Podcast 15 · La Stanza dei Rumori Forti
Non è una lotta di potere. È una tempesta cerebrale.
Dialogo tra insegnanti dopo una crisi in classe di un alunno.
Contesto
Un’aula docente al tramonto. La luce arancione del sole calante filtra attraverso le finestre, proiettando lunghe ombre sulle pareti. Marco, un insegnante di lettere con 15 anni di esperienza, sta sistemando dei registri quando Anna, una collega più giovane, entra con espressione preoccupata.
Dialogo integrale
Anna
Marco, ho bisogno del tuo aiuto. Oggi con Luca… è stato terribile. Durante il compito di matematica, è iniziato quel tremore alle mani, poi ha cominciato a urlare che tutti lo stavano guardando. Ho provato a ragionare con lui, ma più insistevo, più lui…
Marco
Anna, ti racconto cosa ho visto io questa mattina con lo stesso Luca. Eravamo in biblioteca, lui sembrava tranquillo. Poi, all’improvviso, il cambiamento. Hai mai visto il mare prima di una tempesta?
Anna
Come?
Marco
Prima arriva un silenzio innaturale. Poi il vento che si alza all’improvviso. E infine, le onde che si scatenano. Oggi con Luca è stato così. I suoi occhi si sono velati, le dita hanno iniziato a tamburellare sul tavolo in modo frenetico. Non era più con noi.
Anna
Ma allora cosa bisogna fare? Perché quando cerco di riportarlo all’ordine, peggiora tutto?
Marco
Immagina di essere in mezzo a un uragano. Qualcuno ti urla contro: “Fermati! Smettila di tremare!”. Ti aiuterebbe? O aumenterebbe solo il tuo panico?
Anna
Capisco… Ma allora?
Marco
Oggi ho provato qualcosa di diverso. Mi sono avvicinato lentamente, mantenendo una distanza di sicurezza. Ho parlato con una voce appena sopra il sussurro: “Luca, sono qui con te. La tempesta passerà. Respira con me”.
Anna
E lui?
Marco
All’inizio niente. Poi ho visto le sue spalle rilassarsi leggermente. Gli ho offerto una via d’uscita: “Preferisci restare qui o andiamo nell’aula tranquilla?”. Ha annuito appena. Camminando verso l’aula di supporto, gli ho dato un compito semplice: “Tieni questi libri pesanti per me?”.
Anna
Perché?
Marco
Perché il peso può aiutare a radicarsi, a ritrovare il contatto con il corpo quando la mente sta fuggendo altrove. Nell’aula tranquilla, con le luci abbassate, gli ho dato del materiale per disegnare. Non ho parlato. Dopo venti minuti…
Anna
È tornato?
Marco
Non completamente, ma abbastanza da poter parlare. Mi ha raccontato che durante gli episodi sente come un ronzio nella testa che diventa sempre più forte. Vede tutto sfocato. Dice che le parole gli escono dalla bocca ma non le sente sue.
Anna
Allora… tutto quello che facevo prima… sbagliavo approccio.
Marco
Non sbagliavi, Anna. Applicavi quello che ci hanno insegnato. Ma con condizioni come la PANS/PANDAS, dobbiamo reimparare. Non siamo qui per domare la tempesta, ma per imparare a navigare in essa. Per essere il faro quando tutto è buio.
Anna
Ma come facciamo con gli altri 24 studenti in classe?
Marco
Ne parliamo domani durante la riunione di team. Dobbiamo creare un protocollo condiviso. Insegnare anche ai compagni a riconoscere i segnali. Trasformare la classe in una comunità di supporto, non in un pubblico.
Anna
Quindi non è una battaglia persa.
Marco
Tutt’altro. È un’opportunità per crescere tutti insieme. Per Luca, per noi, per la classe. La prossima volta che vedi arrivare la tempesta, ricorda: non stai affrontando un ragazzo ribelle. Stai aiutando un navigante in difficoltà a ritrovare la rotta.
Anna
Grazie, Marco. Forse… forse domani affronterò la tempesta con occhi diversi.






