Il parco sotto casa può salvarci dal caldo
Ma prima dobbiamo smettere di guardare il degrado e passare oltre
A chi legge,
oggi questa Voce nasce da Bari.
Da un piccolo parco di quartiere in via De Laurentis.
Non da un grande progetto.
Non da un’opera da milioni di euro.
Non da qualcosa che deve essere costruito da zero.
Da qualcosa che esiste già.
Un giardino.
Degli alberi.
Delle panchine.
Uno spazio pubblico.
Soprattutto adesso.
Perché fuori fa caldo.
Molto caldo.
E quando le temperature salgono, una città fatta soltanto di cemento, automobili, palazzi e asfalto diventa ancora più difficile da vivere.
Poi entri in un parco.
Trovi un albero.
Trovi dell’ombra.
Trovi una panchina.
E capisci quanto possa essere importante avere un piccolo spazio verde a pochi passi da casa.
Non serve necessariamente attraversare la città.
Non serve prendere l’automobile.
Non serve andare lontano.
Serve poter scendere dal proprio palazzo e trovare un luogo dignitoso dove sedersi.
Ed è proprio qui che nasce la domanda.
Perché lasciamo degradare ciò che potrebbe aiutarci?
Il parchetto di via De Laurentis potrebbe essere un piccolo patrimonio del quartiere.
Ma se uno spazio verde viene lasciato nell’incuria, se le attrezzature si deteriorano, se aumentano rifiuti e sporcizia, se le panchine non vengono curate e se nessuno interviene quando qualcosa si rompe, quel patrimonio lentamente perde la propria funzione.
Ed è un peccato enorme.
Perché un parco di vicinanza non è semplicemente qualche albero piantato tra i palazzi.
È molto di più.
È il posto dove una persona anziana può sedersi all’ombra.
È il posto dove una madre o un padre possono portare un bambino senza prendere l’automobile.
È il posto dove due ragazzi possono incontrarsi.
È il posto dove qualcuno può leggere.
È il posto dove una persona sola può vedere altre persone.
È il posto dove, durante una giornata caldissima, possiamo trovare almeno un po’ di ombra.
Non chiediamo un favore. Chiediamo cura.
Questa Voce non nasce per attaccare qualcuno.
E non vuole trasformare una panchina sporca nell’ennesimo scontro politico.
Vuole fare qualcosa di molto più semplice.
Segnalare.
Documentare.
Chiedere.
E possibilmente ottenere una risposta.
Perché la manutenzione del verde e del patrimonio pubblico non dovrebbe diventare una battaglia ideologica.
Un cestino pieno non è di sinistra.
Un gioco per bambini danneggiato non appartiene alla maggioranza o all’opposizione.
Appartiene alla città.
E quando qualcosa appartiene a tutti, tutti dovremmo avere interesse a conservarlo.
Ma anche noi cittadini abbiamo una responsabilità
Ed è qui che questa Voce vuole fare qualcosa di diverso.
Non voglio soltanto mostrarvi una fotografia del degrado.
Voglio proporre un piccolo gesto collettivo.
Quando incontrate nel vostro quartiere un parco abbandonato, un gioco rotto, una panchina danneggiata, rifiuti accumulati o un’altra situazione che richiede manutenzione, non limitatevi a dire:
Fermatevi.
Se potete farlo in sicurezza, documentate il problema.
- Fate una fotografia.
- Annotate la strada.
- Indicate il punto preciso.
- Descrivete brevemente cosa avete trovato.
- Invitate l’autorità competente a verificare.
- Conservate la segnalazione e l’eventuale protocollo.
- Tornate successivamente a controllare.
Questa è partecipazione.
Non urlare.
Non insultare.
Non cercare un colpevole sui social.
Fotografiamo il problema, non le persone
C’è però una regola importante.
Quando documentiamo una situazione di degrado dobbiamo rispettare anche gli altri.
Fotografiamo la panchina.
Fotografiamo i rifiuti.
Fotografiamo il gioco rotto.
Fotografiamo l’erba incolta.
Fotografiamo ciò che deve essere sistemato.
L’obiettivo non è mettere qualcuno alla gogna.
L’obiettivo è documentare un problema.
Una fotografia da sola non basta
Poi viene la parte più importante.
La foto deve arrivare a qualcuno.
A Bari le segnalazioni e i suggerimenti possono essere indirizzati agli uffici comunali competenti e all’Ufficio Relazioni con il Pubblico.
Quando fate una segnalazione formale, conservatene una copia.
Se ricevete un numero di protocollo, conservatelo.
Se utilizzate un sistema digitale che permette di seguire la pratica, controllate successivamente lo stato della segnalazione.
Perché partecipazione significa anche questo:
Facciamo una mappa del degrado. Ma anche delle soluzioni.
E allora lancio una proposta ai lettori di Futurabile.
Guardate il vostro quartiere.
Non soltanto Bari.
Ovunque ci stiate leggendo.
Se trovate un piccolo parco che avrebbe bisogno di attenzione, documentatelo.
Raccontateci dove si trova.
Spiegateci cosa non funziona.
Ma facciamo anche un’altra cosa.
Quando una segnalazione viene risolta, fotografiamo nuovamente quel luogo.
Perché dobbiamo imparare a raccontare non soltanto ciò che non funziona.
Dobbiamo raccontare anche ciò che viene sistemato.
Se oggi fotografiamo una panchina rotta e tra un mese quella panchina viene riparata, facciamo un’altra fotografia.
Questa sarebbe una bellissima forma di cittadinanza attiva.
I parchi di vicinanza sono una piccola grande infrastruttura sociale
Abbiamo passato anni a considerare il verde urbano quasi come un ornamento.
Qualche albero.
Qualche panchina.
Un’aiuola.
Ma nelle città sempre più calde dobbiamo iniziare a guardarlo diversamente.
Il parco vicino casa può essere un luogo di sollievo.
Può ridurre l’isolamento.
Può favorire il movimento.
Può permettere ai bambini di giocare.
Può offrire agli anziani uno spazio di socialità.
Può creare relazioni tra persone che abitano nello stesso quartiere e che magari non si sono mai parlate.
E soprattutto può restituirci una cosa che nelle città stiamo perdendo:
Per questo costruire nuovi parchi è importante.
Ma prima ancora di costruirne altri, dobbiamo prenderci cura di quelli che abbiamo già.
👁️🗨️ Riflessione del Visionario Invisibile
Forse abbiamo commesso un errore.
Abbiamo iniziato a pensare che per migliorare una città servano sempre opere gigantesche.
A volte non è così.
A volte una città migliora quando funziona una fontanella.
Quando viene svuotato un cestino.
Quando viene riparata un’altalena.
Quando una panchina torna utilizzabile.
Quando un albero viene curato.
Quando una persona anziana può uscire di casa e trovare cento metri più avanti un luogo fresco dove fermarsi.
Sono piccole cose.
E c’è un’altra cosa che dobbiamo comprendere.
Il cittadino non deve sostituirsi all’amministrazione.
Ma non deve nemmeno diventare invisibile.
Può osservare.
Può documentare.
Può segnalare.
Può chiedere.
Può controllare.
E l’amministrazione deve ascoltare, verificare e intervenire secondo le proprie competenze.
Questo è il rapporto che vorrei vedere tra cittadini e istituzioni.
L’appello
Per questo oggi, dal parchetto di via De Laurentis a Bari, parte un invito.
Alle autorità competenti chiediamo di verificare le condizioni dell’area e di valutare gli interventi necessari.
Ai cittadini chiediamo qualcosa di altrettanto importante.
Non girate la testa.
Se vedete degrado, segnalatelo.
Se vedete un parco dimenticato, fotografatelo.
Se vedete qualcosa che può essere migliorato, documentatelo.
Ma fatelo con rispetto.
Senza insultare.
Senza distruggere.
Senza trasformare tutto in una battaglia politica.
E soprattutto senza pensare:
Perché se cento persone vedono lo stesso problema e tutte passano oltre, quel problema rimane invisibile.
Se qualcuno si ferma e lo segnala, almeno comincia a esistere anche per chi deve intervenire.
LA VOCE INVISIBILE DEL POPOLO LANCIA LA SFIDA
- Fai una fotografia del parco del tuo quartiere.
- Raccontaci dove si trova.
- Scrivi cosa dovrebbe essere sistemato.
- Invia la segnalazione all’autorità competente.
- Raccontaci nei commenti cosa hai fatto.
- Torna a controllare dopo qualche giorno o settimana.
- Se il problema viene risolto, mandaci anche la foto del risultato.
Perché non vogliamo una pagina piena soltanto di degrado.
Vogliamo una pagina piena di:
Questa sarebbe la vittoria più bella.
Non un like.
Non una visualizzazione.
📍 Bari: a chi segnalare
Per una segnalazione relativa a spazi pubblici, verde urbano, manutenzione o degrado, è possibile contattare il Comune di Bari e chiedere l’inoltro all’ufficio competente.
Una città che si prende cura delle persone
E in queste giornate di grande caldo, forse comprenderemo finalmente una cosa molto semplice:
È qualità della vita.
È comunità.
È una città che si prende cura delle persone.
— Il Visionario Invisibile
✍️ Adesso tocca a te
Hai un parco vicino casa che merita più attenzione?
Fotografalo, segnala il problema all’autorità competente e raccontacelo nei commenti.
Se il problema viene risolto, torna a fotografarlo.
Costruiamo insieme una mappa non soltanto dei problemi, ma soprattutto delle soluzioni ottenute.
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💬 Scrivi nei commenti.
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Privacy: nelle fotografie evita, quando possibile, volti riconoscibili, minori, targhe e informazioni personali non necessarie.






