Home / Signor Libero Di Scegliere / Art. 116 – Nel 2015, l’IARC (OMS) lo ha classificato come “probabile cancerogeno per l’uomo”. Non una condanna definitiva, ma un forte campanello d’allarme.

Art. 116 – Nel 2015, l’IARC (OMS) lo ha classificato come “probabile cancerogeno per l’uomo”. Non una condanna definitiva, ma un forte campanello d’allarme.

Firma la proposta “Recupero IVA per i cittadini”
Unisciti alla campagna nazionale: fino a 2.000 € in più per ogni cittadino, tracciato, equo e automatico.
✍️ Firma ora

Gli studi epidemiologici più seri (quelli pubblicati su *International Journal of Cancer* e *Mutation Research*, non i blog del cugino) hanno rilevato una correlazione: **chi è esposto a lungo al glifosato (agricoltori, giardinieri, addetti al verde) ha un rischio aumentato fino al 41% di sviluppare LNH**.

Linfoma non-Hodgkin: accenni.

E’ un tipo di tumore del sangue che colpisce i linfociti, cioè quelle cellule del nostro sistema immunitario che normalmente ci difendono da virus e batteri.
Quando questi linfociti diventano “impazziti”, si moltiplicano in modo incontrollato e formano dei linfonodi gonfi (le ghiandoline che abbiamo sotto il collo, nelle ascelle, all’inguine).

➡️ Sintomi più comuni: gonfiore ai linfonodi, stanchezza, febbriciattola, perdita di peso e sudorazioni notturne.
➡️ Non tutti i linfomi sono uguali: ci sono forme più aggressive e forme più lente, ma tutte hanno bisogno di cure specialistiche (chemioterapia, immunoterapia, radioterapia, farmaci biologici).

Le cause legali: dal campo al tribunale

– **IARC (OMS, 2015)**: “Probabile cancerogeno per l’uomo” (Gruppo 2A). 

– **EFSA/ECHA (UE) e EPA (USA)**: “Non ci sono prove sufficienti di cancerogenicità se usato secondo etichetta”. 

Proprio questo sospetto legame ha fatto nascere centinaia di migliaia di cause legali negli Stati Uniti contro Monsanto (oggi Bayer).
Gli avvocati delle vittime sostengono che:

  1. Monsanto sapeva dei possibili rischi.
  2. Non ha avvertito adeguatamente chi usava il Roundup.
  3. Ha continuato a venderlo come prodotto “sicuro”.

Ecco perché diverse giurie hanno condannato l’azienda a risarcimenti miliardari a persone che hanno sviluppato linfoma non-Hodgkin dopo anni di utilizzo del diserbante.

Tradotto: l’OMS dice “state attenti”, le agenzie europee e americane dicono “tranquilli, basta leggere le istruzioni”. Peccato che, nei campi, le istruzioni siano spesso carta straccia.

Ripercussioni per Monsanto (e Bayer)

Bayer ha già speso oltre 10 miliardi di dollari e ha stanziato 16 miliardi per gestire le cause ancora in corso.

Cause legali

Casi chiave nel tempo:

  • 2018 – Dewayne Johnson: giudice ha assegnato 289 milioni $ (poi ridotti a 78 milioni e infine a ~21 milioni $) a favore di Johnson, un giardiniere malato di linfoma non-Hodgkin, per mancata informazione sui rischi dell’erbicida. Caso pionieristico .
  • 2019 – Ed Hardeman: altra sentenza federale con risarcimento di 80 milioni $ per diagnosi simile; nello stesso anno, giuria californiana assegnò 2 miliardi $ a una coppia (poi ridotti a ~87 milioni $).
  • 2020 – Accordo globale: Bayer si impegna a pagare tra 8,8 e 9,6 miliardi $ più 1,5 miliardi $ per futuri contenziosi, per risolvere centinaia di migliaia di cause in sospeso.
  • 2024:
    • A Philadelphia: Bayer condannata a versare 78 milioni $ (3 milioni compensazione + 75 milioni punitive) a un cittadino della Pennsylvania affetto da linfoma (Reuters).
    • Miami ha visto un altro maxi risarcimento di 2,25 miliardi $ (poi ridotti) (AP News).
  • 2025:
    • In Georgia: giuria ha assegnato quasi 2,1 miliardi $ a un agricoltore con linfoma non-Hodgkin (65 milioni compensazione + 2 miliardi punitive); caso in appello (The Washington Post).
    • In Missouri: corte d’appello ha confermato un risarcimento di 1,25 milioni $ a favore di un altro vittima, sentenza in appello (Lawsuit Information Center).
    • Un’altra corte d’appello ha confermato un risarcimento di 611 milioni $ per tre querelanti, nuova appello in corso (Reuters).
  • Bayer ha predisposto risorse pari a circa 16 miliardi $ per affrontare i contenziosi, di cui oltre 10 miliardi già spesi in risarcimenti e accordi (Missouri Independent).
  • Sta anche considerando una procedura di ristrutturazione o fallimento controllato (Chapter 11) per Monsanto per gestire i contenziosi, mentre esplora nuove strategie di insediamento legale (Wall Street Journal).
  • Reputazionali: Monsanto già nota come “azienda più odiata d’America”, ulteriormente stigmatizzata.
  • Legali: centinaia di migliaia di cause ancora aperte; Bayer valuta anche l’uso del Chapter 11 (fallimento controllato per Monsanto) per gestire le richieste.
  • Regolatorie:
    • In UE la licenza è stata rinnovata ma con forti restrizioni.
    • In alcuni paesi (es. Austria, Sri Lanka, Messico) il glifosato è stato bandito o limitato.

In breve

– Lato medico: legame plausibile, ma non matematico, tra esposizione prolungata al glifosato e linfoma non-Hodgkin. 

– Lato giudiziario: le corti americane hanno deciso che la correlazione basta e avanza per condannare. 

– Lato consumatore: se pensi che “tanto lo vendono, quindi è sicuro”, ricordati che lo dicevano anche delle sigarette negli anni ’60. 

Quindi, quando parliamo di glifosato non parliamo solo di erba secca nei campi, ma di un gigante della chimica che oggi si difende in tribunale dall’accusa più grave: aver contribuito a far ammalare migliaia di persone.

Le considerazioni del Sig. Libero di Scegliere

E qui arriva la parte divertente (si fa per dire): 

– Un’azienda produce un diserbante. 

– Un’altra divisione della stessa azienda vende farmaci per curare il tumore che quel diserbante viene accusato di causare. 

Non è la trama di un film di Oliver Stone, è il capitalismo 4.0. 

La verità? La scienza non ha ancora messo il timbro definitivo: il glifosato non è stato condannato senza appello. Ma le sentenze parlano, e parlano forte. 

E quando una multinazionale paga miliardi per “evitare il rischio di processi infiniti”, la domanda sorge spontanea: se fosse davvero acqua fresca, non basterebbe un bicchiere per spegnere l’incendio?

Conclusione: il glifosato è ancora legale, ma il dubbio resta più verde dell’erba che promette di sterminare.

Con le sue tempistiche la comunità europea si è finalmente mossa ! Scoprilo nella PARTE 3

Fonti

– IARC (OMS) Monograph 112, 2015 

– EFSA Journal, 2015; ECHA, 2017 

– Zhang L. et al., *Mutation Research/Reviews*, 2019 (meta-analisi +41% rischio LNH) 

– U.S. EPA, Glyphosate Interim Review, 2020 

– Reuters & AP News, aggiornamenti processi 2018–2025

Tag:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

� style="margin-left:10px; vertical-align:middle;"> Il tuo browser non supporta l'audio HTML5.