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Svizzera leader nel benessere animale: ecco l’etichetta che smaschera le sofferenze

Svizzera – Segnatevi questa data: 1° luglio 2025. La Svizzera sta per attuare una riforma che cambierà un bel po’ le carte in tavola quando facciamo la spesa. Sulle etichette di carne, uova e latte dovrà esserci scritto chiaro e tondo se gli animali hanno subito mutilazioni o sono stati in una situazione di sofferenza durante l’allevamento.
È una vittoria pazzesca per tutte le associazioni animaliste e per chi,tiene a cuore il benessere degli animali.

Non ci sarà più il maltrattamento animale?

L’idea è super semplice: darci tutte le info possibili per scegliere cosa comprare, così possiamo comprare in modo più etico e coerente con i nostri valori. Non è da tutti i giorni che una legge ti dà il potere di votare col portafoglio, no?
Ok, ma cosa significa “sofferenze” o “mutilazioni”?
Non è che scriveranno “animale triste”. Hanno elencato pratiche specifiche che vanno contro il benessere animale.

Tipo:

-Togliere le corna senza anestesia ai vitelli.

-Tagliare la coda ai maiali: lo fanno per evitare che si mordano tra loro, ma spesso è sintomo di allevamenti super affollati e stressanti. Se la fanno, dovrà essere dichiarato.

-Castrare i maiali senza antidolorifico: un classico per evitare un certo odore nella carne, ma è una roba dolorosissima se non si usano anestetici.

-Animali stressati da brutte condizioni: se gli animali sono stati male per spazi minuscoli, trasporti da incubo o senza cibo/acqua, anche quello dovrà essere segnalato. Devono ancora definire bene il limite di “sofferenza”, ma l’intenzione è chiara.

-Mutilazioni ai polli: tipo tagliare il becco. Se lo fanno in modo crudele, via, si dovrà sapere.

I consumatori ci guadagnano?

Tantissimo! Potremo finalmente vedere quali prodotti vengono da allevamenti dove gli animali stanno bene e quali invece… lasciano a desiderare.

È un po’ come avere un superpotere per influenzare il mercato. Se compriamo di più alimenti “etici”, gli allevatori saranno incentivati a migliorare le loro pratiche per non restare indietro.

I produttori come si comporteranno?

Dovranno adeguarsi.Magari investire in metodi meno invasivi o cambiare le loro abitudini. Ma la Svizzera è già top per gli standard agricoli, quindi questa mossa rafforzerà solo la loro reputazione. E poi, dovranno esserci controlli super severi per evitare che qualcuno faccia il furbo e scriva cavolate in etichetta, il classico “greenwashing”.

Un segnale etico e d’impatto

Questa mossa della Svizzera è un messaggio per tutti gli altri paesi. È come dire: “Ehi, guardate, si può fare!”

Potrebbe essere l’inizio di una catena che porterà più trasparenza e più rispetto per gli animali in giro per il mondo.
Insomma, in un’epoca dove siamo sempre più attenti a quello che mettiamo nel piatto, la Svizzera sta aprendo la strada a un futuro dove mangiare significa anche fare una scelta etica e consapevole. E questo è veramente una svolta!

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