PETIZIONE CONTRO L’AUTONOMIA SANITARIA DIFFERENZIATA DI LIGURIA, PIEMONTE, LOMBARDIA E VENETO
Lettera della petizione
PETIZIONE CONTRO L’AUTONOMIA SANITARIA DIFFERENZIATA DI LIGURIA, PIEMONTE, LOMBARDIA E VENETO
Ai Presidenti della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica
Al Presidente del Consiglio dei Ministri
Al Ministro per gli Affari regionali e le Autonomie
Al Ministro della Salute
Ai Consigli regionali di Liguria, Piemonte, Lombardia e Veneto
Noi cittadini firmatari esprimiamo la nostra ferma contrarietà all’accettazione delle richieste di autonomia differenziata in materia sanitaria avanzate dalle Regioni Liguria, Piemonte, Lombardia e Veneto.
Le quattro Regioni hanno sottoscritto, nel novembre 2025, accordi preliminari relativi al percorso di autonomia differenziata ai sensi dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione. Il Dipartimento per gli Affari regionali indica espressamente le pre-intese con Veneto, Lombardia, Piemonte e Liguria.
La Costituzione consente ulteriori forme di autonomia alle Regioni a statuto ordinario, ma questa possibilità non può trasformarsi in una frammentazione del diritto alla salute. L’articolo 116, terzo comma, prevede infatti il percorso dell’autonomia differenziata, mentre l’articolo 32 riconosce la salute come diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività.
La sanità pubblica non può diventare un sistema a velocità diverse, dove nascere in una Regione significa avere più possibilità di cura rispetto a chi vive altrove. Sarebbe l’ennesimo capolavoro burocratico: prendere un diritto universale e spezzettarlo come fosse una gestione condominiale.
Per questo chiediamo:
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Il blocco o la sospensione delle intese in materia sanitaria con Liguria, Piemonte, Lombardia e Veneto.
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La garanzia preventiva e verificabile dei Livelli Essenziali delle Prestazioni e dei Livelli Essenziali di Assistenza su tutto il territorio nazionale, prima di qualunque trasferimento di ulteriori competenze.
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La verifica preventiva degli effetti finanziari delle intese, poiché l’eventuale trattenimento o la maggiore gestione diretta di risorse da parte delle Regioni economicamente più forti potrebbe incidere negativamente sui meccanismi di perequazione e sulla capacità dello Stato di ridurre i divari territoriali, aggravando ulteriormente le differenze tra Nord e Sud.
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La tutela dell’unità del Servizio Sanitario Nazionale, affinché il diritto alla cura resti uguale per tutti i cittadini italiani, indipendentemente dalla Regione di residenza.
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Una valutazione pubblica, indipendente e trasparente sugli effetti dell’autonomia sanitaria differenziata su liste d’attesa, personale medico, ospedali, medicina territoriale, mobilità sanitaria e divari Nord-Sud.
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Il pieno coinvolgimento del Parlamento, degli operatori sanitari, delle associazioni dei pazienti, dei sindacati, degli enti locali e dei cittadini prima di ogni decisione definitiva.
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Il divieto di qualunque meccanismo che possa aumentare le disuguaglianze territoriali, favorendo le Regioni economicamente più forti a danno di quelle più deboli.
La Corte costituzionale, con la sentenza n. 192 del 2024, ha richiamato la necessità che l’autonomia differenziata sia funzionale al bene comune, alla tutela dei diritti costituzionali e al principio di sussidiarietà, non alla semplice redistribuzione di poteri tra Stato e Regioni.
Per queste ragioni, chiediamo che le richieste di autonomia differenziata in materia sanitaria di Liguria, Piemonte, Lombardia e Veneto vengano respinte, sospese o comunque subordinate a garanzie nazionali chiare, vincolanti e verificabili.
La salute non può dipendere dal codice postale.
La sanità pubblica non può diventare una lotteria regionale.
Il Servizio Sanitario Nazionale deve restare pubblico, universale, solidale e uguale per tutti.
No alla sanità differenziata.
Sì a una sanità nazionale, pubblica e costituzionalmente garantita.
