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Immigrazione, lavoro e antifascismo: basta con le menzogne

Da anni una parte della politica e dell’informazione alimenta paure e pregiudizi contro gli immigrati. Si indicano gli ultimi, i più poveri e i più ricattabili come responsabili dei problemi del Paese, mentre si distoglie l’attenzione dalle vere cause delle disuguaglianze: Sfruttamento, precarietà, evasione fiscale, salari da fame e smantellamento dei diritti sociali. Da antifascista e da uomo di sinistra, credo che sia arrivato il momento di rispondere con chiarezza ad alcune domande.

1- Gli extracomunitari devono essere messi in regola ?. Assolutamente si. Chi lavora, vive e contribuisce alla società deve avere diritti e doveri come tutti gli altri. L’irregolarità no é un vantaggio per chi li sfrutta. Un lavoratore senza documenti é più facilmente ricattabile, sottopagato e privato dei propri diritti. La legalità non si costruisce con la persecuzione dei più deboli, ma combattendo il lavoro nero, il caporalato e lo sfruttamento.

2- Gli extracomunitari ci tolgono il lavoro ?. No. Questa é una delle più grandi bugie della propaganda xenofoba. I posti di lavoro non spariscono perché arrivano gli immigrati. Spariscono quando le aziende delocalizzano, quando i contratti vengono precarizzati, quando i salari vengono compressi e quando la politica rinuncia a difendere il lavoro. Il padrone che sfrutta un immigrato sottopagandolo non é un alleato dei lavoratori italiani. E’ il problema. Italiani e immigrati hanno gli stessi interessi: salari dignitosi, sicurezza e diritti. Metterli gli uni contro gli altri serve soltanto a chi trae profitto dalle divisioni.

3- Siamo sinceri: gli italiani farebbero il lavoro degli immigrati ?. Molti lo farebbero, ma non alle condizioni attuali. Chi raccoglie pomodori sotto il sole per pochi euro all’ora ? Chi assiste anziani non autosufficienti giorno e notte ? Chi svolge lavori pesanti nei cantieri e nei campi?. Il problema non é il lavoro in sé. Il problema sono i salari bassi e le condizioni spesso inaccettabili. La verità è che migliaia di immigrati tengono in piedi interi settori dell’economia mondiale italiana. Fingere il contrario significa ignorare la realtà.

4- Sono una risorsa e il nostro futuro ?. Sono persone. Prima ancora che lavoratori, numeri o statistiche, sono esseri umani con sogni, diritti e dignità. Detto questo, é evidente che il loro contributo é fondamentale. In un paese che invecchia, perde popolazione e vede diminuire le nascite, l’integrazione rappresenta una necessità sociale ed economica. Il futuro non si costruisce con muri, respingimenti e discriminazioni. Si costruisce con diritti, scuola, lavoro e partecipazione.

5- Squadristi nelle città: é legale ?. Lo squadrismo appartiene alle pagine più buie della storia italiana. Quando gruppi organizzati pretendendo di sostituirsi alle istituzioni, intimidendo persone o alimentano un clima di paura, non stanno difendendo la sicurezza: stanno minando la convivenza democratica. L’antifascismo non é un’opinione tra le altre. E’ un principio fondante della Repubblica nata dalla Resistenza. Chi si richiama alle pratiche dello squadrismo attacca i valori democratici conquistati con il sacrificio di migliaia di donne e uomini.

6- Quanto razzismo c’é in Italia ?. Più di quanto molti siano disposti ad ammettere. Esiste quando una persona viene giudicata dal colore della pelle anziché dal suo comportamento. Esiste quando si generalizza, quando si alimentano stereotipi, quando si cerca un capro espiatorio per ogni problema sociale. Il razzismo non riguarda soltanto gli insulti. Riguarda anche l’indifferenza verso le discriminazioni e l’abitudine a considerare alcuni esseri umani meno degli altri. Combatterlo é un dovere civile e morale.

Conclusione. Chi oggi indica negli immigrati il nemico da combattere ripropone una strategia antica: Dividere i lavoratori, alimentare la paura e trasformare i più deboli in bersagli. Noi scegliamo un’altra strada. Scegliamo la solidarietà contro l’odio. Scegliamo l’uguaglianza contro il privilegio. Scegliamo la democrazia contro lo squadrismo. Scegliamo l’antifascismo contro ogni forma di razzismo e discriminazione. Perché nessun lavoratore é il nemico di un altro lavoratore. E perché una società é davvero libera soltanto quando difende la dignità di tutti. Questa versione ha un tono politico più deciso e militante, ma evita insulti o generalizzazioni contro persone e gruppi, concentrandosi sulle idee e sui valori antifascisti e di socialità sociale.

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