LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO GIORGIA MELONI
Lettera della petizione
LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO GIORGIA MELONI
Cara Presidente Meloni,
Noi, cittadini italiani senza bandiere politiche, ci rivolgiamo a Lei con una sola richiesta: trasparenza.
In questo momento storico, il bisogno di capire è diventato urgente. Troppo spesso le informazioni sono distorte, frammentate o manipolate dai media e dalle opposizioni, che smentiscono costantemente le Sue dichiarazioni, creando confusione tra i cittadini.
L’uso di tecnicismi istituzionali e il continuo contrasto politico rendono difficile per noi comprendere le reali intenzioni e le azioni del Governo. Noi non vogliamo farci influenzare dalla disinformazione, vogliamo un dialogo diretto con Lei, Presidente, per ricevere informazioni chiare e non filtrate, e sapere con esattezza quali sono le misure in atto, quali sono state già adottate e quali sono i piani futuri per il nostro Paese.
1. Lavoro e povertà: la priorità assoluta
Siamo estremamente preoccupati per la situazione economica attuale. Secondo gli ultimi dati, 5,7 milioni di persone in Italia vivono in condizioni di povertà assoluta, pari al 9,7% della popolazione. Tra loro, 1,29 milioni sono minori, ovvero il 13,8% del totale.
Ma il dato che ci allarma ancora di più è quello della povertà relativa, che nel 2025 ha coinvolto il 18,9% della popolazione italiana, ovvero quasi 11 milioni di persone. La soglia di povertà relativa è fissata a 1.030 euro al mese.
La povertà relativa riguarda chi ha un reddito inferiore al 60% del reddito mediano nazionale. Quando questa soglia si avvicina a quella della povertà assoluta, significa che il reddito medio della popolazione si sta abbassando, oppure che il costo della vita sta crescendo più rapidamente dei salari.
Le due linee si stanno incontrando, segnale evidente che sempre più famiglie rischiano di cadere nella povertà estrema. È il risultato di inflazione, stagnazione salariale, rincari generalizzati e incertezza economica.
Le misure adottate e quelle necessarie
Sappiamo che il Governo ha già avviato alcune misure importanti, tra cui:
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Decreto bollette, con 3 miliardi di euro per sostenere famiglie e imprese contro il caro energia;
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Taglio dell’IRPEF, con riduzioni fiscali per alcune fasce di reddito;
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Assegno di Inclusione (ADI), attivo dal 1° gennaio 2024, con un sostegno fino a 6.500 euro annui per le persone più fragili;
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Riforma pensionistica, con interventi per garantire maggiore flessibilità nell’accesso alla pensione;
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Bonus per l’efficienza energetica, per incentivare la riduzione dei consumi e migliorare la sostenibilità ambientale.
Chiediamo chiarezza sui risultati ottenuti
Presidente, Le chiediamo di spiegarci con trasparenza i risultati concreti di queste misure. Vogliamo sapere:
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Quanti cittadini hanno realmente beneficiato dei bonus contro il caro energia?
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Qual è stato l’impatto reale della riforma fiscale sulle famiglie?
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Quanti nuovi posti di lavoro stabili sono stati creati?
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Quali miglioramenti sono stati registrati nel sistema di welfare?
2. Sanità: un diritto da rafforzare
La sanità pubblica è uno dei pilastri fondamentali della nostra Repubblica. Eppure, oggi molti cittadini vivono un senso crescente di abbandono. Liste d’attesa interminabili, carenza di personale, pronto soccorso in sofferenza e disuguaglianze territoriali sempre più marcate mettono a rischio il diritto alla salute sancito dalla Costituzione.
Sappiamo che il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) ha destinato oltre 12 miliardi di euro al settore sanitario. In particolare, sono previsti:
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La creazione di Case della Comunità, per potenziare l’assistenza territoriale e alleggerire gli ospedali;
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L’introduzione di sistemi di telemedicina, per rendere le cure accessibili anche nelle aree più remote;
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L’ammodernamento delle strutture ospedaliere con nuove tecnologie e digitalizzazione.
Tuttavia, molti di questi interventi sono ancora in fase di avvio o non sono stati attuati secondo le scadenze previste. Chiediamo quindi un aggiornamento chiaro e trasparente sullo stato di avanzamento dei progetti e un cronoprogramma dettagliato per i prossimi passi.
Chiediamo trasparenza sull’attuazione e sui risultati
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Quante Case della Comunità sono effettivamente operative, e in quali territori?
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Quali benefici concreti ha prodotto la telemedicina per i pazienti cronici e non autosufficienti?
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Sono stati potenziati i servizi di base, come la medicina generale e la pediatria di libera scelta?
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I fondi PNRR sono stati utilizzati interamente e con efficacia, o ci sono ritardi o criticità nella spesa?
3. Istruzione: investire nel futuro
L’istruzione è il pilastro su cui si costruisce il futuro di un Paese. Tuttavia, in Italia si investe poco e male, con conseguenze dirette sulla crescita economica e sociale.
Secondo gli ultimi dati:
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La dispersione scolastica è ancora alta, pari al 9,8%;
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Quasi 4 studenti su 10 dichiarano di non sentirsi pronti per il futuro;
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Il 72% degli studenti vorrebbe materie più attuali, come intelligenza artificiale e cybersecurity, ma il sistema scolastico fatica ad aggiornarsi.
L’istruzione è direttamente collegata alla povertà: la povertà colpisce il 13% delle famiglie con bassa istruzione, ma scende al 4,6% tra quelle con almeno un diploma.
Le nostre richieste
Presidente, chiediamo che l’istruzione diventi una priorità assoluta. In particolare:
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Quali investimenti verranno fatti per ridurre la dispersione scolastica?
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Come si intende modernizzare i programmi scolastici, includendo materie fondamentali per il futuro?
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Quali misure verranno adottate per garantire l’accesso all’istruzione a tutti?
Più cultura significa meno povertà, più opportunità e una società più equa.
Un dialogo aperto e reciproco
Presidente, ci spieghi con chiarezza le difficoltà che sta affrontando e quelle che incontrerà in futuro.
Vogliamo capire chi ha ostacolato e chi sta ostacolando i Suoi interventi già fatti, quelli in corso e quelli previsti, così da poter comprendere e agire con gli strumenti che abbiamo come cittadini.
Sappiamo che governare un Paese è un compito difficile, pieno di sfide e imprevisti. Così come Lei ha il dovere di essere vicina ai cittadini, anche noi cittadini sentiamo il bisogno di essere vicini a Lei.
Non vogliamo un rapporto di scontro, ma di fiducia reciproca. Noi chiediamo trasparenza, ma allo stesso tempo vogliamo essere parte attiva nel sostegno a chi guida il Paese.
Una richiesta concreta
Cara Presidente, siamo certi della Sua volontà di rispondere con onestà e determinazione. Per questo Le chiediamo:
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Quali azioni concrete intende attuare da oggi alla fine del mandato per affrontare le emergenze più urgenti, in particolare lavoro e povertà?
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Come intende comunicare direttamente ai cittadini, in modo che ciascuno di noi possa comprendere e partecipare alla vita democratica del Paese?
Questa lettera non è una critica, ma un appello. Ci rivolgiamo a Lei con fiducia, perché riconosciamo in Lei il ruolo istituzionale e la responsabilità che può riportare al centro la relazione tra Stato e cittadino.
Attendiamo una Sua risposta. Perché capire è dignità. E sentirsi ascoltati è il primo passo per ricominciare a credere.
Firmato:
[Spazio per le firme dei cittadini]
