di Morena Marzoli
Si parla molto di transizione ecologica, ma c’è una parte d’Italia che non compare né nelle conferenze né nei talk show: è quella che deve affrontare l’enorme spesa per l’energia e che a stento riesce a sopravvivere.
È quell’Italia che, quando arriva l’inverno, non discute di comunità energetiche, pannelli solari o auto elettriche: discute se accendere il riscaldamento o pagare la spesa.
Una scelta che, in qualunque Paese civile, non dovrebbe esistere.
La chiamano “povertà energetica”, e riguarda sempre più famiglie che vivono in case fredde; anziani che rinunciano a scaldarsi per non accumulare debiti; genitori che fanno i conti con bollette da rateizzare come fossero prestiti.
È una forma di fragilità nuova, silenziosa, che non fa rumore ma incide sulla dignità.
La politica parla di transizione e di obiettivi dell’Agenda 2030, affronta il tema della neutralità climatica: tutto giusto e tutto necessario, ma la verità è che la transizione, così com’è, rischia di diventare un lusso per chi può permetterselo.
Perché mentre si discute di futuro, di cambiamento delle abitudini e di tecnologie green, c’è chi non riesce a sostenere il presente.
E così la sostenibilità diventa un’altra linea di frattura sociale: chi può permettersi il cambiamento e chi lo subisce.
La povertà energetica non è solo una questione economica. È una questione politica, ambientale e culturale.
Se la politica non se ne farà carico e non vi porrà rimedio, sarà il segno di un Paese che non riesce a proteggere i più fragili mentre corre verso il futuro.
E un futuro che lascia indietro qualcuno non è un futuro: è un’altra forma di disuguaglianza.
La domanda, allora, è semplice: che tipo di transizione vogliamo?
Una che premia chi ha già, o una che non lascia indietro chi ha meno?
Perché il vero banco di prova non sarà la tecnologia, ma la giustizia sociale.
Il futuro energetico dell’Italia non può essere costruito su case fredde e bollette insostenibili.
E la transizione sarà davvero “futuribile” solo quando nessuno dovrà più scegliere tra riscaldarsi e mangiare.






Un commento
Complimenti bellissimo articolo.