L’etichetta di un alimento è come la sua carta d’identità, ricca di informazioni utili per le nostre scelte d’acquisto. Spesso però, tra nomi strani e la fretta, risulta difficile interpretarla, quindi ecco alcuni consigli :

1. Parti dagli ingredienti: meno ce ne sono meglio è !
Un buon punto di partenza è guardare la lista degli ingredienti. Più corta è, più naturale e meno processato è il prodotto. Se trovi tanti nomi strani o più di cinque ingredienti, probabilmente stai davanti a un alimento molto lavorato, ricco di additivi e conservanti da evitare.
2. Leggi gli ingredienti in ordine
Gli ingredienti sono elencati in ordine di quantità: il primo è quello presente in maggior quantità. Se, ad esempio, lo zucchero è il primo ingrediente in un dolce, è un segnale che quel prodotto è molto zuccherato e meno salutare
3. Usa lo smartphone come alleato
Oggi esistono App. gratuite come Yuka, Food Scanner o Edo che ti permettono di scansionare rapidamente l’etichetta e capire se un prodotto è sano o meno, spiegandoti cosa significano quegli strani codici “E” o gli ingredienti difficili da leggere Un modo semplice e divertente per imparare a riconoscere subito cosa comprare.
Fare la spesa con consapevolezza: un piccolo gesto che fa la differenza
Leggere l’etichetta ci permette di diventare consumatori più attenti e responsabili. Non ci lasciamo più guidare solo dalla pubblicità o dal prezzo più basso, ma scegliamo con consapevolezza, confrontando prodotti simili e puntando su qualità e trasparenza. È un modo per tutelare la nostra salute e quella della nostra famiglia, ma anche per sostenere un mercato più onesto e trasparente.
Perché l’etichetta è così importante?
L’etichetta ci dà informazioni preziose: gli ingredienti, i valori nutrizionali, la presenza di allergeni, la provenienza e la data di scadenza. Sono dettagli che possono fare la differenza, soprattutto se abbiamo esigenze particolari o vogliamo fare scelte più sane. Non si tratta solo di evitare ingredienti indesiderati, ma anche di capire cosa c’è davvero dentro quel prodotto che mettiamo nel carrello.

Un’abitudine semplice, ma preziosa
Dedicarci qualche minuto in più per leggere l’etichetta non è una perdita di tempo, ma un investimento per il nostro benessere quotidiano. È un gesto di cura verso noi stessi e chi amiamo, perché ci aiuta a evitare sorprese spiacevoli e a portare in tavola solo ciò che davvero vogliamo e di cui possiamo fidarci.
Insomma, l’etichetta non è solo un pezzo di carta o un dettaglio da ignorare: è il nostro alleato più prezioso quando facciamo la spesa. Imparare a leggerla bene è il primo passo per mangiare meglio e vivere più consapevolmente.
Come interpretare tutti quei codici che iniziano con la E ? Gli additivi alimentari, che siano naturali o artificiali, hanno diverse funzioni:
Il Regolamento UE 1169/2011 impone agli operatori del settore alimentare di fornire a noi consumatori informazioni chiare e complete sugli alimenti. Obbliga, tra l’altro, l’indicazione degli ingredienti allergenici, una dichiarazione nutrizionale completa e altre informazioni rilevanti per la sicurezza e la salute pubblica
Trovi anche gli additivi, indicati con la lettera “E” e un numero o con il nome scientifico. Gli additivi hanno varie funzioni: coloranti, conservanti, antiossidanti, addensanti, ecc. Non sono sempre dannosi, ma alcuni possono diventarlo se trasformati chimicamente o assunti in dosi elevate. L’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) ha stabilito le quantità massime giornaliere da non superare. Meglio preferire cibi freschi e limitare quelli industriali.
Tra i conservanti, alcuni nitriti e nitrati sono considerati potenzialmente cancerogeni dall’OMS, soprattutto se trasformati durante la cottura. Nei prodotti DOP sono vietati. Attenzione anche al benzoato di sodio e all’anidride solforosa, che possono causare reazioni allergiche.
Certi coloranti (giallo tramonto, giallo chinolina, ecc.) possono influire sull’attenzione dei bambini, quindi devono essere segnalati in etichetta. Altri coloranti da monitorare sono il caramello E150D e l’alluminio E173. Gli edulcoranti, usati al posto dello zucchero, sono controversi: alcuni studi li ritengono rischiosi, altri no. Per gli esaltatori di sapidità come il glutammato di sodio, l’EFSA ha stabilito una dose massima giornaliera. Infine, i fosfati, presenti in molti prodotti, possono interferire con l’assorbimento del calcio, soprattutto nei giovani.( dedicheremo un argomento a parte sullo Zucchero)
– i coloranti, da E100 a E199,
– i conservanti da E200 a E299,
– gli antiossidanti e i correttori di acidità (da E300 a E399),
– gli addensanti, gli stabilizzanti e gli emulsionanti (da E400 a E499)
– correttori di acidità e gli antiagglomeranti (da E500 a E599)
– gli esaltatori di sapidità (da E600 a E699),
– altri additivi vari tra cui gli edulcoranti (da E900 a E999).

Ricorda:
I cibi ultra-processati sono quelli che:
- Non potresti cucinare a casa con ingredienti comuni.
- Hanno liste ingredienti lunghe, spesso incomprensibili.
- Sono progettati per essere “iper-palatabili” e poco sazianti.
Il consiglio?
Leggi le etichette. Evita i prodotti con più di 5 ingredienti “strani”.
Scegli alimenti veri, riconoscibili, stagionali. Cucina semplice, cucina vera.
È il primo passo verso un’alimentazione più sana e consapevole. Dal prossimo articolo entreremo nel dettaglio delle singole famiglie di prodotti e vedremo insieme come acquistare un prodotto iniziando dalla frutta. Vi aspetto numerosi. Per domande non esitate a scrivere nei commenti, sarà mia cura e piacere rispondervi al più presto.







8 Commenti
Articolo informativo chiaro e conciso.
Ottima guida grazie!
Grazie a lei. La pregherei di divulgare queste informazioni. Non esiti a contattarmi per eventuali approfondimenti.
Qui la faccenda si fa seria. Attendo il prossimo capitolo con ansia
Se a queste informazioni preziose,decidessimo di tener con noi due galline sarebbe scelta ancora più appropriata.
Caro anonimo delle 7.53, Lei ha intavolato un argomento molto delicato. Sa che in Spagna vige Il Real Decreto 637/2021 .
In pratica, chiunque detenga galline, anche per uso domestico, deve comunicare questa situazione alle autorità competenti e fornire le informazioni richieste per la registrazione.
In Italia ancora no, ma prima o poi anche da noi ( per questioni sanitarie, Aviaria ecc..) saremo tenuti a dichiarare quante galline abbiamo nel nostro cortile.
Buongiorno Massi, se le può interessare l’articolo di questa settimana è interamente dedicato al mondo YOGURT. Se riuscirà ad arrivare alla fine dell’articolo, le confermo che diventerà uno specialista in materia e potrà continuare questa opera divulgativatra tra amici e parenti 🙂
Informazioni interessanti e senza troppi giri di parole. Grazie.
Oltre a saperle decifrare bisognerebbe anche ricordarsi di leggerle. Ormai la spesa la comanda la pubblicità!