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INFARTO: CONOSCERE PER PREVENIRE

ELENA B.

Una delle prime cause di morte in Italia – e spesso evitabile

Tutto ciò che devi sapere: cause, sintomi, prevenzione e cure

Cos’è un infarto?

L’infarto del miocardio, comunemente chiamato infarto, è un evento cardiovascolare acuto che si verifica quando il flusso di sangue diretto a una parte del cuore viene improvvisamente bloccato. Questo blocco impedisce al muscolo cardiaco di ricevere ossigeno, provocando la morte cellulare nella zona colpita. Se non si interviene tempestivamente, l’infarto può risultare fatale

Quanto è diffuso? I numeri in Italia

In Italia, le malattie cardiovascolari rappresentano la prima causa di morte.
Secondo l’ISTAT:

Ogni anno circa 120.000 italiani vengono colpiti da infarto.

Di questi, oltre 20.000 muoiono entro il primo mese dall’evento.

Più del 35% dei decessi totali in Italia è legato a malattie cardiovascolari

Le cause principali dell’infarto

Le cause principali dell’infarto

L’infarto è quasi sempre il risultato di una placca aterosclerotica che si rompe, causando la formazione di un trombo (coagulo di sangue) che ostruisce l’arteria coronaria.
Tra i fattori di rischio più comuni troviamo:

Ipertensione arteriosa

Colesterolo alto

Fumo di sigaretta

Diabete mellito

Obesità

Sedentarietà

Stress cronico

Familiarità con malattie cardiache

I SINTOMI DA NON IGNORARE

Riconoscere i segnali è fondamentale per sopravvivere. I sintomi tipici includono:

Dolore al petto (opprimente, come un “peso” o “stretta”)

Respiro corto (dispnea)

Nausea, sudorazione fredda, capogiri

Ansia o sensazione di “morte imminente”

Attenzione: soprattutto nelle donne, negli anziani e nei diabetici i sintomi possono essere atipici o assenti.

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Cosa fare nei primi minuti

In presenza di un sospetto infarto, il tempo è vita.
Ecco cosa fare:

Chiamare subito il 118 – ogni minuto può salvare una porzione di cuore.

Far sedere o sdraiare la persona colpita.

Se cosciente, somministrare aspirina (300 mg) masticata, se non allergico

Non somministrare acqua o farmaci non prescritti dal medico.

In caso di arresto cardiaco, procedere con la rianimazione cardiopolmonare (RCP) e uso del defibrillatore (DAE) se disponibile.


Prevenzione: si può evitare un infarto?

La risposta è: sì, nella maggior parte dei casi.
Oltre il 70% degli infarti si può evitare seguendo uno stile di vita sano:

Controllo regolare della pressione e del colesterolo

Dieta mediterranea: povera di grassi saturi, ricca di verdure, legumi e omega 3

Attività fisica regolare (almeno 150 minuti a settimana)

Stop al fumo: non esistono “dosi sicure”

Riduzione dello stress cronico

Evitare obesità e sovrappeso

Controlli periodici dal medico di base o cardiologo

Terapie: cosa succede dopo un infarto?


Il trattamento varia in base alla gravità e al tempo trascorso dall’inizio dei sintomi. Le opzioni includono:

Angioplastica coronarica: procedura per riaprire l’arteria con un palloncino e posizionare uno stent

Bypass coronarico: intervento chirurgico per aggirare l’occlusione

Terapia farmacologica post-infarto:

Antiaggreganti (aspirina, clopidogrel)

Beta-bloccanti

Statine

ACE-inibitori

Riabilitazione cardiologica: fondamentale per il recupero


Infarto o arresto cardiaco? Le differenze

Spesso i due termini vengono confusi, ma sono molto diversi:

Infarto Arresto cardiaco

Blocco del flusso di sangue al cuore Il cuore smette di battere
Sintomi progressivi Perdita improvvisa di coscienza
Può precedere l’arresto È una condizione d’emergenza totale
Richiede farmaci e angioplastica Richiede RCP e defibrillazione


Conclusione: conoscere per prevenire

L’infarto è una malattia democratica: colpisce ricchi e poveri, giovani e anziani, uomini e donne.
Ma oggi conoscere significa prevenire.
È fondamentale informarsi, fare prevenzione attiva, riconoscere i segnali e non improvvisare mai.

Un commento

  • Prevenire l’infarto oggi richiede un approccio integrato che unisca innovazione farmacologica, modelli organizzativi efficienti e cultura della prevenzione, grazie anche alla Giornata Mondiale del Cuore (29 settembre) la collaborazione tra istituzioni, medici e cittadini è l’unica via per trasformare le evidenze scientifiche in Salute Concreta.
    Approfondimento ben fatto e fruibile da tutti

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