Home / Signor Libero Di Scegliere / Art. 135 ADDIO MADE IN ITALY IN ARGENTINA

Art. 135 ADDIO MADE IN ITALY IN ARGENTINA

Febbraio 2026, Donald Trump e Javier Milei hanno formalizzato un importante accordo commerciale bilaterale chiamato ARTI (Agreement on Reciprocal Trade and Investment).

Questo accordo ha sollevato forti polemiche, specialmente in Italia, perché tocca direttamente il settore del “food” e la protezione dei prodotti tipici.

Cosa prevede l’accordo sul “Food”

L’intesa punta a liberalizzare gli scambi tra USA e Argentina, ma contiene una clausola specifica che riguarda i nomi dei prodotti alimentari. In sintesi:

Simil-Made in Italy: L’accordo limita la possibilità dell’Argentina di vietare l’uso di simboli, bandiere o immagini che richiamano l’Italia (il cosiddetto Italian Sounding) su prodotti che sono in realtà fabbricati negli USA.

Liberalizzazione dei nomi “generici”: L’Argentina ha accettato di riconoscere come “nomi comuni” una lista di circa 39 denominazioni che per l’Europa sono invece protette (DOP e IGP).

Via libera alle imitazioni: Questo significa che l’Argentina potrà importare dagli Stati Uniti prodotti che imitano le eccellenze italiane, vendendoli con nomi come Parmesan, Grana, Gorgonzola, Asiago, Fontina, Pecorino e Prosciutto.

Perché è un problema per l’Italia?

L’allarme è stato lanciato con forza da Coldiretti e Filiera Italia. Il rischio principale è duplice:

Effetto sul Mercosur: Questo accordo bilaterale “scavalca” di fatto le lunghe trattative tra Unione Europea e Mercosur (l’area di libero scambio sudamericana), che avrebbero dovuto garantire la protezione di oltre 350 prodotti tipici europei.

Danno economico: I prodotti “falsi” prodotti negli USA costano mediamente molto meno degli originali italiani, rendendo la concorrenza quasi impossibile per i veri produttori di Parmigiano Reggiano o Prosciutto di Parma nel mercato argentino.

La clausola che cambia tutto

L’Argentina ha accettato di considerare circa 39 denominazioni alimentari come “nomi generici”.

  • Via libera al falso: Prodotti USA possono usare simboli italiani (es. Colosseo, bandiera tricolore) senza essere contraffazioni dirette, ingannando spesso il consumatore.
  • Minor tutela per l’Italia: L’accordo limita la capacità dell’Argentina di proteggere i veri prodotti italiani (DOP/IGP) da imitazioni, a vantaggio dei prodotti americani Fondazione Qualivita.
  • Concetto: Si tratta di cibi “simil-italiani” che sembrano nostrani ma non lo sono, ora più facili da vendere in Argentina. 

In Europa, molte di queste sono protette come DOP o IGP. In Argentina, secondo l’accordo, diventano semplici categorie merceologiche. Tradotto in modo semplice: Parmesan non è più imitazione. È un formaggio “tipo”.


E questo vale anche per:

  • Grana
  • Gorgonzola
  • Asiago
  • Fontina
  • Pecorino
  • Provolone
  • Mascarpone
  • Burrata

E sul fronte salumi:

  • Prosciutto
  • Mortadella
  • Salame
  • Pancetta
  • Capicollo
  • Bologna

Non è solo Italia.
Anche Feta, Brie, Camembert, Gouda ed Emmental entrano nel perimetro dei “nomi comuni”.

La reazione italiana

Il sistema agroalimentare italiano ha reagito con preoccupazione.
Non tanto per l’esistenza delle imitazioni – che esistono da anni – ma per la loro legittimazione giuridica.

Se un nome non è più tutelato come legato a un territorio, diventa:

  • una tipologia
  • una categoria
  • un suono evocativo

E quando il nome diventa evocazione, vince chi produce a minor costo.

FONTI

Commissione Europea

U.S. Trade Representative. (2026). United States of America – Argentine Republic Agreement on Reciprocal Trade and Investment (ARTI). Washington, DC: Office of the United States Trade Representative.

The White House. (2025). Joint statement on framework for a United States–Argentina Agreement on Reciprocal Trade and Investment. Washington, DC: Executive Office of the President.

U.S. Embassy in Argentina. (2026). U.S.–Argentina Agreement on Reciprocal Trade and Investment: Market access and trade cooperation. Buenos Aires: U.S. Department of State. Commission. (2023). EU geographical indications explained. Brussels: European Commission. https://agriculture.ec.europa.eu

Tag:

5 Commenti

  • Ciao Massi, purtroppo si fa difficoltà a scindere quella che è la distopia dalla realtà. Il problema è che senza la dovuta informazione siamo noi stessi ad avallare passivamente questo iter lobbistico.

  • Если тема SEO вам актуальна, советую глянуть [url=https://seoblog360.ru/]SEO-блог для начинающих[/url] — там собраны практических материалов по оптимизации контента и структуре.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

� style="margin-left:10px; vertical-align:middle;"> Il tuo browser non supporta l'audio HTML5.