Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, il virus dell’influenza aviaria non rappresenta un rischio per il consumatore se la carne e le uova sono adeguatamente cotte.
Influenza aviaria: più spendiamo, più peggiora
Il paradosso perfetto di un sistema senza incentivi a funzionare
C’è una domanda che andrebbe fatta prima di ogni emergenza sanitaria negli allevamenti intensivi.
Una domanda semplice, quasi banale:
chi paga davvero quando qualcosa va storto?
Nel caso dell’influenza aviaria, la risposta è chiara:
non chi sbaglia.
Paghiamo noi.
Come funziona (in teoria)

Quando l’influenza aviaria entra in un allevamento, la legge è netta:
- tutti gli animali devono essere abbattuti
- intervengono ditte specializzate
- seguono sanificazioni, smaltimenti, controlli
Tutto necessario. Tutto costoso.
E quei costi?
- abbattimenti
- gestione dell’emergenza
- ristori agli allevatori
👉 sono coperti da fondi pubblici.
Tradotto: tasse dei cittadini.
I numeri che non fanno notizia (ma dovrebbero)
Dopo ricerche, accessi agli atti e incrocio dei dati disponibili, il conto è questo:
– 266 milioni di euro tra il 2020 e il 2025
– solo in Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna
– cifra al ribasso, perché dalla Lombardia mancano dati completi
A questi si aggiunge un altro dato poco raccontato:
- la Cooperativa Agricola del Bidente
- già nota per la gestione degli abbattimenti durante la peste suina
- ha incassato 13 milioni di euro da Emilia-Romagna e Veneto
- per gestire gli abbattimenti da aviaria
- senza contare, di nuovo, la Lombardia
Emergenze su emergenze. Fondi su fondi. E nessuna domanda strutturale.
La domanda che il sistema evita

Se non sei tu a pagare per un problema,
qual è l’incentivo reale a evitarlo?
È qui che il castello inizia a scricchiolare.
In molti Paesi europei:
- parte dei costi ricade sul settore
- gli standard di biosicurezza sono un interesse diretto
In Italia, invece:
- il rischio è collettivo
- la responsabilità è privata
- il conto è pubblico
Un modello perfetto… per continuare a sbagliare.
Perché è così difficile seguire questa storia
L’inchiesta sull’aviaria non è una notizia lampo.
È una storia opaca per costruzione.
I bollettini ufficiali:
- non sono aggiornati con regolarità
- non permettono di sapere in tempo reale:
- quali allevamenti sono colpiti
- dove sono in corso gli abbattimenti
Per documentare ciò che è andato in onda su Report, il team di Food for Profit ha dovuto:
- costruire una rete sul territorio
- incrociare informazioni frammentarie
- seguire tracce indirette
Un lavoro durato mesi, non giorni.
Solo così è stato possibile vedere ciò che il sistema preferisce non mostrare.

Cosa è emerso sul campo
| Azienda / Luogo | Fatti documentati | Fondi pubblici |
|---|---|---|
| Allevamento Simone Menesello | Topi vivi e morti nei capannoni, carcasse di galline in decomposizione, animali vivi che beccano resti infetti, liquami oltre le caviglie | Ristori pubblici (importo non comunicato) |
| Allevamento di Goito (MN) | Abbattimento a gas fallito; circa 400 anatre uccise a bastonate, calci e lanci; veterinario presente senza intervento | 70.000 € |
| Azienda Bruzzese | Carcasse infette lasciate all’esterno, coperte da un telo, accessibili alla fauna selvatica | Ristori pubblici (importo non comunicato) |
Il paradosso si spiega da solo

Torniamo alla domanda iniziale.
Come è possibile che:
- più soldi pubblici investiamo
- peggiori sono le condizioni riscontrate?
La risposta è brutale nella sua semplicità:
– quando qualcun altro paga per i tuoi errori, l’incentivo a non commetterli sparisce.
Non è cattiveria.
È economia comportamentale.
Qualcosa si muove (forse)
Dopo l’inchiesta di Report, andata in onda una domenica sera:
- oltre 1,5 milioni di spettatori
- 8,5% di share
Le prime conseguenze:
- la deputata Eleonora Evi annuncia un’interrogazione parlamentare
- un Comune in provincia di Padova chiede controlli urgenti
Segnali importanti.
Ma tardivi.

Conclusione

L’influenza aviaria non è solo un problema sanitario. È un problema di incentivi sbagliati.
Finché:
- chi produce non paga
- chi sbaglia viene ristorato
- chi controlla guarda altrove
le emergenze non saranno eccezioni. Saranno il modello di business.
E noi continueremo a chiamarle “crisi impreviste”, mentre le finanziamo ogni anno, con una puntualità che il sistema non ha mai avuto nel prevenire.
Pagare tutti per errori di pochi non è solidarietà.
È una scelta politica. E come tutte le scelte politiche, può essere cambiata.
Basta volerlo.
E soprattutto, capirlo.
Fonti accreditate
- Innocenzi, G. (2025). Inchiesta sull’influenza aviaria negli allevamenti intensivi. Report, RAI 3.
- RAI – Report. (2025). Influenza aviaria: abbattimenti, ristori e condizioni negli allevamenti italiani. Roma.
- Ministero della Salute. (2020–2025). Emergenze sanitarie veterinarie: influenza aviaria. Roma.
- Corte dei Conti. (2023). Gestione dei fondi pubblici per emergenze zootecniche. Roma.
- European Commission. (2022). Avian influenza prevention and control measures in the EU. Brussels.







Un commento
Grazie per questa info, non guardo più report da anni ormai… agghiacciante!