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Il consumismo ci consuma

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LA SOCIETÀ MODERNA – IL RITO DEL CONSUMO

La società moderna è un tempio lucido dove il dio non è più il denaro, ma il consumo.
Un culto silenzioso, praticato ogni giorno davanti a uno schermo, con carte contactless al posto del rosario.
Non compriamo più per bisogno, ma per rassicurazione.
Il consumo è diventato un anestetico: ci fa sentire vivi anche quando stiamo solo riempiendo un vuoto.

Siamo passati dal “penso, dunque sono” al “compro, dunque esisto”.
E più compriamo, più l’industria ci convince che siamo liberi.
Libertà di scegliere… tra ciò che qualcun altro ha già deciso di venderci.

Viviamo in una società che ci insegna a cambiare smartphone ogni anno, ma a non cambiare mai mentalità.
Ci parla di sostenibilità mentre ci vende plastica con il sorriso “green”.
Ci illude di essere ribelli mentre seguiamo le stesse tendenze, le stesse mode, gli stessi spot travestiti da valori.

E il risultato?
Consumiamo di tutto: oggetti, relazioni, esperienze, ideali, persino le emozioni.
Anche l’indignazione è diventata un prodotto: dura il tempo di un hashtag.
La rabbia si consuma come una batteria.
La coscienza si spegne come una notifica.

La società moderna non ci chiede di pensare, ma di partecipare — purché consumando.
Ci vuole efficienti, non empatici.
Connessi, non consapevoli.
E più corriamo dentro questa ruota, più crediamo di avanzare.

Ma la verità è che non ci stanno vendendo solo oggetti: ci stanno vendendo l’idea stessa di felicità.
Una felicità a pagamento, rinnovabile ogni mese, come un abbonamento.

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