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CIMITERI on-line

Cimiteri digitali: cosa succede ai nostri profili social dopo la morte ?. Una nuova forma di memoria nell’era digitale. Foto, video, messaggi e post raccontano ogni giorno la nostra vita on-line. Ma cosa accade a tutto questo quando una persona muore? La risposta si trova in un fenomeno sempre più diffuso: i cimiteri digitali. Con questa espressione si indicano i profili social e gli account on-line appartenuti a persone decedute che continuano a esistere sul web. Facebook, instagram e altre piattaforme conservano milioni di pagine che, pur non essendo più attive, restano accessibili ad amici e familiari. Luoghi virtuali del ricordo per molte persone questi profili diventano veri e propri spazi della memoria. Nei giorni degli anniversari o delle ricorrenze, parenti e amici pubblicano messaggi, fotografie e ricordi, trasformando le pagine social in una sorta di memoriale virtuale. A differenza dei tradizionali luoghi di commemorazione, i cimiteri digitali sono accessibili in qualsiasi momento e da qualsiasi parte del mondo. Questo permette a chiunque di mantenere vivo il ricordo di una persona cara con un semplice clic. Le questioni legali e di privacy. La crescita dei cimiteri digitali ha aperto importanti interrogativi. Chi può gestire l’account di una persona deceduta ?. E’ giusto conservare per sempre i suoi dati on-line ?. E chi decide se un profilo debba essere eliminato o trasformato in una pagina commemorativa ?. Molte piattaforme hanno introdotto procedure specifiche per affrontare questi casi, ma le normative non sono ancora uniformi e spesso le famiglie incontrano difficolta nell’accesso ai contenuti digitali dei propri cari. L’eredità digitale del futuro gli esperti parlano sempre più spesso di “eredità digitale”, ovvero l’insieme dei dati che lasciamo on-line durante la nostra vita. Con l’aumento dell’utilizzo dei social network, il numero dei profili appartenenti a persone decedute é destinato a crescere nei prossimi anni. Per questo motivo, pianificare la gestione dei propri account digitali potrebbe diventare una pratica comune, proprio come avviene per i beni materiali. Una memoria che non scompare i cimiteri digitali mostrano come la tecnologia stia cambiando anche il nostro rapporto con il ricordo e il lutto. Se un tempo la memoria era custodita principalmente in album fotografici e lettere, oggi vive anche nei profili social, nei video e nei messaggi conservati on-line. In un mondo sempre più connesso, la memoria delle persone continua a esistere anche nello spazio digitale, creando una nuova forma di presenza che supera i confini del tempo e della distanza.

Un commento

  • Ho letto con interesse l’articolo sui cosiddetti “cimiteri digitali” e credo sia importante aggiungere una riflessione.

    Molti pensano che la memoria digitale sia nata con Facebook o con i social network. In realtà, almeno per quanto riguarda il progetto Eifu, la storia è molto diversa.

    La prima idea di Eifu nasce nel 2002, prima ancora della nascita di Facebook e dell’esplosione dei social network.

    In quegli anni il mondo stava già cambiando. Sempre più persone lasciavano il proprio paese, la propria città o addirittura la propria nazione per motivi di lavoro, studio o per costruire una nuova vita all’estero. Molte famiglie si trovavano improvvisamente separate da centinaia o migliaia di chilometri.

    Da questa realtà nasce una domanda semplice ma profonda:

    “Cosa accade quando una persona cara viene a mancare e non possiamo tornare facilmente a visitare la sua tomba o il luogo del suo ricordo?”

    L’idea iniziale non era creare un social network della memoria.

    L’obiettivo era creare un ponte.

    Un ponte tra le persone e i luoghi.

    Un ponte tra chi resta e chi è lontano.

    Un ponte tra le generazioni.

    La possibilità di visitare virtualmente un luogo di sepoltura, di conoscere la storia di una persona, di lasciare un pensiero, una dedica o un ricordo anche quando la distanza geografica rende impossibile essere presenti fisicamente.

    Negli anni il fenomeno dell’immigrazione e della mobilità internazionale è cresciuto enormemente. Milioni di famiglie vivono oggi lontano dai propri paesi di origine. Molti figli vivono in nazioni diverse rispetto ai propri genitori. Molti nipoti non hanno mai visitato i luoghi dove riposano i propri nonni.

    Per questo il progetto ha continuato a evolversi.

    Nel 2020 nasce ufficialmente Ei.Fu, con una visione ancora più ampia: creare una piattaforma capace di unire memoria, territorio, comunità e tecnologia.

    Non soltanto necrologi.

    Non soltanto lapidi digitali.

    Non soltanto commemorazioni.

    Ma una vera infrastruttura della memoria.

    Una piattaforma dove le imprese funebri possono custodire e organizzare le informazioni del proprio territorio, mentre i cittadini possono consultare, ricordare, lasciare dediche, inviare fiori virtuali, accendere un cero digitale e mantenere vivo il legame con le proprie radici.

    Accanto ai memoriali locali trovano spazio anche i personaggi che hanno segnato la storia, la cultura, lo sport e la società. Figure che continuano a far parte della memoria collettiva e che possono essere ricordate attraverso anniversari, notifiche e ricorrenze.

    Per questo motivo Eifu non si considera un semplice “cimitero digitale”.

    Un cimitero conserva.

    Eifu vuole collegare.

    Collegare persone, famiglie, territori e ricordi.

    In un mondo dove le distanze aumentano, la memoria rischia di diventare sempre più fragile.

    La tecnologia può certamente conservare dati, fotografie e messaggi.

    Ma il vero obiettivo dovrebbe essere un altro: aiutare le persone a non perdere il legame con la propria storia.

    Perché il ricordo non è soltanto qualcosa che appartiene al passato.

    È una parte fondamentale di ciò che siamo e di ciò che lasceremo a chi verrà dopo di noi.

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