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I caos degli aiuti a Gaza: oltre 30 morti e 200 feriti.L’Idf smentisce gli spari sulla folla

L’esercito israeliano e la Gaza humanitarian foundation smentiscono gli spari sulla folla. Ma testimoni oculari raccontano cosa è accaduto a un chilometro di distanza intorno alle 3 del mattino nei pressi del centro di distribuzione di Rafah. Il piano di Israele favorisce la disinformazione

A Gaza si perde la vita per qualsiasi cosa e si sopravvive con il nulla. Se non sono gli attacchi aerei dell’aviazione israeliana a causare morti, lo fanno i missili sganciati dai droni contro le persone radunate. Quando non è la carestia a colpire, si rischia di morire durante l’attesa per ricevere generi alimentari. Nelle prime ore di ieri, l’ospedale Nasser di Khan Younis ha accolto circa 200 feriti e oltre trenta cadaveri, dopo che l’esercito israeliano avrebbe sparato sulla folla affamata.

Per tutta la giornata si sono rincorse versioni contrastanti e smentite. Secondo quanto riferito da testimoni oculari, citati da media internazionali come Al Jazeera, Associated Press e NBC, migliaia di civili si erano diretti prima dell’alba verso il punto di distribuzione della Gaza Humanitarian Foundation (GHF), nei pressi di Rafah, nel settore meridionale della Striscia. Prima di raggiungere il sito, sarebbero stati colpiti dai carri armati e dalle unità israeliane.

L’Associated Press riporta che attorno alle 3 del mattino, i soldati israeliani avrebbero intimato alla folla di disperdersi e tornare più tardi. Subito dopo sarebbero partiti i colpi d’arma da fuoco, a circa un chilometro dal punto di raccolta.

La Mezzaluna Rossa Palestinese ha comunicato di aver trasportato 23 vittime e 23 feriti dalla zona di distribuzione a Rafah, oltre ad aver soccorso 14 persone ferite e recuperato un altro corpo in un’area vicina al corridoio di Netzarim. Il direttore sanitario degli ospedali di Gaza, Mohammed Zagout, ha dichiarato alla NBC che i corpi provenienti da Rafah presentavano ferite causate da proiettili sparati direttamente alla testa, al torace e all’addome.

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