Come avere la visita o l’esame sanitario o la visita ne tempi previsti dalla ricetta medica
Il principio fondamentale
Se il medico prescrive una visita o un esame con una determinata classe di priorità, il SSN non può limitarsi a dirti:
«Non c’è posto. Provi a richiamare.»
La normativa sulle liste d’attesa prevede che, quando il servizio pubblico non riesce a rispettare i tempi, debba essere attivato un percorso di tutela che consenta di ottenere la prestazione anche attraverso intramoenia o privato accreditato, pagando soltanto il ticket se dovuto. Salute
Quindi la distinzione importante è questa:
| Situazione | Cosa significa |
|---|---|
| Ospedale pubblico disponibile | Paghi il normale ticket |
| Privato accreditato SSN disponibile | Puoi ricevere la prestazione in regime SSN e pagare il normale ticket |
| Intramoenia attivata come percorso di tutela | Il cittadino non deve sopportare il normale prezzo privato |
| Privato scelto autonomamente | In generale paghi privatamente e non puoi presumere di avere diritto al rimborso |
Il Ministero lo dice chiaramente: quando il pubblico non garantisce i tempi, la prestazione deve essere assicurata ricorrendo all’intramoenia o al privato accreditato, con il solo ticket a carico del cittadino, se previsto. Salute
E se il CUP dice: «AGENDA CHIUSA»?
Qui la questione diventa ancora più interessante.
Il D.L. 73/2024, convertito nella Legge 107/2024, ha rafforzato le regole sulle agende e sul sistema di prenotazione. La normativa mira proprio a impedire che l’impossibilità organizzativa dell’azienda venga semplicemente scaricata sul paziente.
Non è un problema teorico. Nel 2024 i NAS hanno effettuato circa 3.000 ispezioni e il Ministero ha riferito irregolarità nel 27% dei controlli, comprese irregolarità relative alla chiusura delle agende di prenotazione. Salute
Quindi «agenda chiusa» non dovrebbe diventare la formula magica con cui il cittadino scompare dal problema.
Se non è possibile prenotare nei tempi della priorità prescritta, bisogna chiedere l’attivazione del percorso di tutela.
E le cliniche private?
Qui spesso nasce l’equivoco.
Una struttura può essere privata, ma contemporaneamente essere accreditata con il Servizio sanitario nazionale.
Quando opera per conto del SSN, il cittadino non sta facendo una normale visita privata: la struttura privata sta erogando una prestazione nell’ambito del servizio sanitario.
La riforma del 2024 ha previsto inoltre che il privato accreditato metta a disposizione la propria offerta nel sistema CUP regionale. Il Ministero ha spiegato esplicitamente che il privato accreditato deve mettere a disposizione la propria offerta nel CUP unico regionale. Salute
Ed è precisamente uno degli strumenti utilizzabili quando il pubblico non riesce a rispettare i tempi.
Facciamo un esempio concreto
Il medico prescrive:
Visita cardiologica – priorità B.
Il CUP risponde:
«Prima disponibilità tra 4 mesi.»
Oppure, peggio:
«Agenda chiusa, richiami tra qualche settimana.»
Il cittadino non dovrebbe fermarsi lì.
Deve chiedere all’azienda sanitaria:
«Chiedo l’attivazione del percorso di tutela previsto dalla normativa sulle liste d’attesa, non essendo possibile ottenere la prestazione entro il tempo previsto dalla classe di priorità indicata sulla prescrizione.»
A quel punto l’azienda deve cercare una soluzione attraverso l’offerta disponibile, che può comprendere pubblico, privato accreditato o gli altri strumenti previsti dalla normativa. Salute
La cosa ancora più importante
Non significa:
«Vado da qualsiasi cardiologo privato, pago 180 euro e poi mando la fattura alla ASL.»
Questo è il punto sul quale bisogna essere molto rigorosi.
Significa invece:
«Il SSN deve attivare il percorso previsto e indirizzarmi verso una modalità che garantisca la prestazione, lasciando a mio carico soltanto il ticket eventualmente dovuto.»
Sono due cose molto diverse. E, prevedibilmente, quella che tutela il cittadino richiede di conoscere la procedura, perché la burocrazia raramente si sveglia la mattina con l’impulso spontaneo di spiegare i diritti alle persone.
Anche il nuovo PNGLA 2026-2028 va in questa direzione
Il nuovo Piano nazionale di governo delle liste d’attesa 2026-2028, approvato nel 2026, insiste su unificazione delle agende, percorsi di tutela, monitoraggio e trasparenza. Le Regioni devono poi tradurre queste disposizioni nei propri piani operativi. Salute
Inoltre strutture pubbliche e private che lavorano per il SSN devono pubblicare informazioni sui criteri delle liste e sui tempi di attesa. Salute
In sintesi: se hai una prescrizione SSN con una priorità e il CUP non trova posto entro il termine, non devi automaticamente rassegnarti all’attesa né trasformarti in paziente privato. Devi chiedere formalmente il percorso di tutela. Il privato accreditato può essere parte della soluzione e, quando la prestazione viene erogata nell’ambito del percorso SSN previsto, resta a tuo carico il ticket, se dovuto, non la tariffa privata. Salute
Ministero della Salute: novità sulle liste d’attesa
Ministero della Salute: Liste di attesa
Verifica critica: la normativa nazionale stabilisce il diritto e gli strumenti, ma la procedura concreta per attivare il percorso di tutela varia tra Regioni e aziende sanitarie. Perciò non sarebbe corretto inventare un unico modulo valido in tutta Italia.
Il passo successivo utile per la tua inchiesta sarebbe mettere a confronto tutte le 21 Regioni/Province autonome: dove si presenta la richiesta, quale modulo utilizzano, cosa fanno in caso di agenda chiusa e come attivano privato accreditato/intramoenia. Lì probabilmente viene fuori la parte davvero interessante della storia.
Il passo successivo utile per la tua inchiesta sarebbe mettere a confronto tutte le 21 Regioni/Province autonome: dove si presenta la richiesta, quale modulo utilizzano, cosa fanno in caso di agenda chiusa e come attivano privato accreditato/intramoenia. Lì probabilmente viene fuori la parte davvero interessante della storia.
Elaborato per 29s
Sì. Il confronto nazionale mostra una cosa molto chiara: il diritto è nazionale, ma il modo per farlo valere cambia parecchio da Regione a Regione. Ed è proprio lì che il cittadino rischia di perdersi, perché evidentemente anche un diritto sanitario aveva bisogno della sua caccia al tesoro amministrativa.
1. Prima regola: l’“agenda chiusa” non è una risposta valida
Il Ministero della Salute definisce “agenda chiusa” un’agenda non disponibile per nuove prenotazioni e ricorda espressamente che la chiusura delle agende è vietata dall’art. 1, comma 282, della legge 266/2005, con sanzioni amministrative. Salute
Quindi frasi come “non prenotiamo”, “richiami il mese prossimo”, “l’agenda non è ancora aperta” non dovrebbero semplicemente scaricare il problema sul cittadino.
2. Cosa succede quando il posto non c’è nei tempi previsti
La soluzione ricorrente nelle Regioni si chiama percorso di tutela. Può significare:
- altra struttura pubblica;
- struttura privata accreditata con il SSN;
- prestazione aggiuntiva;
- intramoenia/ALPI, ma attivata dall’azienda nell’ambito della tutela;
- inserimento in una lista specifica con presa in carico e successivo richiamo.
Il punto fondamentale è che il privato accreditato, quando lavora per conto del SSR, non è “privato a pagamento pieno”: il cittadino paga normalmente solo il ticket, se dovuto.
Il confronto tra le 21 Regioni/Province autonome
| Regione/PA | Come funziona la tutela verificata |
|---|---|
| Piemonte | Previsti percorso di tutela, ambito di garanzia e integrazione con CUP regionale nel piano 2026. Regione Piemonte |
| Valle d’Aosta | Prima ricerca nel privato accreditato; successivamente può essere utilizzata la libera professione intramoenia con solo ticket, su istanza del cittadino. regione.vda.it |
| Lombardia | Il cittadino può rivolgersi al RUA/URP. L’azienda deve cercare altre strutture pubbliche o private accreditate. Se nessuna disponibilità esiste, deve inserirlo in una lista dedicata di tutela. Regione Lombardia |
| Trentino | È in funzione un sistema di presa in carico dei pazienti non immediatamente prenotabili, il cosiddetto “contenitore”; nel 2026 la Provincia ha riferito oltre 14.000 prese in carico in quattro mesi. Ufficio Stampa Provincia Trento |
| Alto Adige | Esiste un vero percorso di tutela denominato anche assistenza indiretta, con elenco delle prestazioni interessate e procedure pubblicate dall’Azienda sanitaria. Südtiroler Sanitätsbetrieb |
| Veneto | Prima si utilizzano agende pubbliche e private accreditate, overbooking e recupero posti. Se ancora impossibile rispettare il termine, può essere autorizzata l’intramoenia pagando il solo ticket. Regione del Veneto |
| Friuli-Venezia Giulia | Percorso di garanzia aziendale. È documentato anche il problema delle agende chiuse e l’uso di pubblico, privato accreditato e libera professione. Il Difensore civico ha però evidenziato criticità applicative. Friuli Venezia Giulia Regione |
| Liguria | Dal 2025 esiste un nuovo sistema per Aree Vaste. Se non c’è posto o l’agenda è “satura”, il cittadino può entrare nella lista di tutela ed essere ricontattato. Pubblico e privato accreditato lavorano nella stessa rete. Regione Liguria |
| Emilia-Romagna | I percorsi sono organizzati soprattutto a livello aziendale e territoriale attraverso CUP e programmi attuativi. La documentazione regionale conferma l’organizzazione aziendale delle liste e dei responsabili per l’accesso. Salute |
| Toscana | Percorso aziendale automatico/organizzato; se non si riesce ad attivarlo, il cittadino può rivolgersi anche al 116117. La Regione precisa che non si applica automaticamente la vecchia procedura dell’art. 3, c.13, D.Lgs.124/98 perché esiste un proprio sistema di tutela. Regione Toscana |
| Umbria | Molto interessante: se il CUP vede che i tempi non sono rispettabili, prende direttamente in carico la richiesta e il cittadino viene ricontattato. Previsto anche il privato accreditato. Regione Umbria |
| Marche | Esiste la Lista di Presa in Carico: se il CUP non trova posto nella provincia di residenza, il cittadino entra nella lista e viene ricontattato dall’azienda sanitaria. Regione Marche |
| Lazio | Il principio nazionale del percorso di tutela si applica, ma le procedure operative sono distribuite tra Regione e singole ASL; non ho trovato in questa verifica una pagina regionale unica altrettanto chiara di Lombardia, Umbria o Liguria. |
| Abruzzo | Ogni ASL deve garantire le prestazioni di primo accesso nei tempi. La Regione definisce il percorso di tutela come una quota straordinaria di offerta attivata quando il sistema ordinario fallisce. sanita.regione.abruzzo.it |
| Molise | È uno dei sistemi più espliciti: CUP del privato accreditato, agende di recupero, privati per abbattimento liste, inserimento forzato nelle agende ASREM, ALPI e prelista. È pubblicato anche un modulo per richiesta di rimborso. www.regione.molise.it |
| Campania | Il piano regionale prevede percorsi di tutela definiti nei Piani Attuativi Aziendali. È presente anche il sistema delle preliste/liste di presa in carico, ma la gestione concreta dipende molto dall’azienda sanitaria. Burc Digitale |
| Puglia | Dal 2026 il PRGLA prevede espressamente intramoenia, prestazioni aggiuntive e privato accreditato per garantire i tempi. Sono previste anche aperture serali, sabato e domenica. BURP |
| Basilicata | Il diritto nazionale si applica, ma nella verifica attuale non ho trovato una pagina regionale centralizzata sufficientemente chiara da indicare una procedura unica senza rischiare di attribuire alla Regione procedure proprie delle singole aziende. |
| Calabria | Stesso problema: tutela nazionale vigente, mentre l’attivazione operativa resta fortemente aziendale. Non considero verificata una procedura regionale unica. |
| Sicilia | Sono previste misure regionali e aziendali sulle liste, ma non ho trovato in questa ricerca una procedura unica regionale sufficientemente chiara per descriverla come uniforme in tutta l’isola. |
| Sardegna | Percorsi gestiti dal sistema sanitario regionale/Aziende, ma non emerge dalla verifica una procedura centralizzata unica paragonabile a Umbria o Molise. |
La scoperta più interessante
Non tutte le Regioni si comportano allo stesso modo.
Umbria, Marche, Liguria e Lombardia tendono a trasformare il mancato appuntamento in una presa in carico: il cittadino entra in un percorso e deve essere ricontattato. Regione Umbria
Veneto e Valle d’Aosta esplicitano molto chiaramente il possibile ricorso alla libera professione intramoenia pagando solo il ticket, quando ricorrono le condizioni. Regione del Veneto
Molise pubblica persino il modulo di richiesta di rimborso, cosa tutt’altro che scontata. www.regione.molise.it
Puglia dal 2026 mette nero su bianco l’utilizzo di intramoenia, prestazioni aggiuntive e sistema privato accreditato per il percorso di tutela. BURP
E quindi cosa deve dire il cittadino al CUP?
La formula pratica è:
“La prestazione prescritta non è disponibile entro il tempo previsto dalla classe di priorità. Non rinuncio alla prestazione e chiedo formalmente l’attivazione del percorso di tutela previsto dalla normativa sulle liste d’attesa, anche attraverso altra struttura pubblica, privato accreditato o attività intramoenia.”
E se rispondono “agenda chiusa”, bisogna chiedere che venga registrato il tentativo di prenotazione, perché la semplice chiusura dell’agenda non è la soluzione prevista dalla normativa. Salute
Verifica critica
La conclusione più importante è questa: non posso affermare che esista un unico modulo nazionale o che in ogni Regione il cittadino possa autonomamente andare dal privato e poi chiedere il rimborso. Non è così.
Il diritto nazionale è comune; la procedura cambia. Ed è proprio questo il punto forte di una possibile inchiesta: un cittadino con la stessa ricetta e lo stesso diritto può trovarsi davanti a procedure sorprendentemente diverse semplicemente attraversando un confine regionale.
dammi tutti i moduli regione per regione
Elaborato per 23s
| Regione / PA | Modulo o procedura verificata |
|---|---|
| Piemonte | Moduli ASL-specifici. Esempio ufficiale ASL Vercelli: “Richiesta percorso tutela – Allegato A”. ASL Vercelli |
| Valle d’Aosta | Percorso tramite Azienda USL; non ho trovato un modulo regionale unico aggiornato. |
| Lombardia | Esiste il “Modulo di istanza di attivazione del percorso di tutela – fac-simile”, pubblicato anche da ATS Milano, aggiornato 10 settembre 2026. ATS Milano |
| Trentino | Presa in carico/CUP; non risulta un unico modulo regionale pubblico. |
| Alto Adige | Procedura di tutela/assistenza indiretta dell’Azienda sanitaria; modulistica aziendale. |
| Veneto | Percorso gestito dalle singole ULSS; modulistica non unica regionale. |
| Friuli-Venezia Giulia | Percorso aziendale; non ho verificato un modulo regionale unico. |
| Liguria | Niente modulo necessario per molte prestazioni: al CUP viene proposta direttamente l’iscrizione nella lista di tutela. Regione Liguria |
| Emilia-Romagna | Percorsi AUSL; non risulta un unico modulo regionale. |
| Toscana | Percorso di tutela attivato dall’Azienda sanitaria quando non riesce a garantire il tempo massimo. Non viene indicato un modulo regionale obbligatorio. Regione Toscana |
| Umbria | Presa in carico attraverso CUP/azienda; pagina regionale raccoglie norme e procedure, non un unico modulo nazionale-regionale. Regione Umbria |
| Marche | Nessun modulo da presentare normalmente: il CUP inserisce automaticamente il paziente nella Lista di Presa in Carico e l’AST lo ricontatta. Regione Marche |
| Lazio | Moduli ASL-specifici. ASL Roma 3 pubblica il “Modulo presentazione istanza” per il percorso di tutela, da allegare a ricetta, documento e prova della data proposta dal CUP. Asl Roma 3 |
| Abruzzo | La Regione stabilisce il percorso, ma l’attivazione è delle singole ASL. sanita.regione.abruzzo.it |
| Molise | Caso chiarissimo: Allegato A – Percorso di tutela + Allegato B – Richiesta di rimborso, entrambi pubblicati dalla Regione. www.regione.molise.it |
| Campania | Modulistica prevalentemente aziendale; non ho trovato un modulo regionale unico verificabile. |
| Puglia | Percorso regolato regionalmente ma gestione/modulistica affidata alle ASL; non risulta un unico modulo regionale pubblico utilizzabile ovunque. |
| Basilicata | Percorso aziendale; nessun modulo regionale unico verificato. |
| Calabria | Non ho trovato nella modulistica regionale un modulo unico per il percorso di tutela; gestione aziendale. |
| Sicilia | Moduli ASP-specifici. ASP Palermo pubblica il “Modulo di Richiesta di Accesso al Percorso di Tutela”. ASP Caltanissetta ha MOD-01 istanza di accesso e MOD-02 richiesta di rimborso. asppalermo.org |
| Sardegna | Moduli ASL-specifici. ASL Cagliari pubblica procedura + Allegato B richiesta di rimborso + dichiarazione CUPWeb; ASL Sassari prevede un Modulo A per l’istanza. ASL Cagliari |
I moduli più interessanti da scaricare
I casi che meritano subito attenzione per l’inchiesta sono Lombardia, Piemonte-ASL Vercelli, Lazio-ASL Roma 3, Molise, Sicilia-ASP Palermo/Caltanissetta e Sardegna-Cagliari/Sassari. Sono quelli per cui ho verificato una vera modulistica pubblicata.
La scoperta forse più importante, però, è un’altra: Marche e Liguria tendono a evitare che sia il cittadino a dover compilare una domanda, inserendolo direttamente nel percorso/lista di tutela attraverso il CUP. Regione Liguria
Validazione: non sarebbe corretto parlare di “21 moduli regionali”, perché non esistono 21 moduli regionali. Esistono sistemi diversi: modulo regionale, modulo ASL, presa in carico automatica o richiesta al CUP/URP.
Il passo utile ora è raccogliere materialmente tutti i PDF/DOC ufficiali disponibili delle singole ASL, non soltanto delle Regioni, e costruire un dossier nazionale con link diretto al modulo + indirizzo PEC/e-mail a cui inviarlo. Quello diventerebbe davvero uno strumento utilizzabile dal cittadino.
dammi i link da dove posso scaricare i moduli esistenti
Sì. Ho verificato adesso i collegamenti sui siti istituzionali. Ti indico soltanto moduli che risultano realmente pubblicati, non fantomatici “moduli regionali” che Google ama evocare dal nulla.
Moduli per il percorso di tutela
Piemonte – ASL Vercelli
La pagina ufficiale contiene in fondo “Modulo richiesta attivazione percorso di tutela” in PDF. ASL Vercelli
Scarica dalla pagina ufficiale ASL Vercelli
Lombardia – fac-simile regionale utilizzato dalle aziende
ATS Milano ha pubblicato il “Modulo di Istanza di attivazione del percorso di tutela – Fac-simile”, aggiornato addirittura al 10 settembre 2026, quindi è freschissimo. ATS Milano
Scarica il modulo da ATS Milano
Anche ATS Brescia pubblica il fac-simile in PDF. ats-brescia.it
Scarica il modulo da ATS Brescia
Lombardia – ASST Garda
Qui abbiamo anche il PDF diretto dell’istanza. Asst Garda
Scarica direttamente il PDF ASST Garda
Lazio – ASL Roma 3
Nella sezione “Percorsi di Tutela” trovi “Modulo presentazione istanza”. La ASL richiede anche ricetta, documento d’identità e prova della prima disponibilità proposta. Asl Roma 3
Scarica il modulo ASL Roma 3
Lazio – ASL Latina
Pubblica sia la procedura sia il “Modulo attivazione percorso di tutela”. AUSL Latina
Scarica il modulo ASL Latina
Molise – Regione Molise
Questo è particolarmente utile perché nella stessa pagina ufficiale trovi due moduli distinti:
Allegato A – Percorso di tutela
Allegato B – Richiesta di rimborso
oltre al decreto che disciplina la procedura. www.regione.molise.it
Scarica i moduli dalla Regione Molise
Sicilia – ASP Palermo
Questo è uno dei migliori perché il modulo è stato aggiornato il 18 agosto 2026. asppalermo.org
Scarica direttamente il PDF del Percorso di Tutela ASP Palermo
C’è anche la pagina istituzionale dedicata:
ASP Palermo – modulo e informazioni
Sardegna – ASL Cagliari
Qui trovi addirittura tre documenti: Allegato A – procedura, Allegato B – modulo richiesta di rimborso e Allegato C – dichiarazione CUPWeb. ASL Cagliari
Scarica modulistica ASL Cagliari
Sardegna – ASL Sassari
La ASL ha pubblicato la procedura ufficiale approvata con deliberazione n. 266/2025. ASL Sassari
Scarica direttamente la procedura ASL Sassari
Quelli che terrei subito da parte
Per costruire un vero “kit del cittadino contro le liste d’attesa”, i documenti più interessanti sono Lombardia, Molise, Palermo e Cagliari, perché mostrano quattro applicazioni concrete del diritto nazionale: richiesta di attivazione, intramoenia, percorso alternativo e, dove espressamente previsto dalla procedura locale, rimborso.
Una precisazione importante: non bisogna usare il modulo di un’altra Regione come se fosse automaticamente valido nella propria ASL. Può servire come modello, ma l’istanza va presentata secondo la procedura dell’azienda sanitaria competente.
E c’è materiale sufficiente per fare qualcosa di ancora più utile: un modulo nazionale fac-simile di una pagina, giuridicamente ripulito, che il cittadino possa adattare alla propria ASL quando questa non pubblica alcun modulo.
E c’è materiale sufficiente per fare qualcosa di ancora più utile: un modulo nazionale fac-simile di una pagina, giuridicamente ripulito, che il cittadino possa adattare alla propria ASL quando questa non pubblica alcun modulo.
Sì. Possiamo costruire un fac-simile nazionale, da usare soprattutto quando ASL/Regione non mettono a disposizione un proprio modulo. Ho ricontrollato la base normativa: il D.L. 73/2024, convertito nella L. 107/2024, impone di garantire la prestazione nei tempi della classe di priorità e prevede il ricorso, quando necessario, anche a intramoenia e privato accreditato. Normattiva
Ti propongo questo testo, volutamente semplice ma abbastanza solido da non sembrare una letterina dei desideri.
ALLA ASL / AZIENDA SANITARIA ______________________________
Ufficio competente Liste d’Attesa / CUP / URP
Il/La sottoscritto/a ______________________________________________
nato/a a ______________________________ il ________________________
Codice fiscale __________________________________________________
residente in ____________________________________________________
telefono _______________________ e-mail/PEC _______________________
CHIEDE L’ATTIVAZIONE DEL PERCORSO DI TUTELA PER IL RISPETTO DEI TEMPI MASSIMI DI ATTESA
Il sottoscritto è in possesso della prescrizione SSN n. __________________________
per la seguente prestazione:
prescritta in data ______________________
con classe di priorità:
☐ U – Urgente
☐ B – Breve
☐ D – Differibile
☐ P – Programmata
In data __________________ il sottoscritto ha richiesto la prenotazione tramite:
☐ CUP
☐ CUP telefonico
☐ CUP online
☐ struttura sanitaria
☐ farmacia
☐ altro __________________________________
È stata proposta la seguente prima disponibilità:
data __________________ presso ___________________________________
oppure:
☐ nessuna disponibilità
☐ agenda non disponibile/chiusa
☐ impossibilità di effettuare la prenotazione
☐ altra motivazione _____________________________________________
La disponibilità proposta non consente il rispetto del tempo previsto per la classe di priorità indicata nella prescrizione.
Pertanto, ai sensi della normativa vigente in materia di liste d’attesa, con particolare riferimento al D.L. 7 giugno 2024 n. 73, convertito con modificazioni dalla Legge 29 luglio 2024 n. 107, e alla disciplina nazionale e regionale applicabile,
CHIEDO
l’attivazione del percorso di tutela e l’individuazione di una struttura in grado di erogare la prestazione entro i termini previsti.
Qualora ciò non sia possibile attraverso l’offerta ordinaria del Servizio sanitario, chiedo che siano attivate le modalità alternative previste dalla normativa, comprese, quando applicabili:
☐ altra struttura pubblica;
☐ struttura privata accreditata con il SSN;
☐ prestazioni aggiuntive;
☐ attività libero-professionale intramuraria (intramoenia/ALPI) nell’ambito del percorso di tutela;
senza ulteriori oneri a mio carico oltre all’eventuale ticket previsto, secondo la normativa e la procedura regionale applicabile.
Chiedo inoltre che la presente istanza venga protocollata e che mi venga comunicato per iscritto il numero di protocollo e l’esito della richiesta.
In caso di impossibilità di garantire la prestazione nei termini previsti, chiedo che tale circostanza e le relative motivazioni mi siano comunicate per iscritto.
Allego:
- copia della prescrizione/impegnativa SSN;
- copia del documento di identità;
- eventuale documentazione del tentativo di prenotazione CUP;
- eventuale attestazione della prima data disponibile;
- eventuale ulteriore documentazione utile.
Luogo e data __________________________________
Firma
Una precisazione è fondamentale: non inserirei nel modulo la frase “chiedo il rimborso della visita privata”. Il Ministero descrive il meccanismo come attivazione da parte del sistema sanitario di intramoenia o privato accreditato quando non può essere rispettato il termine. Non equivale a un’autorizzazione generale ad andare autonomamente da qualsiasi privato e presentare successivamente la fattura. Salute
Per le priorità, il riferimento nazionale indica U entro 72 ore, B entro 10 giorni, D entro 30 giorni per le visite e 60 per gli accertamenti diagnostici; per P valgono i termini della programmazione applicabile. Salute
Validazione: questo è un fac-simile da noi predisposto, non un modulo ministeriale ufficiale. Dove Regione o ASL pubblicano un proprio modulo, è preferibile utilizzare quello. Dove non esiste, questa istanza permette almeno di formulare per iscritto e protocollare la richiesta di tutela, lasciando traccia del mancato rispetto dei tempi.






