Da 30 anni affianco i bambini della scuola materna, tra i 3 e i 5 anni, come collaboratrice scolastica. Siamo noi bidelle a essere le prime a intervenire quando un bambino cade, quando ha bisogno di un conforto, quando i genitori arrivano e ci confidano i loro drammi. Parte dei genitori si confida con noi: padri separati che dormono in macchina perché non sanno dove stare, madri che subiscono violenze, genitori che muoiono, lasciando questi bambini soli. E così, per noi, è sempre un carico emotivo, un colpo al cuore, perché ogni storia di questi bambini tocca anche noi. Siamo il punto di riferimento invisibile, quelle figure che vedono i sorrisi al mattino, le paure nel pomeriggio, i piccoli gesti di affetto. In questo mondo fatto di routine, noi siamo le seconde mamme, le custodi di un mondo che spesso resta nell’ombra. Da sempre, in questi trent’anni, ho visto i bambini crescere giorno dopo giorno,dopo anche 15 anni mi sono tornati a salutare ed è stato commovente.Siamo noi,dade, che li accogliamo al mattino, quando ancora hanno gli occhi assonnati, e li vediamo ripartire con un sorriso dopo aver imparato un piccolo passo. Noi sappiamo quando hanno un giorno no, quando cercano un abbraccio, o quando, tra di loro, si sostengono. Questo legame è fatto di gesti quotidiani, sguardi, piccole attenzioni che noi, spesso, vediamo prima di chiunque altro. E proprio questo è il paradosso: siamo le figure che tengono insieme la quotidianità, le prime a intervenire, le ultime a essere riconosciute. Spesso, però, il nostro lavoro non viene valorizzato come meriterebbe: siamo pagate poco, con contratti assurdi, e spesso ci si dimentica di tutto quello che vediamo, di tutto quello che sappiamo,e facciamo, perché siamo sempre sullo sfondo. Eppure, senza di noi, molte delle loro giornate non sarebbero le stesse. Nonostante tutto, sono tutti i nostri figli, ai quali, ad ogni dentino caduto, facciamo una piccola scatolina per la sera, quando tornano a casa, e la mettono sotto il cuscino. Sappiamo, in cuor nostro, che ci pensano con tanto affetto, perché il vero valore che abbiamo è proprio quello del sorriso di questi bambini, ed è il nostro più grande tesoro.






