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La terra trema: cosa ci raccontano gli ultimi 15 giorni.

Negli ultimi quindici giorni diverse parti del mondo sono state interessate da terremoti, alcuni dei quali con forte intensità. Dal Giappone alla Colombia, passando per altre aree del pacifico, le notizie hanno riportato scosse che hanno ricordato ancora una volta quanto il nostro pianeta sia in continuo movimento. Ma parlare di terremoti non significa necessariamente parlare di paura. Significa soprattutto parlare di “natura, prevenzione e consapevolezza”. Un fenomeno che riguarda tutto il pianeta. I terremoti fanno parte della terra. ogni giorno vengono registrate numerose scosse, anche se la maggior parte è talmente lieve da non essere percepita dalla popolazione. Quando però una scossa è particolarmente forte e avviene vicino a zone abitate, le conseguenze possono essere importanti. Ed è proprio in questi momenti che diventano fondamentali la qualità degli edifici, l’organizzazione dei soccorsi e la preparazione delle persone.

E in Italia ?.

Anche l’Italia è un Paese nel quale i terremoti fanno parte della nostra realtà. Abbiamo una lunga storia sismica e alcune zone del territorio sono più esposte di altre. Ma questo non significa che dobbiamo vivere con la paura di un terremoto. “Nessuno può sapere quando avverrà la prossima forte scossa, né prevedere con precisione il giorno, l’ora o il luogo.” Per questo motivo credo sia sbagliato trasformare ogni terremoto che avviene nel mondo in un possibile presagio per l’Italia. Non c’è bisogno di allarmare le persone. C’è bisogno di informarle.

Se domani arrivasse una forte scossa ?.

Possiamo immaginare, soltanto come esempio, che una forte scossa colpisca una zona italiana. Non significherebbe automaticamente una catastrofe. Gli effetti dipenderebbero da molti fattori: dalla distanza dell’epicentro, dalla profondità, dal terreno e soprattutto dalla resistenza degli edifici. E’ proprio qui che entra in gioco la prevenzione. Una casa costruita secondo le norme antisismiche offre una protezione molto diversa rispetto a un edificio vecchio e vulnerabile.

La paura non serve, la preparazione si.

Forse è questo il messaggio più importante che dovremmo portare con noi ogni terremoto. Non possiamo comandare la natura. Non possiamo sapere esattamente quando arriverà una scossa. Possiamo però “costruire meglio, informarci e sapere come comportarci”. Guardare ciò che succede nel mondo dovrebbe quindi servire non a creare paura, ma a ricordarci quanto sia importante essere preparati.

La terra continuerà a muoversi.

LA PICCOLA VALIGIA ALLA PORTA.

Parlando di terremoti sui social, capita di sentire persone che hanno preparato una piccola valigia e la tengono vicino alla porta di casa.

<Non si sa mai>, spiegano.

non necessariamente perché vivono nella paura, ma perché preferiscono avere alcune cose essenziali già pronte nel caso di un’emergenza. personalmente credo che tra “preparazione e allarmismo ci sia una grande differenza”. Preparare una piccola borsa con documenti, medicine personali, acqua , una torcia e altri oggetti utili può essere una forma di prudenza. Ma trasformare ogni terremoto che avviene nel mondo nella certezza che presto succederà qualcosa anche da noi significa alimentare una paura che non ha basi scientifiche. La domanda quindi, non dovrebbe essere: “quando arriverà il terremoto ?”. Ma piuttosto: “se dovesse succedere siamo preparati ?”. E’ una differenza importante.

Prepararsi non significa avere paura, Significa essere consapevoli.

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