problemi tra cui vomito, nausea, svenimento e addirittura in casi estremi il coma.
L’utilizzo prolungato poi, può causare irritazioni delle mucose di bocca, gola e naso, difficoltà respiratorie, cefalea, ipotensione, vertigini ma soprattutto può indebolire molte cellule del sistema immunitario e quindi rendere i meccanismi di lotta contro le malattie infettive meno efficaci.
Va inoltre ricordato che parliamo di un liquido estremamente urticante, che va quindi tenuto lontano dalla superficie della pelle e, se ingerito, può essere fatale.





