80 anni per non cambiare: Hiroshima e Gaza, l’attimo e lo stillicidio
6 agosto 1945, ore 8:15.
Un lampo accecante, poi l’inferno. L’Enola Gay sgancia Little Boy su Hiroshima. In un solo attimo, più di 70.000 persone vengono incenerite. Altre decine di migliaia moriranno nei mesi e negli anni successivi. Bambini, infermi, lavoratori, civili. Una città spazzata via in una manciata di secondi. La guerra finisce, dicono, ma inizia qualcosa di peggiore: la possibilità concreta dell’annientamento umano in un soffio.

7 ottobre 2023 – oggi.
A Gaza non c’è il lampo, ma la fiamma lenta. Non c’è un attimo, ma un genocidio a episodi. Ogni giorno, ogni notte, ogni ora.
Oltre 38.000 morti in meno di un anno (dati ufficiosi aggiornati ad agosto 2025), la maggior parte donne e bambini.
Ospedali distrutti, scuole rase al suolo, corridoi umanitari trasformati in trappole. Acqua e cibo negati, la fame come arma.
Nessuna resa, nessuna pace. Solo il suono delle bombe, l’odore della carne bruciata, il ronzio dei droni.
Gaza è Hiroshima diluita nel tempo, e per questo ancora più insopportabile.
Hiroshima: un solo giorno di orrore. Gaza: 300 giorni di orrore. E continuiamo a contarli.

Evento Data Vittime immediate Vittime totali stimate Tecnica di morte
Hiroshima 6 agosto 1945 ~70.000 140.000+ (entro fine 1945) Bomba atomica
Gaza 7 ottobre 2023 – 7 agosto 2025 Nessun dato singolo: 100–500 morti al giorno 38.000+ Bombardamenti, fame, cecchini, droni
A Hiroshima fu uno shock. A Gaza è diventata abitudine.
Il mondo intero si è fermato davanti alle immagini delle ombre impresse sui muri a Hiroshima. Nessuno si ferma più davanti ai corpi mutilati di Gaza, perché sono troppi, troppo spesso.
La memoria del ’45 è diventata rituale, sterile, commemorativa.
La realtà del 2025 è diventata “inevitabile”, giustificabile, perfino ignorabile.
Perché non abbiamo imparato nulla.

Perché 80 anni non ci hanno insegnato il valore della vita.
Perché abbiamo trasformato l’Olocausto in scusa per altri crimini.
Perché “mai più” è diventato “dipende da chi muore”.
Perché Hiroshima ci fa piangere, Gaza ci fa cambiare canale.
nove stati dotati di atomica spendono miliardi di dollari per modernizzare e ampliare gli arsenali. Giorni fa, in risposta a una velata minaccia nucleare da parte dell’ex presidente Medvedev, Trump ha dato ordine di avvicinare due sottomarini nucleari alla Russia. Medvedev ha risposto con il seguente messaggio: «Trump non dovrebbe pensare che l’archivio video delle sue immoralità passate sia solo nelle mani del Mossad». Sottinteso interessante ma non per oggi almeno.






