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Art. 132 Quando l’influenza aviaria entra in un allevamento.

Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, il virus dell’influenza aviaria non rappresenta un rischio per il consumatore se la carne e le uova sono adeguatamente cotte.

Influenza aviaria: più spendiamo, più peggiora

Il paradosso perfetto di un sistema senza incentivi a funzionare

C’è una domanda che andrebbe fatta prima di ogni emergenza sanitaria negli allevamenti intensivi.
Una domanda semplice, quasi banale:

chi paga davvero quando qualcosa va storto?

Nel caso dell’influenza aviaria, la risposta è chiara:
non chi sbaglia.
Paghiamo noi.

Come funziona (in teoria)

Quando l’influenza aviaria entra in un allevamento, la legge è netta:

  • tutti gli animali devono essere abbattuti
  • intervengono ditte specializzate
  • seguono sanificazioni, smaltimenti, controlli

Tutto necessario. Tutto costoso.

E quei costi?

  • abbattimenti
  • gestione dell’emergenza
  • ristori agli allevatori

👉 sono coperti da fondi pubblici.

Tradotto: tasse dei cittadini.

I numeri che non fanno notizia (ma dovrebbero)

Dopo ricerche, accessi agli atti e incrocio dei dati disponibili, il conto è questo:

266 milioni di euro tra il 2020 e il 2025
– solo in Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna
– cifra al ribasso, perché dalla Lombardia mancano dati completi

A questi si aggiunge un altro dato poco raccontato:

  • la Cooperativa Agricola del Bidente
  • già nota per la gestione degli abbattimenti durante la peste suina
  • ha incassato 13 milioni di euro da Emilia-Romagna e Veneto
  • per gestire gli abbattimenti da aviaria
  • senza contare, di nuovo, la Lombardia

Emergenze su emergenze. Fondi su fondi. E nessuna domanda strutturale.

La domanda che il sistema evita

Se non sei tu a pagare per un problema,
qual è l’incentivo reale a evitarlo?

È qui che il castello inizia a scricchiolare.

In molti Paesi europei:

  • parte dei costi ricade sul settore
  • gli standard di biosicurezza sono un interesse diretto

In Italia, invece:

  • il rischio è collettivo
  • la responsabilità è privata
  • il conto è pubblico

Un modello perfetto… per continuare a sbagliare.

Perché è così difficile seguire questa storia

L’inchiesta sull’aviaria non è una notizia lampo.
È una storia opaca per costruzione.

I bollettini ufficiali:

  • non sono aggiornati con regolarità
  • non permettono di sapere in tempo reale:
    • quali allevamenti sono colpiti
    • dove sono in corso gli abbattimenti

Per documentare ciò che è andato in onda su Report, il team di Food for Profit ha dovuto:

  • costruire una rete sul territorio
  • incrociare informazioni frammentarie
  • seguire tracce indirette

Un lavoro durato mesi, non giorni.

Solo così è stato possibile vedere ciò che il sistema preferisce non mostrare.

Cosa è emerso sul campo

Azienda / LuogoFatti documentatiFondi pubblici
Allevamento Simone MeneselloTopi vivi e morti nei capannoni, carcasse di galline in decomposizione, animali vivi che beccano resti infetti, liquami oltre le caviglieRistori pubblici (importo non comunicato)
Allevamento di Goito (MN)Abbattimento a gas fallito; circa 400 anatre uccise a bastonate, calci e lanci; veterinario presente senza intervento70.000 €
Azienda BruzzeseCarcasse infette lasciate all’esterno, coperte da un telo, accessibili alla fauna selvaticaRistori pubblici (importo non comunicato)

Il paradosso si spiega da solo

Torniamo alla domanda iniziale.

Come è possibile che:

  • più soldi pubblici investiamo
  • peggiori sono le condizioni riscontrate?

La risposta è brutale nella sua semplicità:

quando qualcun altro paga per i tuoi errori, l’incentivo a non commetterli sparisce.

Non è cattiveria.
È economia comportamentale.

Qualcosa si muove (forse)

Dopo l’inchiesta di Report, andata in onda una domenica sera:

  • oltre 1,5 milioni di spettatori
  • 8,5% di share

Le prime conseguenze:

  • la deputata Eleonora Evi annuncia un’interrogazione parlamentare
  • un Comune in provincia di Padova chiede controlli urgenti

Segnali importanti.
Ma tardivi.

Conclusione

L’influenza aviaria non è solo un problema sanitario. È un problema di incentivi sbagliati.

Finché:

  • chi produce non paga
  • chi sbaglia viene ristorato
  • chi controlla guarda altrove

le emergenze non saranno eccezioni. Saranno il modello di business.

E noi continueremo a chiamarle “crisi impreviste”, mentre le finanziamo ogni anno, con una puntualità che il sistema non ha mai avuto nel prevenire.

Pagare tutti per errori di pochi non è solidarietà.

È una scelta politica. E come tutte le scelte politiche, può essere cambiata.

Basta volerlo.
E soprattutto, capirlo.


Fonti accreditate

  • Innocenzi, G. (2025). Inchiesta sull’influenza aviaria negli allevamenti intensivi. Report, RAI 3.
  • RAI – Report. (2025). Influenza aviaria: abbattimenti, ristori e condizioni negli allevamenti italiani. Roma.
  • Ministero della Salute. (2020–2025). Emergenze sanitarie veterinarie: influenza aviaria. Roma.
  • Corte dei Conti. (2023). Gestione dei fondi pubblici per emergenze zootecniche. Roma.
  • European Commission. (2022). Avian influenza prevention and control measures in the EU. Brussels.
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