Giorno 1
Caro diario,
Stamattina mi sono svegliata, come al solito, con Aki e Shiva, i miei due volpini di Pomerania, che mi riempivano di baci con le loro linguette morbide, saltando e abbaiando come matti dalla felicità. Per loro, il semplice fatto che io mi alzi dal letto è già un motivo per festeggiare.
Erano le 9:38 e alle 11 avevo appuntamento dalla veterinaria per la puntura di Shiva.
Ho bevuto un caffè e preso i miei farmaci per la fibromialgia. Ieri, però, ho dovuto prendere anche il Toradol, perché mi è arrivato il ciclo e i dolori alle ovaie, insieme a quelli diffusi in tutto il corpo, erano diventati davvero insopportabili.
Prima di prepararmi, ho dato il buongiorno al mio compagno, che era già al lavoro, a mia mamma e alla mia ex migliore amica.
Perché ex migliore amica? Questa è una storia che merita di essere raccontata con calma, magari tra qualche giorno.
Ho aperto una live di circa quindici minuti, durante la quale ho semplicemente chiacchierato e scherzato un po’. Solitamente mi occupo di divulgazione sulla fibromialgia e sulle neurodivergenze, essendo ADHD con tratti autistici, ma oggi avevo poco tempo e ho preferito concedermi qualche minuto di leggerezza.
Poi mi sono preparata per andare dalla veterinaria. Ho portato con me sia Shiva sia Aki. Fortunatamente, l’ambulatorio è proprio sotto casa, così ne abbiamo approfittato per fare anche una bella passeggiata.
Terminata la puntura, ci siamo fermati al bar per fare colazione. Per me, un caffè e dei biscotti senza glutine, dato che sono celiaca.
L’ultima tappa della mattinata è stata alle Poste, dove dovevo richiedere una Postepay. Pensavo di sbrigarmela velocemente, invece ho trascorso più di un’ora in fila. Soltanto alle 12:45 sono finalmente riuscita a tornare a casa.
Avevo bisogno di riposarmi un momento. Le ginocchia e la schiena mi facevano male, anche se, fortunatamente, il dolore era sopportabile, probabilmente grazie al Toradol preso il giorno prima.
Dopo essermi rilassata un po’, ho dato da mangiare ad Aki e Shiva e mi sono preparata un piatto di pasta con un semplice sugo di pomodoro.
Fin qui, una giornata tutto sommato normale, fatta di piccoli impegni, qualche dolore e quei momenti di tenerezza che i miei cani riescono sempre a regalarmi.
Poi è arrivato il pomeriggio. E con lui, la parte più difficile della giornata.
Ho sentito la mia ormai ex migliore amica. Da circa un mese avevamo programmato di trascorrere Halloween insieme, ma ho scoperto che, a mia insaputa, aveva organizzato un’uscita con il suo compagno.
Era stato lui a proporle di andare al cinema e nessuno dei due aveva pensato di avvisarmi.
Forse, raccontata così, può sembrare una sciocchezza. Ma non si trattava soltanto di Halloween o di una serata al cinema.
Era l’ennesima situazione che mi faceva sentire messa da parte, poco considerata, quasi invisibile. A questo episodio se ne sono aggiunti altri, che mi avevano già ferita profondamente.
E così, dopo aver accumulato troppe delusioni, ho preso una decisione dolorosa: chiudere i rapporti con entrambi.
La cosa che mi fa più male è sapere che conoscono perfettamente la mia situazione di salute. Sanno quanto possa essere difficile per me affrontare certe giornate, quanto il dolore fisico possa già essere pesante e quanto anche quello emotivo possa incidere sul mio benessere.
Eppure, mi sono sentita poco rispettata e poco considerata.
Non pretendo che gli altri mettano la propria vita in pausa per me. Vorrei soltanto sincerità, rispetto e quella sensibilità che, soprattutto da chi consideriamo importante, non dovrebbe mai mancare.
Ho trascorso praticamente tutto il pomeriggio a piangere.
Non soltanto per quello che è successo oggi, ma forse anche per tutte quelle piccole ferite che, una dopo l’altra, avevo cercato di ignorare.
Adesso sono le 1:22 di notte.
Sono ancora sveglia, con un forte mal di testa e mille pensieri che continuano ad affollarmi la mente. Ripenso alla giornata appena trascorsa, alla stanchezza, ai dolori, alle delusioni.
Mi domando persino come sarei stata oggi se ieri non avessi preso il Toradol.
È stata una giornata pesante, fisicamente ed emotivamente.
E mentre tutto intorno a me è finalmente silenzioso, mi rendo conto di quanto sia difficile convivere con un corpo che spesso ti mette alla prova e, nello stesso tempo, dover affrontare anche le delusioni delle persone a cui vuoi bene.
Stasera andrò a dormire con il cuore un po’ più pesante del solito.
Ma spero che domani, quando Aki e Shiva torneranno a svegliarmi con i loro baci e la loro incontenibile felicità, riuscirò a ritrovare almeno un piccolo sorriso.
Perché, nonostante tutto, domani sarà un altro giorno. E voglio ancora credere che possa essere migliore.
Buonanotte, caro diario.






