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Podcast 16 · La Stanza dei Rumori Forti

Podcast 16 · La Stanza dei Rumori Forti

Voci in Classe: La Tempesta e il Porto Sicuro

Non è una lotta di potere. È una tempesta cerebrale.

Contesto

L’ultima campanella è suonata da pochi minuti. Nel corridoio il rumore degli studenti si allontana lentamente, lasciando spazio a un silenzio quasi irreale. Dalla finestra dell’aula insegnanti entra la luce calda del tramonto. Marco rimane qualche istante immobile davanti al registro elettronico ancora aperto.

Ha lo sguardo stanco, ma diverso. Non è la stanchezza di chi ha perso una battaglia. È quella di chi ha finalmente capito contro chi stava combattendo. Anna entra con una tazza di caffè ancora fumante. Lo osserva. Capisce subito che qualcosa è cambiato.

Dialogo descrittivo

Anna Marco… oggi con Luca è successo di nuovo, vero? Ho sentito le urla dalla palestra. Pensavo dovessi intervenire… poi vi ho visti uscire. Tu camminavi lentamente. Lui ti seguiva. Sembrava un’altra persona. Come hai fatto?
Marco Non ho fatto nulla di speciale. Ho semplicemente smesso di combattere contro di lui. Per anni pensavo che quelle crisi fossero una sfida. Credevo che bastasse essere più deciso, più autorevole, più severo. Oggi ho capito che stavo lottando contro il nemico sbagliato.
Anna E qual è il vero nemico?
Marco La tempesta. Non Luca. La tempesta che gli esplode dentro all’improvviso. Hai presente il mare? Prima sembra immobile. Poi cambia il vento. Le onde si alzano. Il cielo diventa scuro. Non puoi chiedere al mare di calmarsi con un rimprovero. Puoi solo aspettare, restare lì e indicargli il porto.
Anna Io invece continuo a parlargli. Cerco di convincerlo. Gli chiedo di calmarsi. Più parlo, più lui si chiude.
Marco Perché quando arriva la tempesta, le parole diventano rumore. Ogni voce pesa. Ogni luce ferisce. Ogni richiesta diventa impossibile. In quel momento non serve un insegnante. Serve qualcuno che trasmetta sicurezza.
Anna E tu cosa gli hai detto?
Marco Pochissime parole. Mi sono abbassato alla sua altezza. Ho parlato piano. Gli ho detto soltanto: “Leo… sono qui. Respira. La tempesta passerà.” Nient’altro.
Anna E ha funzionato?
Marco Non subito. Prima sono passati lunghi minuti. Respirava forte. Le mani tremavano. Gli occhi erano lontani. Poi ha iniziato lentamente a tornare. Come una barca che rientra nel porto dopo il mare grosso.
Anna E quando è tornato?
Marco Mi ha guardato. Con gli occhi pieni di stanchezza. Mi ha detto una frase che non dimenticherò mai: “Prof… la sua voce… era il filo a cui mi sono aggrappato.” Credo che nessun voto sul registro potrà mai avere il valore di quelle parole.
Anna Allora non stiamo insegnando solo matematica o italiano…
Marco No. Stiamo insegnando una cosa molto più importante. Che anche durante la tempesta esiste sempre un porto sicuro. E qualche volta quel porto siamo noi.
La Stanza dei Rumori Forti
Il sole scompare lentamente dietro gli alberi. Nell’aula torna il silenzio. Non quello della solitudine, ma quello della comprensione. Da quel giorno Marco e Anna non videro più un ragazzo difficile: videro un ragazzo che lottava contro una tempesta invisibile.
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