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Questo è il Podcast numero venti della rubrica -La Stanza dei Rumori Forti – I Guerrieri del Cervello Dispettoso

Podcast 20 · La Stanza dei Rumori Forti

I Guerrieri del Cervello Dispettoso

Tre bambini. Tre battaglie. Una scoperta: non essere soli.

“Anche i guerrieri a volte hanno paura.”

Una sala d’attesa. Tre bambini. Tre storie.

Questa volta La Stanza dei Rumori Forti entra nella sala d’attesa di un neuropsichiatra infantile.

Non sono gli adulti a raccontare ciò che accade. Sono soprattutto i bambini.

Luca, Ginevra e Matteo hanno età ed esperienze diverse, ma scopriranno che alcune paure possono essere comprese meglio quando incontrano qualcuno che le ha già attraversate.

I protagonisti

👦
LUCA · 9 anni

Ha appena iniziato a mostrare tic motori: battito di palpebre, scrollio di spalle e ossessioni numeriche.

👧
GINEVRA · 7 anni

È nella fase acuta. Ha forti ansie di separazione, rituali di controllo e ha smesso di scrivere.

🛡️
MATTEO · 11 anni

È un “veterano”. La sua PANDAS è in remissione, ma ricorda tutto molto bene. In questa storia diventa un mentore.

La scena

La sala d’attesa

Sala d’attesa di un neuropsichiatra infantile. Luci al neon, poster colorati alle pareti. Luca e Ginevra sono con le loro mamme, seduti ai lati opposti. Matteo è lì con suo padre e legge un fumetto.

Il dialogo

Quando la paura scopre di avere un nome

LUCA “Ma perché devo farlo? Il dottore mi darà la medicina per far smettere il mio occhio? E le mie spalle?”
MAMMA DI LUCA “Sì, amore. Il dottore ci aiuterà.”
GINEVRA “Non voglio entrare. Devo controllare che tu sei qui.

Devi dirmi che non te ne vai. Tre volte.

Devi dirmelo tre volte.”
MAMMA DI GINEVRA “Sono qui, piccola. Non me ne vado.

Sono qui. Sono qui.”
Matteo abbassa il fumetto e osserva. Si avvicina a Luca.
MATTEO “Ehi. Anche tu hai il cervello che fa i dispetti?”
LUCA “Il cervello non fa dispetti. Sono io che sono strano.”
Una frase che pesa tantissimo

“Sono io che sono strano.”

MATTEO “No. Ti sbagli. È il cervello.

Il mio, per un po’, mi obbligava a contare tutti i quadretti del pavimento della mia cameretta.

Se sbagliavo, dovevo ricominciare.

Era stremante.”
GINEVRA “Anche il mio…

il mio mi dice che se non controllo che la mamma è qui, le succede qualcosa di brutto.

E mi fa sentire la pancia piena di farfalle cattive.”
🦋
“Le farfalle cattive”

Le parole di Ginevra per raccontare una paura difficile da spiegare.

MATTEO Si avvicina anche a lei, parlando con la voce calma di chi ci è passato.

“Ah, le farfalle cattive. Le conosco.

La mia mi diceva che non dovevo toccare la maniglia della porta, perché c’era una malattia terribile.”
LUCA “Ma… ma allora non sono pazzo?”
MATTEO Ride un po’.

“No. Sei un guerriero.

Noi siamo i guerrieri che combattono contro il cervello dispettoso.

Lui ci lancia dei pensieri-cattivi e dei movimenti-strani, e noi dobbiamo imparare a schivarli.”
🛡️

“No.
Sei un guerriero.”

GINEVRA “Io non mi sento un guerriero. Mi sento piccola.”
MATTEO “Anche i guerrieri a volte hanno paura.

La dottoressa… è un po’ come la nostra allenatrice.

Ci dà le armi per combattere.”
LUCA “Che armi?”
MATTEO “A me ha dato delle carte con su scritto ‘STOP!’ da tirare fuori quando inizio a contare.

E degli esercizi per le mani, così quando sento che le spalle devono scattare, stringo una palla di gomma invece.”
Nel racconto

Matteo sta raccontando ai due bambini gli strumenti e le strategie che dice di aver ricevuto durante il proprio percorso. Non sta prescrivendo una terapia: sta condividendo la sua esperienza.

GINEVRA “E… e a me potrebbe darmi un’arma per le farfalle cattive?”
MATTEO “Probabile.

A me aveva dato uno ‘scacciapensieri’: un barattolo dove butto dentro un foglietto con scritto il pensiero-cattivo, e poi chiudo il coperchio.

Simbolicamente, lo intrappolo lì.”

Poi quella porta si apre

La porta dello studio si apre.

L’infermiera chiama:
“Ginevra!”
GINEVRA Si aggrappa di nuovo alla mamma, terrorizzata.

“No!”
MATTEO “Ricorda, è la tua allenatrice.

E ricorda… noi guerrieri siamo in tanti. Non sei sola. ”
Ginevra guarda Matteo, poi Luca.

Fa un cenno con la testa.

Si alza, tenendo stretta la mano della mamma, e si avvia verso la porta.

Si volta un’ultima volta verso di loro.
GINEVRA

“Grazie, guerriero.”

Matteo le fa un cenno d’incoraggiamento.
Luca lo guarda con ammirazione.
LUCA “Quindi… non sono strano.”
MATTEO “No.

Sei solo in battaglia.
Ma ora hai degli alleati.
”
🛡️ 🤝 🛡️

Non sei strano.

Sei solo in battaglia.
Ma ora hai degli alleati.

Tre bambini, tre parole

👦
LUCA Comprensione

Scopre che ciò che gli accade non significa essere “strano”.

👧
GINEVRA Coraggio

Ha ancora paura, ma riesce ad attraversare quella porta tenendo la mano della mamma.

🛡️
MATTEO Alleanza

Trasforma la propria esperienza in una mano tesa verso chi sta iniziando il percorso.

🌤️

Il coraggio condiviso

I due ragazzi si scambiano un piccolo sorriso.

Nella sala d’attesa, per la prima volta, l’aria non sa più di paura, ma di coraggio condiviso.

Podcast 20 I Guerrieri del Cervello Dispettoso
La Stanza dei Rumori Forti

Perché anche chi combatte può avere paura.
E sapere di non essere soli può cambiare il modo di affrontare la battaglia.

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