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Chi merita davvero il tuo amore ?

Quando fido entrò in quella casa era poco più piccolo di un cucciolo. Gli occhi curiosi, la coda che non smetteva mai di scodinzolare e quell’innocenza che solo un cane sa conservare per tutta la vita. Per lui era il paradiso. C’erano le carezze dei bambini, le ciotole sempre piene e una famiglia che sembrava averlo accolto come uno di loro. Ogni mattina salutava il suo padrone alla porta e ogni sera lo aspettava con la stessa gioia del primo giorno. Per quasi un anno, Fido conobbe soltanto l’amore.

Poi arrivò l’estate.

Le valige comparvero in casa. Tutti sembravano agitati e felici. Anche fido era contento: pensava che sarebbe partito con loro. Li guardava preparare tutto, seguendoli da una stanza all’altra, convinto che, ovunque andassero, ci starebbe stato un posto anche per lui. Ma quel posto non c’era. Una mattina fu caricato in macchina. Fido era felice. Il finestrino aperto, l’aria sul muso e la certezza di vivere una nuova avventura insieme alla sua famiglia. Dopo un lungo viaggio, l’auto si fermò in una strada isolata. Il padrone scese, lo fece scendere a sua volta e gli accarezzò la testa. Fido agitò la coda. Poi l’uomo risalì in macchina. All’inizio il cane pensò a uno scherzo. Rimase lì ad aspettare. Ma l’auto si allontanò. Sempre di più. Sempre più veloce. Fino a scomparire. Fido rimase fermo. Per ore. Per giorni. Aspettò. Ogni rumore di motore lo faceva sobbalzare. Ogni automobile che passava poteva essere quella giusta. Ma nessuno tornò mai a prenderlo.

Cominciò così la sua lotta per sopravvivere.

La fame, la seta, il freddo della notte e la paura. Cercava riparo dove poteva. Frugava tra i rifiuti per trovare qualcosa da mangiare. Eppure, nonostante tutto, continuava ad aspettare. Perché i cani non conoscono il significato della parola tradimento. Conoscono soltanto l’amore. Un giorno alcuni volontari lo trovarono stremato e lo portarono in canile. Lì ricevette cure, cibo e un posto sicuro dove dormire. Ma i suoi occhi erano cambiati. Non avevano la spensieratezza di un tempo. Ogni volta che qualcuno passava davanti al suo box, Fido si alzava speranzoso. Forse era tornato. Forse si era ricordato di lui. Ma nessuno arrivò. Passarono i mesi.

Finché una mattina entrò un uomo.

Non cercava il cane più bello. Non cercava il più giovane. Non cercava quello di razza. Si fermò davanti al box di Fido e vide qualcosa che gli altri non avevano notato: una tristezza silenziosa che chiedeva soltanto una seconda possibilità. Quando aprirono il cancello, Fido si avvicinò lentamente. L’uomo si inginocchiò e gli accarezzò il muso.

In quel momento nacque una nuova storia.

Una storia fatta di pazienza, rispetto e amore vero. Non l’amore delle promesse, ma quello dei gesti quotidiani. passarono gli anni. Fido tornò a essere felice.

E poi accadde qualcosa di impensabile.

Durante una passeggiata al parco, vide un volto che conosceva. Anche l’uomo si fermò. Era il suo vecchio padrone. Per un istante il tempo sembrò fermarsi. I loro sguardi si incrociarono. Fido lo riconobbe immediatamente. Si avvicinò. Anche l’uomo fece qualche passo verso di lui. Chiunque stesse osservando la scena avrebbe pensato che il cane sarebbe tornato tra le braccia della persona che aveva amato per prima.

Dopotutto, i cani non dimenticato. mai.

Fido arrivò vicino a lui. Lo annuso. Lo guardò negli occhi. Per qualche secondo sembrò che il passato fosse tornato. Poi si voltò. Senza esitazione. Senza confusione. Senza rabbia. Tornò accanto all’uomo che lo aveva adottato. All’uomo che era rimasto quando tutti gli altri se n’erano andati. Si sedette ai suoi piedi e alzò lo sguardo verso di lui. Come per dire: “Ti ho scelto.”

Riflessione.

“I cani non giudicano, non portano rancore e non cercano vendetta. Ma sanno riconoscere chi li ha abbandonati e chi, invece, ha scelto di restare.”

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