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Le emozioni che nessuno vede

Ci sono giorni in cui la malattia non si misura nelle visite, nelle terapie o nei risultati degli esami.

Si misura nel silenzio che arriva dopo una domanda semplice, nel modo in cui cambiano gli sguardi delle persone, nella sensazione costante di occupare spazio, tempo ed energie degli altri.

durante le cure oncologiche non esiste soltanto la fatica fisica. Esiste una rabbia difficile da spiegare, che nasce dalla perdita della normalità, dalla stanchezza e dalla difficoltà di riconoscersi nella propria vita di prima.

Anche quando si viene aiutati con amore, può comparire una sensazione dura da ammettere: quella di sentirsi un peso.

La tristezza non arriva sempre facendo rumore. A volte si siede accanto alle giornate normali, dentro le attese, dentro i pensieri che restano in silenzio. Eppure, proprio dentro quei momenti, esiste una forza che molti non vedono: è la forza di continuare, di affrontare una terapia dietro l’altra, di rialzarsi anche quando la mente vorrebbe fermarsi.

Ogni malato oncologico attraversa paure diverse, ma nessuno dovrebbe sentirsi completamente solo nel proprio dolore. raccontare queste emozioni non significa arrendersi: significa dare dignità a una battaglia che cambia profondamente una persona.

E forse la speranza non è fingere che tutto vada bene. Forse la speranza è riuscire a trovare ancora un motivo per andare avanti, anche nei giorni più difficili. E’ ricordare che, dietro la malattia, continua a esistere una persona fatta di pensieri, sogni, fragilità e valore.

A chi sta affrontando questo percorso: anche quando sembra impossibile vedere la luce, il solo fatto di continuare a combattere è già una forma di coraggio.

E quel coraggio, spesso, può diventare forza anche per qualcun altro.

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