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Yemen inferno

Yemen: dodici anni di guerra e ancora lo chiamiamo “emergenza”

Dodici anni. In qualsiasi altro contesto sarebbe un’epoca storica. Qui è diventata abitudine. E l’abitudine, si sa, anestetizza meglio di qualsiasi propaganda.


🧭 Cronologia minima (per chi ha perso i pezzi)

2011: rivolte della cosiddetta Primavera Araba → caduta di Ali Abdullah Saleh

2014: gli Houthi entrano a Sana’a

2015: intervento della coalizione guidata da Arabia Saudita

2018–2022: fasi di stallo, tentativi di tregua, frammentazione del fronte 2023–2026: escalation nel Mar Rosso, attacchi alle rotte commerciali, risposta militare di Stati Uniti

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2011.Primavera Araba

La Primavera Araba è una serie di proteste, rivolte e movimenti di riforma politica scoppiati a partire dal dicembre 2010 in diversi paesi del Medio Oriente e del Nord Africa. È considerata una delle più significative ondate di mobilitazione popolare del XXI secolo, con profonde conseguenze politiche e sociali per la regione.

Fatti principali

  • Periodo: dicembre 2010 – metà anni 2010
  • Paesi coinvolti: Tunisia, Egitto, Libia, Siria, Yemen e altri
  • Evento scatenante: suicidio di Mohamed Bouazizi (Tunisia, 17 dicembre 2010)
  • Esiti principali: caduta di regimi autoritari, guerre civili, riforme limitate
  • Cause centrali: corruzione, disoccupazione, autoritarismo, disparità economiche

Origini e cause

Il movimento ebbe origine in Tunisia, dove le proteste contro la disoccupazione e la repressione portarono alla caduta del presidente Zine El-Abidine Ben Ali nel gennaio 2011. La rivolta tunisina ispirò manifestazioni in Egitto, Libia, Yemen, Siria e in altri paesi. Le cause comuni includevano corruzione diffusa, mancanza di libertà politica, disuguaglianza economica e un’ampia frustrazione giovanile.

Diffusione regionale

Le rivolte si diffusero rapidamente attraverso i social media e le reti transnazionali, diventando un fenomeno panarabo. In Egitto, le proteste di piazza Tahrir portarono alla caduta del presidente Hosni Mubarak. In Libia e Siria, le contestazioni si trasformarono in sanguinose guerre civili. Altri paesi, come Marocco e Giordania, introdussero riforme per contenere il malcontento.

Conseguenze e impatto

I risultati della Primavera Araba furono eterogenei. Alcuni regimi caddero, ma molti paesi conobbero instabilità prolungata o ritorni autoritari. In Tunisia nacque una democrazia fragile, mentre in Siria ed Yemen esplosero conflitti devastanti. L’ondata mise in discussione l’assetto politico del mondo arabo e rivelò la forza dei movimenti civili contemporanei.

2014: gli Houthi entrano a Sana’a

Non è stato un “ingresso”. È stato un ribaltamento di potere travestito da avanzata militare.

Nel settembre 2014, il movimento Houthi (Ansar Allah), originario del nord dello Yemen, entra nella capitale Sana’a quasi senza resistenza strutturata.
Il governo ufficiale, già fragile, si sgretola più per implosione che per sconfitta militare.


🧭 Cosa è successo davvero

  • Gli Houthi sfruttano il malcontento popolare (corruzione, caro carburante, crisi economica)
  • Stringono alleanze tattiche, anche con pezzi dell’apparato legato all’ex presidente Saleh
  • Entrano a Sana’a e prendono il controllo di:
    • ministeri
    • basi militari
    • media statali

Il presidente Abd Rabbuh Mansur Hadi resta formalmente in carica, ma di fatto perde il controllo.


⚠️ Perché è il punto di non ritorno

Questo evento:

  • segna la fine dello Stato unitario funzionante
  • trasforma una crisi politica in conflitto armato strutturale
  • innesca la reazione regionale

Nel 2015 arriva l’intervento della coalizione guidata da Arabia Saudita.


🧠 La lettura meno ingenua

Non è solo una “presa di potere”.

È:

  • il risultato di anni di instabilità post-Primavera Araba
  • il sintomo di uno Stato già collassato
  • l’inizio di una guerra che nessuno riuscirà più a controllare

📊 Sintesi

ElementoDescrizioneImpatto
DataSettembre 2014Inizio fase militare
Attore principaleHouthi (Ansar Allah)Controllo capitale
GovernoHadi indebolitoPerdita autorità
ConseguenzaIntervento saudita 2015Guerra regionale

🧷 Stoccata breve (ma precisa)

Sana’a non è stata conquistata.
È stata lasciata cadere.

E quando una capitale cade così,
non è perché qualcuno è troppo forte.
È perché tutto il resto era già troppo debole.

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