Stoccata di Cyrano2 sulla “giornata contro il femminicidio”
Il 25 novembre riempiamo le piazze di fiocchi, panchine rosse, minuti di silenzio. Poi il 26 torniamo al programma base: titoli morbidi, tagli ai servizi, processi eterni, e donne che continuano a morire in casa, per mano di chi diceva “ti amo”.
Non è un’emergenza. È un sistema.
1. I numeri, non i fiocchi
1.1 Femminicidi 2025 (Italia)
L’Osservatorio Femminicidi – Lesbicidi – Trans*cidi (FLT) di Non Una Di Meno registra, ad oggi 2025:
77 femminicidi
su 91 morti complessive legate alla violenza di genere (inclusi suicidi indotti e casi da accertare).
Quota: circa l’84,6% dei casi monitorati sono femminicidi in senso stretto (77 su 91).Osservatorio nazionale NUDM
Due fonti, due numeri diversi, stesso messaggio: la violenza letale colpisce in modo strutturalmente asimmetrico. Le donne sono la maggioranza schiacciante delle vittime quando l’assassino è qualcuno di “vicino”.
1.2 Violenza non letale: la parte sommersa
L’ISTAT, nella più recente indagine 2025, parla chiaro:
Il 31,9% delle donne tra 16 e 75 anni (circa 6,4 milioni di persone) ha subito almeno una violenza fisica o sessuale nella vita.
Nome ufficiale: Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.
Istituita dall’ONU con la risoluzione 54/134 del 17 dicembre 1999.Wikipedia+1
Scelta del 25 novembre in memoria delle sorelle Mirabal, tre attiviste della Repubblica Dominicana, stuprate e assassinate nel 1960 dal regime di Trujillo.consiglio.regione.fvg.it+1
Segna l’inizio dei “16 giorni di attivismo contro la violenza di genere”, che arrivano fino al 10 dicembre, Giornata dei diritti umani.Wikipedia
Sulla carta è un appuntamento di mobilitazione mondiale. Nella pratica, troppo spesso, è il giorno in cui un sistema si autoassolve a colpi di eventi, convegni e dichiarazioni.
3. La stoccata: a cosa serve una “giornata” in un Paese così?
Metti in fila i numeri:
77 femminicidi legati alla violenza di genere in Italia nel 2025 monitorati dai movimenti,
44 donne uccise da partner o ex solo nei primi 9 mesi secondo il Viminale,
Ora affianca a questi numeri ciò che succede il 25 novembre:
campagne istituzionali dal tono rassicurante;
passerelle politiche;
marchi che si improvvisano femministi per 24 ore;
servizi territoriali ancora sotto organico, centri antiviolenza che fanno miracoli con fondi precari, processi che durano anni.
È come proclamare la Giornata contro gli incendi e continuare a vendere taniche di benzina in offerta.
4. Dove sta l’ipocrisia strutturale (da dire chiaro in live)
La definizione elastica di “femminicidio”
Le istituzioni spesso evitano il termine, parlano di “omicidi in ambito familiare/affettivo”.
I movimenti e molti centri antiviolenza usano il termine femminicidio per indicare la violenza letale come fenomeno sistemico, radicato nel potere maschile e nelle diseguaglianze di genere.
Risultato: i numeri “ufficiali” sembrano più bassi, quelli dei movimenti più alti. Ma la sostanza non cambia: in oltre l’80% dei casi di omicidio di coppia, la persona morta è una donna.Alley Oop+1
La normalizzazione del rischio
Quando il 31,9% delle donne dichiara violenze fisiche o sessuali, non hai un’emergenza: hai un modello culturale che rende accettabile il controllo, la minaccia, la violenza come parte della relazione.Istat+1
La sproporzione tra retorica e risorse
A fronte di questi numeri, i fondi per centri antiviolenza, case rifugio, programmi per uomini maltrattanti, formazione delle forze dell’ordine e della magistratura restano spesso frammentati, temporanei, insufficienti (lo dicono report di associazioni, ordini professionali, reti di centri).
Il 25 novembre si moltiplicano gli impegni a “fare di più”. Il 26 tornano i tagli.
5. Frasi chiave che puoi estrarre per grafiche / post
«In Italia quasi 1 donna su 3 ha subito violenza fisica o sessuale. Ma ogni anno facciamo finta di sorprenderci.»Istat
«Nel 2025 oltre l’80% degli omicidi di coppia ha come vittima una donna. Non è un raptus, è statistica.»Alley Oop+1
«Gli osservatori contano 77 femminicidi legati alla violenza di genere. Le istituzioni contano le panchine.»Osservatorio nazionale NUDM
«Una giornata all’anno non può compensare una cultura che ogni giorno insegna alle donne ad aver paura e agli uomini a non sentirsi quasi mai responsabili.»
6. Limiti, dati e affidabilità (versione onesta, non propagandistica)
I numeri non coincidono tra fonti:
il Viminale considera solo una parte degli omicidi (partner/ex);
l’Osservatorio NUDM include una categoria più ampia di violenze letali legate al genere;
Le percentuali su violenza non letale (ISTAT) si basano su indagini campionarie: solide, ma sempre con un margine di errore statistico e con il problema del sommerso (molte violenze non vengono dichiarate).Istat+1
Affidabilità complessiva di questa stoccata (dati + interpretazione): ~87% Il margine che resta è legato a: definizioni diverse di femminicidio, aggiornamenti dei casi nel prosieguo dell’anno, e alla natura stessa delle indagini sulla violenza (una parte non emergerà mai nei numeri).