Aula Aperta
Episodio Speciale PANS/PANDAS
Dove l’Inclusione Non è una Parola, ma una Pratica.
Introduzione allo speciale
Questo speciale di Aula Aperta nasce per accompagnare docenti, educatori e famiglie nella comprensione della PANS/PANDAS a scuola. Non è un percorso teorico, ma una guida concreta per riconoscere i segnali, costruire strategie, creare alleanze e trasformare l’inclusione in pratica quotidiana.
Il ciclo è strutturato in cinque episodi:
1. Non è Disciplina, è un Sintomo
2. Il Piano Non è Solo Didattico
3. Formare i Formatori
4. Noi Ci Siamo
5. Voci dalla Stessa Barca
Non è Disciplina, è un Sintomo
Riconoscere la PANS/PANDAS in Classe
Benvenuti ad “Aula Aperta”, il podcast per docenti che vogliono costruire una scuola davvero inclusiva. Io sono Mario. Oggi iniziamo un viaggio importante e delicato: parliamo di come accogliere e supportare in classe studenti affetti da PANS e PANDAS.
Molti di voi si chiederanno: “PANS? PANDAS? Ma cosa sono?”. È normale, sono condizioni relativamente poco conosciute al di fuori degli ambienti medici specialistici.
Facciamo un po’ di chiarezza.
Sta per “Sindrome Neuropsichiatrica Acuta a Esordio Improvviso”.
È un sottogruppo della PANS, scatenato da un’infezione da Streptococco beta-emolitico di gruppo A.
In parole semplici, sono condizioni in cui il sistema immunitario, invece di attaccare solo un virus o un batterio, reagisce in modo errato e attacca per errore una parte del cervello, in particolare una zona chiamata gangli della base.
Il risultato? Una serie di sintomi neuropsichiatrici che compaiono all’improvviso, “a ciel sereno”, in un bambino che fino al giorno prima era completamente sé stesso.
Quali segnali può vedere un insegnante?
Immaginate un bambino che:
- Sviluppa ossessioni e compulsioni gravi, come lavarsi le mani in modo rituale, contare o riordinare in modo rigido.
- Mostra tic motori o vocali complessi.
- Diventa estremamente ansioso, soprattutto nelle situazioni di separazione.
- Ha sbalzi d’umore repentini, irritabilità o aggressività.
- Mostra regressione, ricominciando a parlare come un bambino più piccolo.
- Ha un calo del rendimento scolastico improvviso e inspiegabile.
- Diventa ipersensibile a luci, rumori o tessuti degli abiti.
La sfida più grande per un insegnante è proprio questa: non confondere questi sintomi con capricci, sfida, scarsa disciplina o un semplice ADHD.
Quel bambino che non smette di battere le palpebre, che si alza continuamente per lavarsi le mani, che ha una reazione esplosiva a un rumore forte, non sta “facendo i capricci”. Sta manifestando una condizione medica.
L’obiettivo di questo primo episodio è accendere un faro.
Quando vedete un cambiamento drammatico, improvviso e inspiegabile nel comportamento e nell’apprendimento di un alunno, la prima domanda non deve essere: “Come lo punisco?”, ma: “Cosa sta cercando di comunicarmi? Cosa gli sta succedendo?”
Nel prossimo episodio, usciremo dall’ottica medica ed entreremo in quella pedagogica. Parleremo di quali strategie pratiche, quali aggiustamenti possiamo mettere in campo in classe per non far sentire solo quel bambino e per non far affondare la sua barca. Grazie per aver ascoltato. Restate sintonizzati su “Aula Aperta”.






