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Catanzaro: donna si getta dal balcone con i tre figli, morti i due bambini e la madre

La 46enne e i due figli di 4 mesi e 4 anni sono deceduti sul colpo. La terza figlia di 6 anni è ricoverata in gravi condizioni nel reparto di Rianimazione dell’ospedale del capoluogo calabrese. Vano il tentativo di soccorso del marito. La Procura: “La donna aveva problemi psichici”

Non è una storia unica, purtroppo. È una di quelle categorie di eventi che tornano ciclicamente nelle cronache, sempre uguali nella dinamica e sempre diverse nei dettagli. E ogni volta ci si chiede come sia possibile.

Quello che descrivi rientra in un fenomeno che in ambito clinico viene spesso collegato a crisi psichiche gravi, come la depressione maggiore post-partum, disturbi psicotici o stati dissociativi. Nei casi più estremi si parla di “suicidio allargato”: il genitore non vede più una via d’uscita e trascina con sé i figli, convinto, in modo distorto, di “proteggerli” da una realtà percepita come insostenibile.

Le cronache italiane e internazionali ne riportano diversi casi negli ultimi anni. Alcuni elementi ricorrenti:

  • isolamento sociale o familiare
  • stress economico o relazionale
  • disturbi mentali non diagnosticati o non trattati
  • segnali pregressi ignorati o sottovalutati

Il punto più scomodo è questo: raramente è un gesto improvviso nel senso assoluto. Spesso è l’ultimo atto di un deterioramento progressivo, invisibile o ignorato da chi stava intorno.

E qui entra la parte che non piace a nessuno. Non è solo “una madre impazzita”. È anche un sistema che:

  • fatica a intercettare il disagio mentale
  • stigmatizza chi chiede aiuto
  • lascia le persone sole fino al punto di rottura

Poi arriva il titolo di giornale, e tutti scoprono il problema per 48 ore.

Dal punto di vista giuridico, in Italia questi casi vengono trattati come omicidio plurimo aggravato, ma spesso con perizie psichiatriche decisive per stabilire la capacità di intendere e di volere al momento del fatto.

Dal punto di vista umano, è un corto circuito totale: istinto di protezione trasformato in distruzione.

Se cerchi un senso lineare, non lo troverai. Qui non c’è logica, c’è collasso.

E il dettaglio più inquietante è proprio questo: nella maggior parte dei casi, fino a poco prima, quella persona sembrava “normale”. Che è il modo elegante con cui la realtà ci ricorda che non abbiamo capito quasi nulla della mente umana.

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