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Art.136 Anno 2026 : il cibo cambia pelle

tra fine 2025 e inizio 2026 il mondo food è stato toccato da tre scosse molto pesanti. Una riguarda la tecnologia genetica, una gli scambi UE-Mercosur, una la guerra commerciale e simbolica sui nomi del cibo, l’intesa firmata tra Stati Uniti e Argentina nota come ARTI. Tre dossier diversi. Tre livelli di potere diversi. Ma un unico effetto: il sistema alimentare mondiale sta cambiando struttura.

La nuova frontiera genetica: la riforma degli OGM europei.

l primo terremoto riguarda l’innovazione agricola. Alla fine del 2025 il Parlamento europeo e il Consiglio hanno raggiunto un accordo sulle New Genomic Techniques (NGT), cioè le nuove tecniche di modifica genetica delle piante. Un accordo normativo europeo che ridefinisce il confine tra ciò che viene considerato OGM e ciò che non lo è più. Non si tratta dei vecchi OGM degli anni Novanta, ma di strumenti più precisi, come l’editing genetico. Per ulteriori approfondimenti cerca l’Art. 128 nella rubrica.

La riforma introduce una distinzione chiave:

NGT categoria 1 Non sono più considerati OGM,
piante considerate equivalenti a quelle ottenute con selezione tradizionale.

NGT categoria 2
piante che restano soggette alla normativa OGM più severa.

Il Parlamento europeo ha comunque imposto alcune garanzie:

  • divieto delle NGT nell’agricoltura biologica
  • registri pubblici delle varietà sviluppate
  • etichettatura dei prodotti derivati
  • opposizione alla brevettabilità delle piante NGT.

Dietro questa riforma si nasconde una questione enorme: chi controllerà le sementi del futuro.

Perché il potere agricolo non passa solo dalla terra. Passa dai brevetti.

Mercosur: il commercio globale entra nelle campagne europee ma soprattutto ITALIANE.

Il secondo evento è ancora più geopolitico.

Nel gennaio 2026 l’Unione Europea e i Paesi del Mercosur hanno firmato un accordo commerciale che era in negoziazione da oltre vent’anni.

L’intesa mira a:

  • ridurre i dazi commerciali
  • facilitare investimenti e scambi
  • creare un enorme mercato integrato tra Europa e Sud America.

Dal punto di vista teorico è un’opportunità anche per l’export europeo. Dal punto di vista agricolo, però, molti produttori europei temono l’effetto opposto.

Le ragioni sono semplici:

  • costi di produzione molto più bassi in Sud America
  • normative ambientali differenti
  • maggiore disponibilità di terra e materie prime.

Il rischio percepito da molte organizzazioni agricole è quello di una competizione asimmetrica. In altre parole: stesso mercato, regole diverse. E quando le regole non coincidono, la concorrenza diventa una gara con scarpe diverse.

L’accordo Trump-Milei: la battaglia sui nomi

Il terzo evento è probabilmente quello più simbolico. Il 5 febbraio 2026 Stati Uniti e Argentina hanno firmato l’ARTI – Agreement on Reciprocal Trade and Investment. Ufficialmente è un accordo per facilitare investimenti e commercio. Ma nel settore agroalimentare contiene una clausola che ha fatto scattare molti allarmi in Europa.

L’intesa prevede che l’Argentina non possa limitare l’uso di una serie di denominazioni alimentari considerate nomi generici.

Nell’elenco compaiono:

FORMAGGI : asiago, burrata, fontina, gorgonzola, grana, mascarpone, mozzarella, parmesan, pecorino, provolone, ricotta

SALUMI : salame. bologna, capicollo, mortadella, pancetta, prosciutto.

Il punto non è che questi prodotti esistano già fuori dall’Italia. Il punto è che l’accordo rafforza il principio secondo cui alcuni nomi non rappresentano più un territorio ma una semplice tipologia alimentare. In altre parole:
il nome diventa uno stile. E quando il nome diventa stile, il prezzo diventa l’arma principale.

Il filo invisibile che collega tutto

Sembrano tre storie diverse.

In realtà raccontano la stessa trasformazione.

NGT ridefinisce il controllo sulle sementi.
Mercosur ridefinisce il mercato agricolo globale.
ARTI ridefinisce il valore commerciale dei nomi alimentari.

Tecnologia, commercio e proprietà simbolica.

Tre livelli diversi di potere sul cibo.

Il paradosso del consumatore

Nel frattempo il consumatore entra al supermercato convinto di fare una scelta semplice.

Legge:

“senza OGM”
“prosciutto”
“parmesan”
“italian style”.

E pensa di aver capito tutto.

In realtà sta navigando dentro un sistema sempre più complesso, dove scienza, diplomazia commerciale e marketing lavorano insieme.

Non sempre nella stessa direzione.

LA CONCLUSIONE DEL Signor Libero Di Scegliere

Il 2026 potrebbe essere ricordato come uno degli anni in cui il sistema alimentare globale ha cambiato equilibrio. Non perché il cibo sia diverso. Ma perché sono cambiate le regole che lo governano. E quando cambiano le regole, cambiano anche le filiere, i prezzi e il significato delle parole. Per questo vale sempre la stessa regola. Fare la spesa è un atto politico, etico e di cura personale. E la libertà, come sempre, inizia dall’informazione.

Questi tre dossier sembrano diversi, ma in realtà raccontano la stessa storia.

Le NGT spostano il potere verso chi controlla innovazione genetica, accesso alla ricerca, diritti e sementi.
Il Mercosur sposta il potere verso chi regge meglio la competizione globale su costi e accesso ai mercati.
L’ARTI sposta il potere verso chi riesce a trasformare i nomi tradizionali in categorie commerciali utilizzabili fuori dal sistema europeo delle indicazioni geografiche.

Il food del 2026 non sta cambiando solo su cosa si produce, ma su chi decide il significato economico di semi, filiere e nomi

Fonti

European Parliament. (2025). New genomic techniques: agreement on future regulation of plant breeding technologies. Brussels: European Parliament.

European Commission. (2026). EU-Mercosur Partnership Agreement: trade and cooperation framework. Brussels: European Commission.

Office of the United States Trade Representative. (2026). United States-Argentina Agreement on Reciprocal Trade and Investment (ARTI). Washington DC: USTR.

World Trade Organization. (1994). Agreement on Trade-Related Aspects of Intellectual Property Rights (TRIPS). Geneva: WTO.

FAO. (2020). Trade and agriculture: global food system transformation. Rome: Food and Agriculture Organization.

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