Home / Mattone-dopo-Mattone / Visionario invisibile / L’Italia dei condoni – Conti e Racconti –

L’Italia dei condoni – Conti e Racconti –

1992–2026: trentaquattro anni tra fisco, cartelle e sanatorie

MATTONE DOPO MATTONE · CONTI E RACCONTI

L’ITALIA DEI CONDONI

1992–2026: trentaquattro anni tra fisco, cartelle e sanatorie

Edizione speciale · A cura de Il Visionario Invisibile

Voglio accompagnarvi attraverso trentaquattro anni di condoni, scudi, rottamazioni e sanatorie. Il punto non è trasformare la cronologia in una classifica dei governi: è capire quali obblighi sono stati regolarizzati, quali somme sono rimaste dovute, quali sono state cancellate e quanto lo Stato ha effettivamente incassato.

La regola del nostro viaggio: chiamare ogni provvedimento con il suo nome.

Dopo aver seguito il debito pubblico, dobbiamo entrare in un'altra parte fondamentale della storia economica italiana. Dal 1992 a oggi lo Stato ha utilizzato più volte strumenti straordinari per chiudere, regolarizzare o ridefinire rapporti pendenti con contribuenti e cittadini. Ma attenzione: non sono tutti condoni. Un condono fiscale, una rottamazione delle cartelle, uno scudo fiscale, una voluntary disclosure e una sanatoria edilizia hanno presupposti ed effetti profondamente differenti.

La prima regola di questa analisi sarà quindi:

CHIAMARE OGNI PROVVEDIMENTO CON IL SUO NOME.

1. LA GRANDE CRONOLOGIA 1992–2026

I principali interventi nazionali

AnnoGovernoMisura principaleAmbito
1994Berlusconi ISecondo condono edilizio – L. 724/1994Abusi edilizi
2001-02Berlusconi IIScudo fiscaleCapitali/attività detenuti all'estero
2002-03Berlusconi IIL. 289/2002 – condono fiscaleImposte, dichiarazioni, accertamenti, liti
2003Berlusconi IITerzo condono edilizio – DL 269/2003Abusi edilizi
2009Berlusconi IVScudo fiscale-terCapitali e patrimoni all'estero
2010Berlusconi IVDefinizione liti fiscaliContenzioso tributario
2014-15RenziVoluntary disclosureEmersione patrimoni esteri
2016Renzi/Gentiloni*Prima rottamazioneCartelle esattoriali
2017GentiloniRottamazione-bis / definizione litiCartelle e contenzioso
2018-19Conte IRottamazione-ter / saldo e stralcioCartelle e alcuni debitori in difficoltà
2022-23Meloni*Rottamazione-quater / stralcioCarichi della riscossione
2024MeloniMisure di regolarizzazione fiscale + “Salva Casa”Fisco ed edilizia, con istituti diversi dal condono edilizio generale
2025-26MeloniRottamazione-quinquiesDeterminati carichi 2000-2023

Cronologia per provvedimento

AnnoGovernoProvvedimentoTipologiaChe cosa riguarda
1994Berlusconi IL. 724/1994, art. 39Condono edilizioRegolarizzazione straordinaria di determinati abusi edilizi
2001-02Berlusconi IIDL 350/2001 e successive modificheScudo fiscaleEmersione/rimpatrio di attività detenute all'estero
2002-03Berlusconi IIL. 289/2002Condoni e definizioni fiscaliDichiarazioni, imponibili, accertamenti, liti e altre posizioni tributarie
2003Berlusconi IIDL 269/2003, art. 32 → L. 326/2003Condono edilizioNuova sanatoria straordinaria di determinati abusi
2009Berlusconi IVDL 78/2009, art. 13-bis e modificheScudo fiscale-terAttività finanziarie e patrimoniali detenute all'estero
2011Berlusconi IVDL 98/2011Definizione liti fiscaliDeterminate controversie tributarie pendenti
2014-15RenziL. 186/2014Voluntary disclosureEmersione spontanea di attività e imponibili non dichiarati
2016RenziDL 193/2016RottamazioneDefinizione agevolata dei carichi affidati alla riscossione
2017GentiloniDL 148/2017Rottamazione-bisEstensione/riapertura della definizione agevolata
2018Conte IDL 119/2018Rottamazione-ter e “pace fiscale”Cartelle e diverse definizioni agevolate
2019Conte IL. 145/2018Saldo e stralcioRiduzione di determinati debiti per persone fisiche in difficoltà
2021DraghiDL 41/2021Stralcio cartelleCancellazione automatica di determinati vecchi carichi fino a €5.000
2022-23MeloniL. 197/2022Rottamazione-quater + stralcioCarichi della riscossione e altre definizioni agevolate
2024MeloniDL 69/2024Salva CasaRegolarizzazione di determinate difformità edilizie
2025-26MeloniL. 199/2025Rottamazione-quinquiesDeterminati carichi affidati alla riscossione 2000-2023

Questa prima tabella identifica i principali interventi nazionali. Il governo indicato è quello che ha approvato il provvedimento principale; non costituisce una valutazione politica.

fot Questa tabella ci mostra già una cosa: l'utilizzo di strumenti straordinari o agevolati attraversa governi e maggioranze differenti. Per questo il fenomeno va studiato come elemento della storia fiscale italiana, non come etichetta da attribuire a una sola parte politica.

2. IL CONDONO FISCALE DEL 2002-2003

Uno dei provvedimenti più ampi del periodo è la legge 27 dicembre 2002 n. 289, approvata durante il Governo Berlusconi II. Non conteneva un unico condono. Conteneva diversi strumenti. Tra questi figurava l'articolo 9:

“DEFINIZIONE AUTOMATICA PER GLI ANNI PREGRESSI”

La norma consentiva, alle condizioni previste, di definire automaticamente periodi d'imposta precedenti. La legge prevedeva inoltre altre forme di integrazione e definizione.

La Camera conserva il testo normativo originale: l'articolo 9 stabiliva espressamente la possibilità di richiedere la definizione automatica per le imposte e per i periodi interessati dalla disposizione.

Perché è importante? Perché qui siamo molto più vicini al concetto tradizionale di: CONDONO FISCALE. Non dobbiamo quindi mettere questa misura sullo stesso piano della successiva rottamazione di una cartella.

3. ROTTAMARE UNA CARTELLA NON SIGNIFICA NECESSARIAMENTE CANCELLARE L'IMPOSTA

Arriviamo al 2016. Con il DL 193/2016, durante il Governo Renzi, viene introdotta la prima grande definizione agevolata comunemente conosciuta come:

ROTTAMAZIONE DELLE CARTELLE.

Il principio cambia.

Il contribuente deve corrispondere le somme previste dalla disciplina agevolativa, mentre vengono eliminate determinate componenti accessorie, in particolare sanzioni e interessi di mora.

Per questo scrivere semplicemente: “Lo Stato ha cancellato le tasse” sarebbe scorretto. Bisogna vedere che cosa viene effettivamente cancellato.

4. ROTTAMAZIONE-BIS — 2017

Il Governo Gentiloni interviene con il DL 148/2017.

La nuova definizione comprende anche debiti affidati alla riscossione nei primi nove mesi del 2017 e introduce possibilità di rientro per alcune posizioni precedentemente escluse o decadute.

Qui abbiamo anche un dato economico ufficiale interessante. La relazione tecnica prevedeva per questa edizione: €2,070 MILIARDI DI INCASSI di cui: €1,656 miliardi nel 2018 e €414 milioni nel 2019. Alla prima rata del luglio 2018 risultavano incassati circa: €435 MILIONI. previsione → adesioni → riscossione effettiva.

5. ROTTAMAZIONE-TER — 2018

Con il Governo Conte I arriva il DL 119/2018. Nasce la: ROTTAMAZIONE-TER. La misura interessa determinati debiti affidati alla riscossione e permette la definizione senza il pagamento di alcune componenti accessorie previste dalla disciplina. Non tutti i debiti sono però ammessi.

Per esempio risultavano esclusi, fra gli altri, determinati crediti derivanti da condanne della Corte dei conti, recuperi di aiuti di Stato illegittimi e multe o ammende derivanti da sentenze penali.

Quindi anche una “rottamazione” possiede confini precisi.

6. IL SALDO E STRALCIO DEL 2019

Qui incontriamo uno strumento ancora differente. La Legge 145/2018, applicata nel 2019, introduce il: SALDO E STRALCIO. Era destinato esclusivamente a determinate persone fisiche in grave e comprovata difficoltà economica. Tra i requisiti era previsto un ISEE del nucleo familiare non superiore a: €20.000. La misura riguardava determinate tipologie di debiti affidati alla riscossione tra il 2000 e il 2017.

In questo caso non abbiamo soltanto l'eliminazione di sanzioni e interessi. È prevista anche:

UNA RIDUZIONE DELLE SOMME DOVUTE.

Quindi: rottamazione ≠ saldo e stralcio.

7. LO STRALCIO DEL 2021

Durante il Governo Draghi viene introdotto, attraverso il DL 41/2021, un altro istituto. Determinate posizioni di importo residuo fino a: €5.000 relative a vecchi carichi affidati alla riscossione vengono annullate alle condizioni stabilite dalla legge, comprese quelle reddituali previste. Anche qui siamo davanti a qualcosa di differente dalla normale rottamazione:

STRALCIO AUTOMATICO DI DETERMINATI CARICHI.

numero delle posizioni cancellate; valore nominale; effettiva recuperabilità di quei crediti. È essenziale perché cancellare contabilmente un credito vecchio e sostanzialmente inesigibile non equivale a rinunciare a denaro che sarebbe stato certamente riscosso.

8. ROTTAMAZIONE-QUATER — 2023

La legge di bilancio 2023, L. 197/2022, approvata durante il Governo Meloni, introduce una nuova definizione agevolata: ROTTAMAZIONE-QUATER. Interessa determinati carichi affidati alla riscossione dal: 1° gennaio 2000 al: 30 giugno 2022. Il contribuente aderente corrisponde il capitale e le componenti previste dalla legge, beneficiando dell'esclusione di determinate sanzioni e interessi.

Anche questa misura non può essere descritta semplicemente come: “cancellazione delle tasse”. È una:

DEFINIZIONE AGEVOLATA DEL DEBITO ISCRITTO ALLA RISCOSSIONE.

9. ROTTAMAZIONE-QUINQUIES — 2026

Arriviamo alla misura più recente. La Legge di bilancio 2026, n. 199/2025, introduce la:

ROTTAMAZIONE-QUINQUIES.

La misura principale riguarda carichi affidati all'Agente della riscossione dal: 1° gennaio 2000 al: 31 dicembre 2023 derivanti da determinate fattispecie di omesso versamento. Tra queste figurano imposte risultanti dai controlli automatici e formali delle dichiarazioni e determinati contributi previdenziali INPS.

Per le posizioni ammesse il contribuente versa essenzialmente il capitale e determinate spese, senza corrispondere sanzioni, interessi e interessi di mora secondo quanto previsto dalla legge.

In caso di pagamento rateale è previsto dal 1° agosto 2026 un interesse del: 3% ANNUO. La rateizzazione può estendersi fino al 2035. Nel 2026 la disciplina è stata inoltre estesa, subordinatamente alla decisione degli enti interessati, a determinate entrate di Regioni ed enti locali.

10. SCUDI FISCALI: UN'ALTRA STORIA ANCORA

Dobbiamo creare una categoria autonoma per gli: SCUDI FISCALI. Qui il problema principale non è una normale cartella esattoriale. Riguarda attività finanziarie o patrimoniali detenute all'estero in violazione degli obblighi previsti. Nel nostro periodo incontriamo principalmente: 2001-2002 — Governo Berlusconi II e 2009 — Governo Berlusconi IV. Le modalità e gli effetti devono essere analizzati separatamente.

Perché rimpatriare o regolarizzare patrimonio precedentemente non dichiarato è concettualmente diverso dal definire una cartella derivante da un'imposta già dichiarata.

11. VOLUNTARY DISCLOSURE — 2014-2015

Durante il Governo Renzi arriva invece la:

VOLUNTARY DISCLOSURE.

Legge: 186/2014. La logica è ancora diversa. Si tratta di una procedura di collaborazione volontaria attraverso la quale il contribuente fa emergere attività e imponibili non correttamente dichiarati. La documentazione parlamentare riporta: 129.565 ISTANZE Attività emerse: €59,579 MILIARDI Gettito stimato: CIRCA €3,8 MILIARDI. Un'altra fonte parlamentare dell'epoca parla di circa 129 mila richieste, 60 miliardi di imponibile emerso e circa 3,8 miliardi di gettito stimato al netto degli interessi.

È importante la parola: STIMATO. Nel documento definitivo distingueremo sempre stime e incassi effettivamente contabilizzati.

12. PASSIAMO AGLI ABUSI EDILIZI

Qui dobbiamo cambiare completamente capitolo.

I tre grandi condoni edilizi nazionali

CondonoAnnoGovernoNorma
Primo1985Craxi IL. 47/1985
Secondo1994Berlusconi IL. 724/1994, art. 39
Terzo2003Berlusconi IIDL 269/2003 → L. 326/2003

L'Italia ha avuto tre grandi condoni edilizi nazionali: Il primo è precedente al nostro periodo 1992-2026, ma dobbiamo citarlo perché spiega la sequenza storica. La documentazione della Camera conferma esplicitamente che la sanatoria del 2003 seguiva i precedenti condoni del 1985 e 1994.

13. IL CONDONO EDILIZIO DEL 1994

Il secondo condono viene introdotto con:

LEGGE 724/1994 — ARTICOLO 39.

La domanda di sanatoria doveva essere presentata al Comune secondo termini, requisiti e procedure stabiliti dalla normativa.

La documentazione parlamentare ricorda che per il secondo condono la domanda, accompagnata dalla prova dell'oblazione, doveva essere presentata entro il 31 marzo 1995; la disciplina contemplava inoltre meccanismi di silenzio-assenso alle condizioni previste.

Successivamente intervennero ulteriori disposizioni sui procedimenti ancora pendenti.

14. IL TERZO CONDONO EDILIZIO — 2003

Il Governo Berlusconi II introduce con l'articolo 32 del DL 269/2003, poi convertito nella L. 326/2003, una nuova sanatoria. La disciplina riguarda determinate opere abusive ultimate entro: 31 MARZO 2003. La normativa stabiliva limiti anche dimensionali.

Per esempio, la documentazione parlamentare ricorda il limite di 750 metri cubi per singola unità nelle fattispecie previste e, per determinati ampliamenti, il limite del 30% della volumetria esistente o alternativamente 750 metri cubi.

Ma anche in questo caso esistevano esclusioni, vincoli e rapporti complessi con la legislazione regionale. Per questo non è corretto affermare: “Nel 2003 qualsiasi abuso poteva essere condonato.” Non era così.

15. E IL SALVA CASA DEL 2024?

Qui dobbiamo essere particolarmente precisi. Con il Governo Meloni viene approvato il:

DL 69/2024 — “SALVA CASA”.

Il provvedimento interviene sulle procedure edilizie e sulle possibilità di regolarizzazione di determinate difformità.

Il MIT lo presenta come un intervento concentrato sulle difformità di minore gravità, comprese determinate difformità formali, parziali e situazioni legate alla disciplina della doppia conformità.

Quindi nel nostro articolo non lo chiamerei quarto condono edilizio. Lo indicherei correttamente come:

REGOLARIZZAZIONE/SANATORIA DI DETERMINATE DIFFORMITÀ.

Le linee applicative prevedono inoltre sanzioni economiche. Per alcune procedure in sanatoria gli importi possono variare, a seconda della fattispecie, tra: €1.032 e €10.328 oppure: €516 e €5.164.

Il provvedimento ha inoltre ampliato, alle condizioni previste, alcune tolleranze costruttive per immobili realizzati prima del 24 maggio 2024, con soglie differenziate in funzione della superficie.

16. LA TABELLA CHE CI IMPEDISCE DI CONFONDERE TUTTO

Che cosa viene pagato, ridotto o regolarizzato

StrumentoImposta/capitaleSanzioniInteressiChe cosa regolarizza
Condono fiscaleDipende dalla disciplinaAgevolazioni possibiliAgevolazioni possibiliPregresse violazioni fiscali
RottamazioneGeneralmente resta dovuto secondo la disciplinaEliminabiliEliminabili in parte/tutto secondo leggeCarichi della riscossione
Saldo e stralcioPuò essere ridottoRidotte/eliminateRidotti/eliminatiDeterminati debiti e contribuenti
StralcioPuò essere cancellatoCancellate con il caricoCancellati con il caricoVecchi carichi individuati dalla legge
Scudo fiscaleRegime straordinarioRegime specificoRegime specificoAttività detenute all'estero
Voluntary disclosureImposte dovute secondo disciplinaRiduzioni previsteDovuti secondo disciplinaEmersione spontanea
Condono edilizioNon è questa la logicaOblazioni/oneri—Determinati abusi edilizi
Sanatoria edilizia ordinaria/straordinaria—Sanzioni previste—Determinate difformità edilizie

ficiali è questa:verno ecc Questa è una delle tabelle che terrei assolutamente nell'articolo finale.

17. LA DOMANDA PIÙ IMPORTANTE: QUANTO INCASSA DAVVERO LO STATO?

Qui inizia l'analisi economica. Supponiamo che lo Stato abbia: €100 MILIARDI DI CREDITI ISCRITTI A RUOLO. Non significa automaticamente che possa incassare €100 miliardi. Una parte può appartenere a: società fallite; imprese cessate; persone decedute; soggetti senza patrimonio aggredibile; crediti prescritti o contestati; posizioni già oggetto di procedure concorsuali;

debitori incapienti. Per questo dobbiamo distinguere: CREDITO NOMINALE da:

CREDITO EFFETTIVAMENTE RISCUOTIBILE.

Questa distinzione diventerà fondamentale quando analizzeremo il gigantesco magazzino dei crediti affidati alla riscossione.

18. EVASORE E DEBITORE NON SONO NECESSARIAMENTE LA STESSA PERSONA

Questo è uno dei concetti più importanti dell'intero capitolo. Immaginiamo due contribuenti. CONTRIBUENTE A Dichiara: €10.000 di imposte. Ma non riesce a versarle. Il debito arriva alla riscossione. CONTRIBUENTE B Avrebbe dovuto dichiarare: €10.000 di imposte. Non dichiara nulla. L'Amministrazione non ha ancora scoperto la violazione. Entrambi possono aver sottratto temporaneamente risorse all'Erario.

Ma amministrativamente e fiscalmente le loro posizioni sono completamente differenti. Il primo ha:

UN DEBITO FISCALE CONOSCIUTO.

Il secondo rappresenta:

BASE IMPONIBILE NON DICHIARATA.

Per questo:

EVASIONE FISCALE ≠ CARTELLE ESATTORIALI.

19. E UNA CARTELLA NON È TUTTA “TASSA EVASA”

Una cartella può contenere differenti componenti: capitale; sanzioni; interessi; interessi di mora; spese; e altre componenti previste dalla disciplina applicabile. Quando una rottamazione elimina sanzioni e interessi ma mantiene il capitale, non possiamo dire che lo Stato abbia cancellato l'intero debito originario. Al contrario, quando una norma dispone lo stralcio dell'intero carico, la situazione è differente.

Questo sarà il nostro criterio per confrontare tutte le misure.

20. PERCHÉ I GOVERNI UTILIZZANO QUESTI STRUMENTI?

Le motivazioni dichiarate e gli effetti possono essere diversi. Tra gli obiettivi possono esserci: accelerare la riscossione; ridurre il contenzioso; incassare rapidamente risorse; far emergere capitali non dichiarati; gestire crediti difficilmente recuperabili; consentire il rientro di contribuenti in difficoltà; ripulire il magazzino della riscossione; regolarizzare determinate situazioni edilizie.

Ma l'esistenza di questi obiettivi non dimostra automaticamente che una misura abbia funzionato. Per stabilirlo dobbiamo confrontare: OBIETTIVO con: RISULTATO.

21. IL PROBLEMA DELLE ASPETTATIVE

C'è poi una questione economica più profonda. Se una definizione agevolata viene presentata come eccezionale e non viene più ripetuta, il contribuente non può ragionevolmente farne affidamento per il futuro. Se invece strumenti analoghi vengono riproposti frequentemente, può nascere un problema di aspettative: “Perché pagare subito sanzioni e interessi se potrebbe arrivare un'altra definizione?”

Questa è una questione di tax compliance, cioè di comportamento spontaneo del contribuente. Ma dobbiamo trattarla correttamente. Non possiamo affermare che ogni rottamazione provochi automaticamente maggiore evasione. Dobbiamo verificare studi, dati e valutazioni istituzionali.

22. LA DOMANDA DEL VISIONARIO INVISIBILE

Ed eccoci alla domanda che non voglio trasformare in uno slogan politico. Dal 1992 al 2026 governi differenti hanno utilizzato: condoni; definizioni agevolate; scudi; voluntary disclosure; rottamazioni; saldo e stralcio; stralci; sanatorie edilizie. La domanda quindi non può essere soltanto:

CHI HA FATTO PIÙ CONDONI?

Sarebbe troppo semplice. Dobbiamo chiedere: Quanto debito era coinvolto? Quanto era realmente recuperabile? Quanto ha pagato il contribuente? Quanto gli è stato abbuonato? Quanto prevedeva di incassare lo Stato? Quanto ha realmente incassato? Quanti contribuenti hanno aderito? Quanti sono decaduti? Quanto contenzioso è stato eliminato? Quanto è costata amministrativamente l'operazione?

E soprattutto:

DOPO LA SANATORIA, LA RISCOSSIONE È MIGLIORATA?

Questa è la domanda economica.

LA RIFLESSIONE DEL VISIONARIO INVISIBILE

Pagare le tasse non è soltanto un rapporto tra cittadino e Agenzia delle Entrate. È un patto. Chi paga oggi deve poter credere che anche gli altri saranno chiamati a pagare. Chi non riesce realmente a pagare deve poter trovare strumenti sostenibili per rientrare. Chi ha un debito praticamente inesigibile non può essere contabilmente trattato come se domani mattina lo Stato potesse incassarlo integralmente.

Ma allo stesso tempo chi paga regolarmente non deve avere la sensazione che aspettare sia economicamente più conveniente. È qui che una definizione agevolata smette di essere soltanto una questione contabile. Diventa:

UNA QUESTIONE DI FIDUCIA.

E forse il numero più importante non è quanti miliardi vengono scritti nelle cartelle. È quanti miliardi lo Stato riesce realmente a riscuotere mantenendo contemporaneamente credibile il principio:

CHI DEVE PAGARE, PAGA.

Nel prossimo passaggio dovremo quindi aprire il magazzino della riscossione. E fare una cosa che raramente viene fatta quando si parla di “mille miliardi di cartelle”:

CONTARE QUANTI DI QUEI MILIARDI SONO DAVVERO RECUPERABILI.

Solo allora potremo giudicare economicamente — non politicamente — che cosa significano davvero rottamazioni, stralci e sanatorie.

IL VISIONARIO INVISIBILE

Conti e Racconti — Mattone dopo Mattone

FONTI ISTITUZIONALI DEL CAPITOLO

Normativa condono fiscale 2002: Camera dei Deputati, L. 289/2002, compresa la “definizione automatica per gli anni pregressi”.

Rottamazione-bis: Agenzia delle Entrate-Riscossione; la relazione tecnica stimava €2,070 miliardi di incassi e al luglio 2018 risultavano circa €435 milioni relativi alla prima rata.

Rottamazione-ter e saldo e stralcio: Agenzia delle Entrate-Riscossione. Voluntary disclosure: documentazione della Camera dei Deputati: 129.565 istanze, circa €59,6 miliardi di attività emerse e gettito stimato intorno a €3,8 miliardi. Condoni edilizi: documentazione parlamentare della Camera sulla successione 1985-1994-2003 e sulla disciplina del terzo condono.

Salva Casa: Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, comprese disciplina delle difformità e indicazioni sulle sanzioni delle nuove procedure di sanatoria. Rottamazione-quinquies 2026: Agenzia delle Entrate-Riscossione, L. 199/2025 e successive disposizioni del

LA DISQUISIZIONE DEL VISIONARIO INVISIBILE

Quando l'eccezione diventa una consuetudine Abbiamo messo in fila gli anni. Abbiamo messo in fila i governi. Abbiamo incontrato condoni fiscali, condoni edilizi, scudi fiscali, voluntary disclosure, definizioni agevolate, rottamazioni, saldo e stralcio e cancellazioni di vecchi carichi. Sono provvedimenti differenti. Non possono essere messi tutti nello stesso contenitore. E proprio per questo, dopo averli studiati uno per uno, voglio fare una cosa diversa.

Voglio guardarli dalla parte del cittadino.

DUE CITTADINI DAVANTI ALLA STESSA IMPOSTA

Immaginiamo due persone che devono versare allo Stato: 10.000 EURO. Il primo paga tutto alla scadenza. Magari rinuncia a una vacanza. Rinvia l'acquisto dell'automobile. Chiede un prestito. Utilizza i propri risparmi. Ma paga. Il secondo non paga. Passano gli anni. Sul suo debito possono accumularsi sanzioni e interessi.

Poi arriva una definizione agevolata che, se la sua posizione rientra nei requisiti stabiliti dalla legge, gli permette di versare il capitale senza alcune delle componenti aggiuntive.

La domanda del primo cittadino diventa inevitabile:

HO FATTO BENE A PAGARE SUBITO?

Non è una domanda politica. È una domanda economica. Ed è soprattutto una domanda sulla:

FIDUCIA NEL SISTEMA FISCALE.

MA FERMIAMOCI: NON TUTTI QUELLI CHE NON PAGANO SONO UGUALI

Sarebbe profondamente sbagliato fermarci all'esempio precedente. Esiste chi decide deliberatamente di nascondere redditi. Ma esiste anche l'imprenditore che ha dichiarato le imposte e poi non possiede più la liquidità per pagarle. Esiste chi perde il lavoro. Esiste l'impresa che fallisce. Esiste chi contesta legittimamente una pretesa tributaria. Esiste il contribuente che commette un errore. Esistono società cessate. Esistono persone decedute senza patrimonio sufficiente.

Ed esistono crediti talmente vecchi da avere probabilità di riscossione molto limitate. Mettere tutte queste persone nella categoria: “EVASORI” sarebbe sbagliato. Ed è proprio per questo che abbiamo imparato una delle distinzioni più importanti del nostro viaggio:

EVASIONE ≠ DEBITO FISCALE ≠ CARTELLA ≠ CREDITO INESIGIBILE.

IL PROBLEMA NON È SOLTANTO QUANTO LO STATO CANCELLA

C'è una domanda ancora precedente:

QUANTO DI QUEL CREDITO AVREBBE DAVVERO POTUTO INCASSARE?

Supponiamo che lo Stato abbia sulla carta: 100 miliardi di crediti. Se 30 miliardi appartengono a soggetti economicamente solidi, la prospettiva di riscossione è una. Se gli altri appartengono a imprese fallite, persone incapienti, società cessate o posizioni con altri ostacoli alla riscossione, la prospettiva è completamente differente. Quindi cancellare contabilmente 100 euro di credito non significa necessariamente:

PERDERE 100 EURO DI DENARO INCASSABILE.

Questa distinzione sarà fondamentale quando analizzeremo il magazzino della riscossione.

PERCHÉ ALLORA ESISTONO LE ROTTAMAZIONI?

Guardiamole senza pregiudizi. Lo Stato può avere interesse a dire: “Pagami almeno il capitale secondo queste condizioni e chiudiamo determinate componenti accessorie.” Perché? Per ottenere liquidità. Per recuperare almeno una parte di un credito. Per ridurre il contenzioso. Per consentire a un debitore di rientrare. Per evitare procedure di riscossione che potrebbero durare anni. Per eliminare dal magazzino posizioni scarsamente recuperabili.

Economicamente può avere una logica. Ma esiste anche l'altro lato della medaglia.

SE L'ECCEZIONE ARRIVA UNA VOLTA È UN'ECCEZIONE

Se arriva continuamente può diventare: UN'ASPETTATIVA. Ed è qui che nasce il problema più delicato. Immaginiamo un contribuente perfettamente in grado di pagare. Se è convinto che non arriverà mai alcuna agevolazione, il costo del mancato pagamento è chiaro. Ma se osserva ripetutamente: rottamazione, rottamazione-bis, rottamazione-ter, rottamazione-quater, rottamazione-quinquies, può nascere una domanda: “Mi conviene pagare tutto oggi oppure aspettare?”

Non sto dicendo che questo comportamento avvenga automaticamente. Per dimostrarne l'entità servono studi empirici. Sto dicendo che il sistema deve tenere conto dell'incentivo che produce. In economia le persone non reagiscono soltanto alle regole di oggi. Reagiscono anche a ciò che si aspettano dalle regole di domani.

E QUI ARRIVA IL CITTADINO CHE HA SEMPRE PAGATO

È probabilmente il soggetto meno visibile di tutta questa storia. Non compare nelle cartelle. Non compare nelle rottamazioni. Non compare negli stralci. Non presenta domanda di condono. Non chiede la sanatoria. Ha semplicemente: PAGATO. Eppure il sistema fiscale dipende soprattutto da lui. Perché un sistema tributario non può sopravvivere soltanto grazie alla capacità dello Stato di inseguire chi non paga. Ha bisogno che milioni di cittadini e imprese continuino a ritenere normale:

PAGARE SPONTANEAMENTE.

Questa si chiama: TAX COMPLIANCE. Ed è un patrimonio invisibile dello Stato.

QUANTO VALE LA FIDUCIA?

Non compare nel bilancio pubblico. Non esiste una voce: “Fiducia dei contribuenti: 50 miliardi.” Eppure ha un enorme valore economico. Se la maggioranza delle persone paga spontaneamente, lo Stato sostiene costi di controllo e riscossione relativamente inferiori. Se cresce la convinzione che rispettare le regole sia svantaggioso, aumentano: controlli, accertamenti, contenziosi, riscossione coattiva, costi amministrativi. La fiducia fiscale è quindi una vera infrastruttura economica.

Invisibile. Ma essenziale.

LO STESSO PROBLEMA ESISTE CON GLI ABUSI EDILIZI

Cambiamo completamente settore. Immaginiamo due famiglie. La prima vuole ampliare la propria abitazione. Presenta il progetto. Rispetta le regole urbanistiche. Aspetta le autorizzazioni. Paga tecnici, contributi e oneri. Se non può costruire, non costruisce. La seconda realizza un'opera non conforme. Anni dopo interviene una sanatoria applicabile alla sua situazione. Anche qui nasce la stessa domanda:

QUALE COMPORTAMENTO STIAMO INCENTIVANDO?

Ma anche qui dobbiamo evitare la semplificazione opposta. Una piccola difformità documentale non è necessariamente equivalente a una costruzione abusiva realizzata dove non sarebbe stato possibile edificare. Per questo abbiamo distinto: condono edilizio straordinario da: sanatoria ordinaria e da: regolarizzazione di determinate difformità.

NON TUTTE LE IRREGOLARITÀ SONO UGUALI

Questo dovrebbe essere il principio fondamentale. Un conto è: una porta spostata rispetto alla planimetria. Un altro: una difformità parziale. Un altro ancora: un intero edificio realizzato abusivamente. Allo stesso modo nel fisco: un conto è un'imposta dichiarata ma non versata. Un altro è un errore. Un altro ancora è occultare intenzionalmente redditi o patrimoni. La parola: “SANATORIA” da sola non racconta abbastanza. Dobbiamo sempre chiedere:

CHE COSA STIAMO SANANDO?

LO STATO HA UN ALTRO PROBLEMA: IL TEMPO

Un credito fiscale non vive eternamente in condizioni immutate. Più passa il tempo, più può diventare difficile riscuoterlo. Un'impresa può cessare. Un patrimonio può diminuire. Un debitore può diventare insolvente. Una procedura può trascinarsi. Una controversia può richiedere anni. Per questo uno Stato deve continuamente scegliere fra due strategie:

CERCARE DI INCASSARE IL MASSIMO TEORICO

oppure

CERCARE DI INCASSARE IL MASSIMO REALISTICAMENTE RECUPERABILE.

Non sono necessariamente la stessa cifra. Ed è qui che una definizione agevolata può avere una giustificazione economica. Ma deve essere misurata.

LA DOMANDA CORRETTA NON È “QUANTO È STATO ROTTAMATO?”

La domanda corretta è:

QUANTO AVREMMO INCASSATO SENZA ROTTAMAZIONE?

Questa è molto più difficile. Se una rottamazione porta allo Stato 5 miliardi, non possiamo automaticamente dire: “Lo Stato ha guadagnato 5 miliardi.” Dobbiamo sapere quanto avrebbe incassato attraverso la riscossione ordinaria. Ma non possiamo neppure dire automaticamente: “Lo Stato ha perso tutto ciò che ha cancellato.” Perché parte di quelle somme avrebbe potuto non essere mai riscossa. Il vero confronto economico è:

SCENARIO CON AGEVOLAZIONE

contro:

SCENARIO SENZA AGEVOLAZIONE.

Ed è proprio quest'ultimo a essere difficilissimo da osservare direttamente.

ECCO PERCHÉ GUARDEREMO PREVISIONI E INCASSI REALI

Per ogni grande provvedimento cercheremo, quando i dati ufficiali lo consentono: valore nominale dei debiti coinvolti; numero delle adesioni; incasso previsto; incasso effettivo; numero di rate pagate; decadenze; credito cancellato; costi amministrativi; contenzioso eventualmente chiuso. Solo così possiamo capire se una misura ha raggiunto gli obiettivi dichiarati.

C'È POI UNA DOMANDA DI EQUITÀ

Due contribuenti con lo stesso reddito dovrebbero essere trattati in modo comparabile. Ma due contribuenti con situazioni economiche completamente differenti non sono necessariamente nella stessa condizione. Ed ecco il difficile equilibrio. Da una parte:

NON PREMIARE IL MANCATO PAGAMENTO VOLONTARIO.

Dall'altra:

NON CONDANNARE PER SEMPRE CHI È OGGETTIVAMENTE INCAPACE DI PAGARE.

Tra questi due estremi deve vivere una politica fiscale seria. Rateizzazioni. Procedure sostenibili. Controlli. Riscossione. Strumenti per le difficoltà reali. Contrasto all'evasione deliberata. E, quando necessario, pulizia dei crediti effettivamente inesigibili.

MA ALLORA I CONDONI SONO GIUSTI O SBAGLIATI?

Non darò questa risposta al lettore. Sarebbe contrario al metodo che abbiamo scelto. Un provvedimento può produrre contemporaneamente: entrate immediate; riduzione del contenzioso; recupero di crediti difficili; ma anche possibili problemi di: equità; aspettative future; fiducia dei contribuenti regolari; incentivi al pagamento spontaneo. Il nostro compito non è nascondere uno dei due lati. È mostrarli entrambi e misurarli quando i dati lo consentono.

TRENT'ANNI CI DICONO PERÒ QUALCOSA

Dal 1992 al 2026 non abbiamo incontrato un solo intervento. Ne abbiamo incontrati molti. Con nomi diversi. Con governi diversi. Con obiettivi diversi. Con platee diverse. Questo significa che il problema della riscossione e della regolarizzazione non può essere spiegato soltanto attraverso un singolo governo. È diventato:

UN PROBLEMA STRUTTURALE DEL SISTEMA ITALIANO.

Ed è forse questa la domanda più importante di tutte. Non:

“CHI HA FATTO IL CONDONO?”

Ma:

“PERCHÉ DOPO TRENT'ANNI ABBIAMO ANCORA BISOGNO DI STRUMENTI STRAORDINARI?”

LA RIFLESSIONE DEL VISIONARIO INVISIBILE

Un Paese non vive soltanto delle tasse che riesce a imporre. Vive delle tasse che i cittadini ritengono normale pagare. Una legge può recuperare miliardi. Una rottamazione può chiudere milioni di posizioni. Uno stralcio può cancellare crediti ormai irrecuperabili. Una sanatoria può risolvere situazioni ferme da decenni. Ma nessuna operazione contabile può sostituire una cosa:

LA CREDIBILITÀ DELLA REGOLA.

La regola deve essere comprensibile. Deve essere applicabile. Deve distinguere chi non può pagare da chi non vuole pagare. Deve distinguere l'errore dall'evasione. Deve distinguere la piccola difformità dall'abuso sostanziale. E soprattutto deve far percepire a chi rispetta la legge che:

RISPETTARLA CONVIENE.

Perché se il cittadino che paga sempre comincia a sentirsi il più ingenuo della stanza, abbiamo un problema molto più grande di una cartella esattoriale. Abbiamo rotto:

IL PATTO FISCALE.

E un patto fiscale rotto non si ripara con un'altra rottamazione.

Si ripara costruendo un sistema nel quale chi può pagare paga, chi evade viene individuato, chi è realmente in difficoltà può rientrare e ciò che è definitivamente inesigibile viene riconosciuto come tale.

Senza slogan. Senza trasformare ogni debitore in un evasore. Senza trasformare ogni sanatoria in un regalo. E senza raccontare che un credito scritto su un computer sia automaticamente denaro disponibile per lo Stato. Ancora una volta il metodo deve essere lo stesso: PRIMA I NUMERI. POI LE REGOLE.

POI GLI EFFETTI.

INFINE IL GIUDIZIO DEL CITTADINO.

Io non voglio dirgli cosa pensare di un condono. Voglio mettergli davanti ciò che spesso manca quando se ne discute: chi ne ha beneficiato, che cosa è stato cancellato, quanto avrebbe dovuto pagare, quanto ha realmente pagato, quanto lo Stato prevedeva di incassare, quanto ha effettivamente riscosso. A quel punto non servirà più urlare: “Condono sì.” oppure: “Condono no.” Avremo finalmente qualcosa di molto più utile. I CONTI. E dopo i conti…

IL RACCONTO.

IL VISIONARIO INVISIBILE

AGGIORNAMENTO NORMATIVO 2026

Rispetto alla bozza originale, segnalo un aggiornamento verificato: la Rottamazione-quinquies è disciplinata dalla legge n. 199/2025 per determinate categorie di carichi affidati dal 2000 al 2023. Le successive leggi n. 88/2026 e n. 113/2026 hanno disciplinato l’estensione, subordinata all’adesione degli enti interessati, alle entrate di Regioni ed enti locali. Le condizioni e le scadenze di questa estensione sono distinte da quelle della misura nazionale.

Questo aggiornamento non sostituisce i dati di consuntivo: un importo previsto, una domanda presentata e un pagamento effettivamente riscosso sono tre grandezze diverse.

FONTI E DOCUMENTI

Il testo narrativo e le tabelle riprendono il documento Word allegato «Saggio per il confronto – bozza debito pubblico negli anni», nella parte dedicata a condoni, sanatorie, scudi e rottamazioni. Le cifre riportate nella bozza come stime o dati parziali restano tali e non vanno scambiate per consuntivi definitivi.

Normattiva – testi vigenti delle leggi e dei decreti · Agenzia delle entrate-Riscossione – Legge di bilancio 2026 · Agenzia delle entrate-Riscossione – Legge 88/2026 e successive modifiche · Camera dei deputati – dossier parlamentari · Corte dei conti – relazioni sulla riscossione.

CONTI E RACCONTI · MATTONE DOPO MATTONE
A cura de Il Visionario Invisibile
Prima i numeri. Poi le regole. Poi gli effetti. Infine il giudizio del cittadino.

Avete letto l’Edizione Speciale? Scrivete nei commenti le vostre domande e osservazioni, indicando quando possibile la fonte dei dati.

Tag:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

� style="margin-left:10px; vertical-align:middle;"> Il tuo browser non supporta l'audio HTML5.