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ANCORA VIOLENZA OMOFOBA!

Emergenza omo/lesbo/transfobia. Claudia, sei tutte noi!

Claudia Cecconcello. Donna, lesbica, aggredita. Ma per qualcuno “non è una priorità”. Claudia Cecconcello ha 53 anni, vive ad Alessandria, ed è finita in ospedale con tre punti di sutura, lividi sul volto e l’anima ferita.

Il motivo?

Essere donna.

Essere lesbica.

E aver avuto il coraggio di dire, dopo settimane di minacce e umiliazioni: “So che sei stato tu”. Già, perché quel vicino omofobo le aveva lasciato salviette sporche nella buca delle lettere, le aveva bucato le gomme dell’auto, l’aveva offesa a più riprese. Finché non ha deciso di usare il corpo come arma. Un calcio che la scaraventa giù per le scale. Poi un pugno in faccia, dopo averle urlato: “Lesbica di merda”. Claudia è solo una delle centinaia di persone che ogni anno vengono aggredite per ciò che sono. Nel 2024, in Italia, oltre 200 episodi di violenza omolesbobitransfobica: uno ogni due giorni.

Eppure, si continua a dire che non serve una legge, che non è una priorità, che sono “casi isolati”. Non lo sono. Il corpo di Claudia è il grido di chi chiede protezione, rispetto, dignità. E non può restare inascoltato. Le leggi da sole non bastano. Ma senza leggi, il silenzio diventa complice. E le botte diventano normalità.

A Claudia, a tutte le persone come lei, dobbiamo una risposta. Una voce. Una difesa.

Non solo a parole.

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