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Diamo Libertà a chi non può chiedere di essere libero : il testamento biologico

Sono 278 mila le Disposizioni anticipate di trattamento (DAT) raccolte e rendicontate nell’83,6% dei Comuni italiani che hanno risposto negli anni (includendo  dunque anche i dati di quei Comuni che non hanno fornito un aggiornamento al 2025, ma avevano risposto alle precedenti indagini). Il dato complessivo resta sconosciuto.

Solo 4.822 Comuni hanno infatti risposto a entrambe le rilevazioni, quella di due anni fa e quella di quest’anno. Nessuna informazione da 3.072 Comuni, che continuano a ignorare gli obblighi di trasparenza e non rispondono agli accessi agli atti. Tra i capoluoghi: Torino, Catania, Salerno, Trieste, Cagliari, Reggio Emilia e Ancona.

Differenze significative tra Nord e Sud.

Attenzione: la dashboard è in continuo aggiornamento. I numeri forniti in questo comunicato stampa sono relativi ai dati pervenuti a lunedì 15 giugno 2026.

L’Associazione Luca Coscioni ha concluso una nuova indagine nazionale sul deposito del “testamento biologico” (DAT) – attraverso una campagna di accesso civico su 7.677 Comuni italianiaggiornata a dicembre 2025. Prendendo in esame i 4.822 Comuni  che hanno fornito i dati aggiornati sia per il 2023 che per il 2025, risultano depositati, dall’entrata in vigore della legge del gennaio 2018, 228.151 testamenti biologici. Limitatamente a questi Comuni, la  crescita è del 18,2% rispetto al 2023.

QUI sono consultabili i dati riguardanti i comuni che hanno fornito l’aggiornamento dei dati al 31 dicembre 2025. Attenzione: la dashboard è in continuo aggiornamento. I numeri forniti in questo comunicato stampa sono relativi ai dati pervenuti a lunedì 15 giugno 2026.

Aggiungendo anche il numero di DAT depositate nei 1.780 Comuni che nel 2025 non hanno risposto , ma che avevano risposto negli anni precedenti, il numero di DAT certamente depositate su un totale di 6.602  Comuni è di 278.329 DAT. Questo è dunque un dato parziale, privo delle DAT non comunicate quest’anno, a cui vanno aggiunte le DAT depositate presso notai, strutture sanitarie e uffici consolari, per le quali non esistono dati pubblici disponibili.

Tra i Comuni che non hanno fornito dati aggiornati, ci sono i seguenti capoluoghi: Torino, Catania, Salerno, Trieste, Cagliari, Reggio nell’Emilia, Ancona, Terni, Como, Lecce, Avellino, Cosenza, Trapani, Andria, Barletta, Brindisi, Caserta, Pesaro, Cremona, Catanzaro, Caltanissetta, Chieti, Ascoli Piceno, L’Aquila, Rieti, Oristano, Gorizia, Verbania. 

Oggi nel nostro Paese si registra in media una DAT ogni 166 abitanti, contro una ogni 191 abitanti rilevata nel 2023. Per quel che riguarda la trasmissione in Banca dati ne risultano trasmesse 246.340. Si tratta dell’88,5% del totale, in lieve flessione rispetto a quanto rilevato nell’indagine precedente (90,4%).

L’indagine evidenzia anche forti differenze territoriali. In valori assoluti la Lombardia guida la classifica con 54.679 DAT depositate, seguita da Emilia-Romagna (31.065) e Piemonte (26.556). Tra le Province, la Città metropolitana di Milano è medaglia d’oro (19.835), seguita da quelle di Torino (14.685) e di Roma Capitale (13.443). Tra i Comuni,  Milano è la città con il maggior numero di DAT depositate (8.912), davanti a Roma (7.627), Torino (5.261), Genova (3.715) e Bologna (3.194). 

Sul fronte della densità rispetto alla popolazione, il Trentino-Alto Adige è la Regione con la maggiore diffusione del testamento biologico, con una DAT ogni 93 abitanti, seguito da Abruzzo (117) ed Emilia-Romagna (120), Valle d’Aosta e Marche (128 entrambe) In fondo alla classifica Campania (1 ogni 276), Molise (273), Lazio (269), Sardegna (255) e Calabria (228). Tra le province, la capolista è Pescara (1 DAT ogni 74), seguita da Bolzano (1 ogni 75), Teramo (1 ogni 90), Pesaro e Urbino (1 ogni 91) e Forlì Cesena (1 ogni 97). Meno Dat in proporzione alla popolazione residente si registrano nella neoistituita provincia dell’Ogliastra (1 DAT ogni 432 abitanti), a Rieti (1 ogni 384), L’Aquila (1 ogni 365), Palermo (1 ogni 360) e  Benevento (1 ogni 332)

Anche osservando la classifica dei Comuni capoluogo per densità di DAT depositate emerge con chiarezza il forte divario territoriale nell’accesso alle DAT. Tra i 115 capoluoghi italiani che hanno fornito dati, i livelli più alti di diffusione del testamento biologico si registrano soprattutto nel Nord Italia: Bolzano guida la classifica con una DAT depositata ogni 60 abitanti, seguita da Varese con una ogni 71, Cuneo con una ogni 83, Vicenza con una ogni 84 e Cesena con una ogni 86 abitanti.

All’estremo opposto si trovano invece diversi capoluoghi del Centro-Sud, dove il ricorso alle DAT resta molto più limitato. Napoli occupa il 110° posto con una DAT ogni 541 abitanti, seguita da Rieti con una ogni 545, Latina con una ogni 691, Benevento con una ogni 729 e Caserta ultima in classifica con appena una DAT ogni 749 abitanti.

Il report mette inoltre in luce profonde disuguaglianze territoriali e sociali nell’accesso allo strumento delle DAT. Le differenze tra Nord e Sud restano marcate: nel Nord-Est si registra una DAT ogni 133 abitanti, nel Nord-Ovest una ogni 142, mentre il rapporto scende a una ogni 217 abitanti nel Sud e a una ogni 194 nel Centro Italia.  Anche la dimensione dei Comuni incide fortemente sulla diffusione del testamento biologico. Nei Comuni sotto i 5mila abitanti si registra una DAT ogni 195 residenti, contro una ogni 144 nei centri tra 250mila e 500mila abitanti. 

In controtendenza è il dato delle grandi città, in cui si registra la densità più bassa di testamenti biologici in proporzione alla popolazione residente: qui se ne hanno 1 ogni 215 abitanti.Il dato, però, risente delle disparità territoriali, evidenziando la diffusione limitata dello strumento nei grandi centri urbani del Sud. Guardando, infatti, ai numeri assoluti, la prima grande città del Sud è Bari (al sesto posto in Italia), con Napoli che si posiziona al 12° posto, Catania al 17° e Palermo al 20°. 

“Senza il diritto alla conoscenza, gli altri diritti restano solo sulla carta. Da sette anni il popolo italiano è tenuto all’oscuro del diritto, che esiste, a scegliere le modalità del proprio fine vita. Per quanto riguarda la conoscenza delle disposizioni anticipate di trattamento, la situazione sta finalmente migliorando, anche se troppo lentamente, grazie esclusivamente all’attività di organizzazioni, come l’associazione Luca Coscioni e poche altre, e singole persone che non si rassegnano all’ignoranza imposta dallo Stato italiano. I risultati ottenuti ci spingono a insistere con ancora più determinazione”.

Il Numero Bianco dell’Associazione Luca Coscioni (0699313409) continua a offrire supporto gratuito ai cittadini oltre agli altri temi relativi al fine vita che sulle modalità per predisporre e depositare le DAT.  Grazie al Numero Bianco, l’Associazione Luca Coscioni continua a sopperire all’assenza di un’informazione istituzionale chiara, garantendo un accesso immediato a chi desidera conoscere e far valere i propri diritti sul fine vita.

Cos’è il Testamento Biologico (DAT)?

Le Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT), comunemente chiamate “testamento biologico”, sono uno strumento legale che ti permette di esprimere in anticipo le tue volontà riguardo ai trattamenti sanitari che desideri o non desideri ricevere, nel caso in cui non fossi più in grado di comunicare le tue decisioni.Cosa posso decidere con le DAT?

Quali trattamenti medici accettare o rifiutare Se ricevere nutrizione e idratazione artificiale Se essere sottoposto a rianimazione Chi sarà il tuo fiduciario, la persona che rappresenterà le tue volontàIl Biotestamento serve anche a chi è già malato?

Le DAT sono sempre utili. Nello specifico  all’Art. 5.  si entra nel campo della Pianificazione condivisa delle cure. La pianificazione viene concordata direttamente con il medico che avrà condiviso con la persona malata tutte le informazioni e può essere espressa in forma scritta o, nel caso in cui le condizioni fisiche non lo permettano, attraverso una videoregistrazione e/o con dispositivi tecnologici che consentano alle persone con disabilità di comunicare. Anche la pianificazione può comprendere la nomina di un fiduciario e può essere aggiornata in base al progressivo evolversi della malattia, su richiesta della persona malata o su suggerimento del medico. Per quanto riguarda gli aspetti non espressamente disciplinati dall’art. 5 si applicano le disposizioni dell’articolo 4 sulle DAT.Il modello DAT è gratuito?

Assolutamente sì. Compila il modulo per riceverlo subito sulla tua mail.

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