Una casa non si pulisce da sola. La spesa non arriva per miracolo, i pasti non si preparano con una formula magica e una famiglia non si organizza senza tempo, fatica e responsabilità.
Eppure, quando questo lavoro non produce una busta paga, spesso diventa invisibile. Anche davanti a un incidente.
Con l’ordinanza n. 24221 del 29 luglio 2026, la Cassazione ha ribadito un principio importante: chi subisce una lesione che limita la propria capacità di occuparsi della casa può avere diritto a uno specifico risarcimento patrimoniale, distinto dal danno biologico.
Non riguarda soltanto la “casalinga” secondo il vecchio stereotipo. Il principio può interessare donne, uomini, lavoratori, pensionati e persone sole. Conta ciò che si faceva concretamente prima dell’incidente.
Il danno biologico risarcisce la compromissione della salute. Qui, invece, viene riconosciuta la perdita di una capacità produttiva: cucinare, pulire, fare acquisti, assistere i familiari e amministrare la vita quotidiana sono attività dotate di un valore economico.
Non è necessario dimostrare di aver assunto una colf. Nemmeno l’aiuto gratuito di un familiare cancella il danno. Diversamente, sarebbe tutelato meglio chi può permettersi assistenza privata rispetto a chi continua a fare tutto da solo, con dolore e maggiore fatica.
Il risarcimento, però, non scatta automaticamente. La persona deve provare:
- di avere svolto realmente attività domestiche prima del sinistro;
- che le conseguenze dell’incidente ne abbiano ridotto la capacità.
Possono servire testimonianze, documentazione sanitaria e valutazioni medico-legali. Nel caso esaminato, la riduzione della capacità domestica era stata quantificata nel 66%.
La somma viene stabilita dal giudice in via equitativa, considerando gravità e durata della menomazione, attività precedentemente svolte, situazione familiare e costo indicativo di un aiuto domestico.
La sostanza è semplice: il lavoro domestico non diventa gratuito solo perché nessuno lo mette in busta paga. Se un incidente lo rende impossibile o più faticoso, quella perdita ha un valore. E quel valore deve essere risarcito.






