Home / La Stanza dei Rumori Forti / Podcast 13 · La Stanza dei Rumori Forti

Podcast 13 · La Stanza dei Rumori Forti

Podcast 13 · La Stanza dei Rumori Forti

Un Piccolo Porto Sicuro

Dialogo tra l’insegnante Paolo e l’educatore Roberto sulle difficoltà di Gianni, alunno con PANS/PANDAS.

Contesto

È finita l’ora di lezione. L’insegnante Paolo, preoccupato per Gianni, un alunno con PANS, cerca l’educatore Roberto per confrontarsi. Roberto è un educatore esperto, ma non conosce la PANS.

Dialogo integrale

Paolo Roberto, hai un attimo? È per Gianni.
Roberto Certo, Paolo. Ho notato che oggi era particolarmente agitato. Ma sai, secondo me sta solo testando i limiti. Vedrai, con un po’ di fermezza, riusciamo a fargli capire che certi comportamenti non sono ammessi.
Paolo Ti ringrazio, ma temo che la questione sia più complessa. Vedi, non è una questione di “volere”. Per Gianni, in certi momenti, è una questione di “potere”.
Roberto Cosa intendi? Sembra un ragazzo intelligente, quando vuole.
Paolo Lo è, è brillante. Ma prova a immaginare questo: non è che Gianni si rifiuti di svolgere il compito. È che a volte il suo cervello, a causa di un’infiammazione, gli trasmette un segnale di pericolo costante, come se fosse inseguito da un leone. Tu riusciresti a concentrarti su un’equazione con un leone nella stanza?
Roberto Beh, messa così… Ma le sue reazioni sono così esagerate. Un no, un cambio di programma, e sembra esplodere.
Paolo Esatto. Perché per noi è un piccolo intoppo, per lui è un terremoto. Il suo sistema nervoso è come una ferita aperta. Quel “no” non è un semplice dispiacere, è un dolore acuto. La sua rabbia non è ribellione, è panico. È la sua unica forma di comunicazione in quel momento.
Roberto Quindi stai dicendo che dobbiamo semplicemente assecondarlo? Non imparerà mai a gestire le frustrazioni!
Paolo No, non assecondarlo. Comprenderlo. Il nostro obiettivo non è punire il sintomo, ma curare la causa. Se lui è in ansia, la nostra risposta deve essere la calma. Se lui è in panico, la nostra risposta deve essere la sicurezza. Punirlo perché ha avuto una crisi d’ansia è come sgridare qualcuno perché ha la febbre.
Roberto Allora cosa possiamo fare concretamente?
Paolo Dobbiamo essere la sua ancora. Prima della tempesta: dargli prevedibilità, avvisarlo dei cambiamenti, concedergli pause preventive. Durante la tempesta: non discutere. Abbassare la voce, ridurre gli stimoli, offrirgli una via d’uscita onorevole, come una pausa fuori dall’aula. Dopo, sarà esausto e imbarazzato. Lì, il nostro compito è accoglierlo senza fargli domande.
Roberto È un modo di vedere la scuola molto diverso.
Paolo Lo so. Per Gianni, e per ragazzi come lui, la scuola non è solo un posto per imparare nozioni. È una palestra di sopravvivenza emotiva. Il nostro successo non si misurerà solo sui suoi voti, ma sul fatto che riesca a passare una giornata sentendosi al sicuro. Se ci riusciamo, l’apprendimento tornerà. È una sfida, Roberto. Ma non sono solo io. Saremo una squadra. Tu, io, la famiglia. Ti passo dei materiali da leggere, se vuoi.
Roberto Forse… forse ho guardato la sua sfida dall’angolazione sbagliata. Pensavo a una mancanza di disciplina. Forse è una questione di salute.
Paolo Esattamente. È una condizione medica neuropsichiatrica. Non è colpa sua. E non è colpa nostra se a volte non sappiamo come gestirla. L’importante è voler capire. Grazie per avermi ascoltato.
Roberto No, grazie a te. Forse… forse possiamo provare a creare per lui un angolo tranquillo, come hai detto. Vediamo se funziona.
Paolo Perfetto. Iniziamo da lì. Un piccolo porto sicuro.
La Stanza dei Rumori Forti
Perché a volte l’inclusione comincia quando un adulto smette di giudicare e inizia davvero a capire.

Testo della canzone

Questa è la storia di un piccolo porto sicuro.
Di chi sceglie di capire prima di giudicare.
Di chi resta accanto quando la tempesta arriva.

Non è un capriccio, non è volontà,
a volte la paura prende la città.
Dentro una mente che corre lontano,
cerca una voce, una mano per mano.

Un cambio di rotta, un rumore improvviso,
può trasformare il sole in un cielo diviso.
Ma dietro ogni crisi, dietro ogni perché,
c’è un bambino che chiede soltanto: “Resta con me”.

Non serve gridare più forte del vento,
serve qualcuno che resti un momento.
Quando il mondo sembra crollare giù,
una presenza sincera vale di più.

Sii un porto sicuro nel mare agitato,
quando il cuore si sente smarrito e spaventato.
Non punire il sintomo, guarda più in là,
dietro quella tempesta c’è ancora la sua realtà.

Sii un porto sicuro, resta vicino a lui,
anche quando il silenzio sembra dire mai più.
Perché capire è il primo passo che fai,
e l’amore costruisce ponti dove non li vedrai.

Paolo parlava, Roberto ascoltava,
una nuova prospettiva lentamente arrivava.
Non disciplina, non sfida, non ribellione,
ma una battaglia nascosta senza spiegazione.

Un cervello stanco che cerca riparo,
un ragazzo che vive un sentiero più raro.
E la scuola può essere un posto speciale,
se qualcuno decide di non giudicare.

A volte il voto più importante
non è quello scritto sul registro.
È un bambino che torna a sentirsi al sicuro.
È un adulto che finalmente comprende.

Sii un porto sicuro nel mare agitato,
quando il cuore si sente smarrito e spaventato.
Non punire il sintomo, guarda più in là,
dietro quella tempesta c’è ancora la sua realtà.

Sii un porto sicuro, resta vicino a lui,
anche quando il silenzio sembra dire mai più.
Perché capire è il primo passo che fai,
e l’amore costruisce ponti dove non li vedrai.

Un giorno alla volta.
Un bambino alla volta.
Una mano tesa alla volta.
E il mare farà meno paura.
Perché nessuno dovrebbe affrontare la tempesta da solo.

Tag:

76 Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

� style="margin-left:10px; vertical-align:middle;"> Il tuo browser non supporta l'audio HTML5.