
di Redazione Sanità
Il papillomavirus umano (HPV) è il virus a trasmissione sessuale più diffuso al mondo. Secondo i dati aggiornati al 2025, oltre il 70% delle persone sessualmente attive contrae almeno una volta l’infezione nel corso della vita. La maggior parte dei casi non provoca sintomi e rimane inosservata, ma alcuni ceppi sono responsabili di gravi malattie oncologiche.
Un rischio concreto, soprattutto tra i giovani
Il contagio avviene per semplice contatto cutaneo o mucoso durante i rapporti sessuali. Il rischio è massimo tra i 16 e i 25 anni, quando si concentra circa la metà delle nuove infezioni. In Svizzera, una persona su dieci sviluppa condilomi genitali, legati soprattutto ai ceppi 6 e 11. I ceppi 16 e 18 sono invece i più pericolosi: se persistono nelle cellule, possono evolvere in lesioni precancerose e tumori.
Le donne le più esposte: il cancro cervicale
Il carcinoma del collo dell’utero è una delle principali conseguenze dell’HPV. In Svizzera vengono diagnosticati ogni anno circa 5.000 casi di lesioni precancerose e 250 tumori cervicali. Le vittime sono soprattutto donne giovani: 80 i decessi registrati annualmente nonostante i programmi di screening.
Le statistiche parlano chiaro: 70 donne su 100 si infettano, 6 sviluppano forme precancerose e 1 su 100 arriva al cancro.

Anche gli uomini non sono immuni
L’HPV colpisce con forza crescente anche la popolazione maschile. Tumori dell’orofaringe, dell’ano e del pene sono spesso correlati ai ceppi ad alto rischio. L’assenza di sintomi iniziali rende la prevenzione ancora più complessa.
Il vaccino: protezione fino al 90%
Il vaccino novevalente oggi in uso è considerato un’arma decisiva. Copre nove ceppi di HPV, garantendo fino al 90% di protezione contro i tumori del collo dell’utero, il 70–85% contro le lesioni precancerose ad alto grado e il 90% contro i tumori anali e i condilomi.
Uno studio svedese condotto su oltre 1,6 milioni di giovani donne ha dimostrato che la vaccinazione prima dei 17 anni riduce il rischio di carcinoma cervicale dell’88%.
In Svizzera la vaccinazione è raccomandata e rimborsata per ragazze e ragazzi dagli 11 ai 26 anni. Due dosi sono sufficienti prima dei 15 anni, tre se la vaccinazione inizia più tardi.
Sicurezza confermata
Con oltre 270 milioni di dosi somministrate in 20 anni, la tollerabilità del vaccino HPV è considerata eccellente. Gli effetti collaterali più comuni sono reazioni locali nel punto di iniezione. I sistemi di sorveglianza europei e statunitensi escludono decessi o gravi complicazioni legate al vaccino.

La sfida culturale
Nonostante i dati scientifici e i programmi di prevenzione, restano diffidenze e basse coperture vaccinali in diversi Paesi, Italia inclusa. Eppure gli esperti sottolineano che la vaccinazione precoce, associata allo screening ginecologico, può trasformare l’HPV da minaccia globale a rischio controllabile.
Il virus silenzioso che colpisce 7 persone su 10 si può prevenire: la differenza, come spesso accade in sanità pubblica, la farà la consapevolezza.






