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Intelligenza artificiale e dati: non basta avere l’IA aperta | Conti e Racconti

MATTONE DOPO MATTONE · CONTI E RACCONTI

EDIZIONE SPECIALE

«TI ABBIAMO ASFALTATO»

Avere l’intelligenza artificiale aperta sul computer non significa saperla usare.

Milano, criminalità, dati carcerari e domande sbagliate: una discussione avvenuta durante una live diventa l’occasione per capire perché, anche nell’era dell’intelligenza artificiale, bisogna studiare.

A cura de Il Visionario Invisibile

L’intelligenza artificiale non serve per trovare il numero che ci dà ragione. Serve per aiutarci a trovare il dato che risponde alla domanda che abbiamo realmente posto. E quel dato, prima di utilizzarlo contro qualcuno, va verificato.

1. Tutto è cominciato da una frase

Oggi mi trovavo in una live nella quale si discuteva di immigrazione, sicurezza e criminalità a Milano.

A un certo punto ho riportato ciò che mi aveva detto mia figlia dopo aver cercato i dati più recenti. Secondo le informazioni che aveva trovato, la criminalità registrata a Milano relativa ai fenomeni che incidono più direttamente sulla vita quotidiana dei cittadini risultava in diminuzione.

Di cosa stavo parlando?

Non stavo parlando di evasione fiscale. Non stavo parlando di reati tributari. Non stavo parlando della popolazione presente nelle carceri italiane.

Stavo ponendo una domanda molto più precisa:

Che cosa sta succedendo oggi alla criminalità registrata a Milano e qual è la sua tendenza rispetto al periodo precedente?

La risposta ricevuta nella live, però, non è stata: «Vediamo insieme quali dati ha trovato tua figlia.»

Non è stata neppure: «Controlliamo se stiamo confrontando gli stessi periodi, lo stesso territorio e gli stessi reati.»

Mi sono sentito dire:

«TI ABBIAMO ASFALTATO.»

E insieme a questa frase ne è arrivata un’altra, ancora più spiacevole quando si pretende di discutere utilizzando i dati:

«TUA FIGLIA NON CAPISCE NULLA.»

A quel punto sono stati utilizzati anche dati relativi alle carceri del 2025 per contestare un’affermazione che riguardava invece l’andamento dei reati registrati a Milano.

Durante il confronto, inoltre, non sono riuscito a completare il mio ragionamento: mi è stata tolta la possibilità di intervenire.

Sono sceso dalla live. Sono andato a mangiare.

Ma invece di cercare una frase ancora più forte per rispondere, ho deciso di fare qualcosa di molto più utile:

SONO ANDATO A VERIFICARE.

2. È qui che la storia smette di riguardare soltanto Milano

La verifica mi ha portato a una conclusione molto più interessante di un semplice «avevo ragione io» oppure «avevano ragione loro».

Perché questa storia mette in evidenza un problema molto più grande: come stiamo utilizzando l’intelligenza artificiale?

AVERE CHATGPT, META AI O QUALSIASI ALTRA INTELLIGENZA ARTIFICIALE APERTA DAVANTI DURANTE UNA LIVE NON SIGNIFICA SAPERLA USARE.

Oggi basta aprire un computer, digitare una domanda e aspettare pochi secondi. Compare una risposta. Spesso compare anche un numero.

E nasce una tentazione pericolosa:

«LO DICE L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, QUINDI HO RAGIONE.»

No.

L’intelligenza artificiale è uno strumento straordinariamente potente, ma uno strumento non sostituisce il metodo di chi lo utilizza.

Avere un computer acceso durante una live non trasforma automaticamente una persona in un analista dei dati, così come possedere una calcolatrice non significa conoscere la matematica.

3. Prima dell’IA viene la domanda

Facciamo un esempio.

«DAMMI I DATI SULLA CRIMINALITÀ A MILANO.»

Sembra una domanda perfettamente normale.

Per un’analisi seria, invece, è una domanda incompleta.

QUALE CRIMINALITÀ? Furti? Rapine? Scippi? Lesioni? Reati economici? Reati tributari? Tutti i delitti?
QUALE TERRITORIO? Comune di Milano? Città metropolitana? Provincia? L’intera Lombardia?
QUALE PERIODO? 2025? 2026? Primo semestre? Anno intero?
QUALE CONFRONTO? 2026 contro 2025? Primo semestre contro lo stesso semestre?
QUALE INDICATORE? Delitti registrati? Denunce? Arresti? Detenuti?
QUALE FONTE? Prefettura? Ministero? Polizia? ISTAT? Articolo di giornale?
È QUI CHE BISOGNA STUDIARE.
NON DOPO CHE L’IA HA RISPOSTO.
PRIMA DI FARLE LA DOMANDA.

4. Il computer non pensa al posto tuo

L’intelligenza artificiale può cercare, confrontare, organizzare e sintetizzare una quantità enorme di informazioni.

Ma bisogna sapere che cosa chiederle.

Se voglio sapere se nel 2026 stanno diminuendo i reati a Milano, non posso prendere semplicemente un dato sulla popolazione carceraria del 2025 e considerare chiusa la discussione.

Sono indicatori che descrivono fenomeni differenti.

Indicatore Che cosa descrive Può rispondere direttamente alla domanda?
Delitti registrati in un periodo L’andamento dei reati registrati nel territorio e nel periodo considerato SÌ, se territorio e periodo sono quelli corretti
Furti e rapine registrati Specifiche categorie di reato SÌ, se vogliamo analizzare quei fenomeni
Popolazione detenuta Le persone presenti nel sistema penitenziario in un determinato momento NON DIRETTAMENTE
Percezione della sicurezza Come i cittadini percepiscono il rischio e l’insicurezza È UN INDICATORE DIVERSO

Una statistica sulla popolazione detenuta può essere importantissima per studiare il sistema penitenziario.

Ma non risponde automaticamente alla domanda: «I reati a Milano stanno aumentando o diminuendo?»

Un esempio semplicissimo

È come chiedere: «Quanto sta piovendo oggi a Bari?»

e sentirsi rispondere: «L’anno scorso in Puglia sono stati venduti centomila ombrelli.»

Il secondo dato potrebbe anche essere perfettamente corretto.

Ma non risponde alla prima domanda.

5. Non basta fare una domanda all’IA: bisogna costruirla

Vediamo allora come potrebbe essere formulata una richiesta metodologicamente più corretta.

PROMPT DI ESEMPIO

«Cerca prioritariamente fonti istituzionali o dichiarazioni ufficiali recenti sull’andamento dei reati nel Comune di Milano. Verifica se sono disponibili dati relativi al primo semestre 2026 e confrontali, quando metodologicamente possibile, con lo stesso periodo del 2025. Separa le diverse categorie di reato, come furti, rapine, lesioni e altri reati contro la persona e il patrimonio. Non utilizzare la popolazione carceraria come sostituto dell’indicatore relativo all’andamento corrente dei reati. Per ogni numero indicami: fonte, data della pubblicazione, periodo al quale il dato si riferisce, territorio considerato e se il dato è definitivo o provvisorio. Se non esiste un dato numerico ufficiale, dillo chiaramente e non ricavare percentuali non pubblicate.»

Questa volta abbiamo spiegato all’intelligenza artificiale:

Che cosa cercare.
L’andamento dei reati, non genericamente «la criminalità».
Dove cercarlo.
Prima di tutto nelle fonti istituzionali e ufficiali.
Quale territorio utilizzare.
Il Comune di Milano, se è quello l’oggetto della domanda.
Quale periodo confrontare.
Periodi temporalmente omogenei.
Quali categorie separare.
Furti, rapine, lesioni e altri indicatori disponibili.
Che cosa non confondere.
Popolazione detenuta e andamento corrente dei reati.
Come documentare la risposta.
Fonte, data, territorio, periodo e natura del dato.
QUESTA NON È MAGIA.
È METODO.
E IL METODO BISOGNA IMPARARLO.

6. Ma c’è un’altra regola: verificare anche quando l’IA ci dà ragione

Ed è qui che arriva forse la parte più importante di tutta questa storia.

Il risultato inizialmente ottenuto attraverso l’intelligenza artificiale riportava percentuali molto precise.

-7% Area metropolitana
>-8% Comune di Milano
-8,43% Furti
-15% Rapine

Compariva inoltre una diminuzione del 18% delle violenze sessuali.

Numeri importanti. Numeri che sembravano rafforzare completamente la posizione che avevo sostenuto.

Avrei potuto fermarmi.

Avrei potuto dire: «Vedete? Avevo ragione.»

Non l’ho fatto.

HO CONTROLLATO LA FONTE.

7. Che cosa dice davvero la Prefettura di Milano

Il 29 dicembre 2025 la Prefettura di Milano ha pubblicato il bilancio di fine anno con i vertici provinciali delle Forze di Polizia.

I dati, riferiti al 15 dicembre 2025 e indicati dalla stessa Prefettura come non ancora consolidati, mostravano rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente:

Indicatore Variazione indicata dalla Prefettura
Reati complessivi – Area metropolitana Milano -7%, circa 15.000 delitti in meno
Delitti – Comune di Milano oltre -8%, circa 10.000 reati in meno
Furti complessivi -8,43%
Furti in abitazione -13%
Furti in esercizi commerciali -12%
Furti con destrezza -9%
Furti con strappo -4,48%
Rapine -15%
Violenze sessuali -18%

ATTENZIONE: QUESTO È IL PASSAGGIO FONDAMENTALE

Queste percentuali riguardano il 2025 confrontato con l’analogo periodo del 2024.

Non possiamo prendere automaticamente il -8%, il -15% o il -18% e presentarli come variazioni del 2026 rispetto al 2025.

L’intelligenza artificiale utilizzata nella ricerca iniziale aveva quindi restituito un dato reale ma lo aveva collocato in maniera temporalmente fuorviante all’interno della risposta.

Ed è esattamente per questo che l’intelligenza artificiale va controllata.

8. E allora che cosa sappiamo del 2026?

Il 29 settembre 2026 il capo della Polizia Vittorio Pisani, parlando a Milano durante le celebrazioni per San Michele Arcangelo, ha affrontato proprio questo argomento.

Secondo Pisani, i reati risultavano in diminuzione in misura consistente già nell’anno precedente e la tendenza alla diminuzione risultava presente anche nel primo semestre del 2026.

Pisani ha inoltre richiamato un altro tema: la percezione della sicurezza non coincide necessariamente con l’andamento dei dati registrati.

Questo non significa affermare che Milano non abbia problemi di sicurezza.

Significa una cosa molto più semplice: se vogliamo descrivere statisticamente un fenomeno, dobbiamo utilizzare l’indicatore che misura quel fenomeno.

Che cosa possiamo quindi affermare?

2025: abbiamo percentuali dettagliate pubblicate dalla Prefettura, riferite al confronto con il 2024.

Primo semestre 2026: abbiamo la conferma pubblica del capo della Polizia che la tendenza alla diminuzione prosegue.

Ma nella dichiarazione citata non viene indicata una percentuale complessiva precisa.

SE ABBIAMO UNA TENDENZA, SCRIVIAMO “TENDENZA”.

SE ABBIAMO UNA PERCENTUALE, SCRIVIAMO “PERCENTUALE”.

SE NON ABBIAMO IL NUMERO, NON CE LO INVENTIAMO.

9. Torniamo al «Ti abbiamo asfaltato»

A questo punto possiamo tornare alla frase pronunciata durante quella live.

«TI ABBIAMO ASFALTATO.»

Forse è proprio questa espressione a spiegare una parte del problema.

Quando utilizziamo un dato soltanto per «asfaltare» qualcuno, rischiamo di smettere di utilizzarlo per capire.

Il dato diventa una clava.

E l’intelligenza artificiale rischia di diventare un arbitro immaginario al quale chiediamo continuamente:

«DIMMI CHE HO RAGIONE.»

Ma esiste una domanda molto più utile.

«DIMMI SE STO SBAGLIANDO.»

10. Provate a chiedere questo all’intelligenza artificiale

«Cerca fonti che possano smentire la mia tesi.»
«Controlla se sto confrontando periodi differenti.»
«Dimmi se questi due indicatori sono realmente confrontabili.»
«Se trovi fonti discordanti, mostrami entrambe.»
«Indicami la fonte primaria del numero.»
«Se non trovi il dato, dimmi che non è disponibile.»
«Non cercare di darmi ragione. Verifica la mia affermazione.»

Questa è alfabetizzazione digitale.

Non significa conoscere cento comandi.

Significa imparare a ragionare prima di interrogare la macchina.

11. Avere l’IA aperta in live non basta

È questo il messaggio che voglio lasciare anche alle persone con cui oggi ho discusso.

Non serve essere programmatori.

Non serve conoscere formule complicate.

Ma se vogliamo utilizzare pubblicamente l’intelligenza artificiale per contestare qualcuno, abbiamo il dovere di imparare almeno le basi del metodo.

BISOGNA STUDIARE.
Bisogna conoscere la differenza tra… Perché conta
Fonte primaria e fonte secondaria Un articolo che cita un dato non è necessariamente la fonte che lo ha prodotto.
Stock e flusso Una quantità presente in un momento e un fenomeno avvenuto durante un periodo non sono la stessa cosa.
Numero assoluto e percentuale Possono raccontare aspetti differenti dello stesso fenomeno.
Anno e semestre Periodi differenti non vanno confrontati senza criterio.
Dato consolidato e dato provvisorio Un dato preliminare può essere successivamente aggiornato.
Comune e area metropolitana Lo stesso fenomeno può avere valori diversi a seconda del territorio.
Reati registrati e detenuti Misurano realtà differenti e non sono intercambiabili.
Cittadinanza, nazionalità, residenza e provenienza Sono categorie differenti che non devono essere utilizzate come sinonimi.
DUE NUMERI POSSONO ESSERE ENTRAMBI VERI
E NON ESSERE CONFRONTABILI.

12. La cosa più importante: abbiamo corretto anche il dato che ci dava ragione

Questa, per me, è la prova più importante dell’intero articolo.

Il dato iniziale ottenuto con l’intelligenza artificiale sembrava confermare completamente ciò che avevo sostenuto.

Avrei potuto pubblicarlo senza controllarlo.

Invece l’ho verificato.

E quando ho scoperto che alcune percentuali appartenevano al confronto 2025-2024, le ho ricollocate nel loro periodo corretto.

Questo significa verificare.

Non cercare l’errore soltanto quando il dato dà ragione agli altri.

Cercarlo anche quando il dato dà ragione a noi.

13. La lezione di oggi

Da quella live sono uscito.

Sono andato a mangiare.

Ma quella discussione mi ha lasciato qualcosa di molto più utile della voglia di replicare.

Mi ha dato l’argomento per questa Edizione Speciale di Conti e Racconti.

Perché questa storia non riguarda soltanto me, mia figlia o le persone presenti in quella live.

Riguarda tutti noi.

Stiamo entrando in un’epoca nella quale milioni di persone hanno davanti uno strumento capace di trovare, organizzare e analizzare in pochi secondi informazioni che un tempo avrebbero richiesto ore di ricerca.

È una possibilità straordinaria.

Ma comporta anche una responsabilità enorme.

PIÙ VELOCITÀ Possiamo raggiungere informazioni e documenti molto più rapidamente.
PIÙ POSSIBILITÀ Possiamo confrontare una quantità di informazioni prima impensabile.
PIÙ RESPONSABILITÀ Possiamo anche diffondere un errore con la stessa velocità.
LA DIFFERENZA NON LA FARÀ SOLTANTO L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE.

LA DIFFERENZA LA FARÀ CHI LE FA LE DOMANDE.

LA RIFLESSIONE DEL VISIONARIO INVISIBILE

Non mi interessa restituire un «ti abbiamo asfaltato».

Non è questo lo spirito di Conti e Racconti.

Preferisco restituire un invito.

STUDIAMO.

Studiamo prima di parlare.

Studiamo prima di utilizzare un numero.

Studiamo prima di dichiarare che qualcuno è stato smentito.

E soprattutto studiamo come utilizzare l’intelligenza artificiale.

Perché il computer acceso davanti a noi può darci accesso a una quantità di conoscenza che nessuna generazione precedente ha avuto a disposizione con questa velocità.

Ma il computer non ci consegna automaticamente la competenza.

Quella dobbiamo costruircela.

Mattone dopo Mattone.

ASCOLTIAMO LA DOMANDA.

Quando qualcuno porta un dato diverso dal nostro, prima di interromperlo o cercare immediatamente un numero per smentirlo, proviamo ad ascoltare esattamente che cosa sta sostenendo.

Poi apriamo il computer.

Cerchiamo la fonte.

Controlliamo l’anno.

Controlliamo il territorio.

Controlliamo l’indicatore.

Confrontiamo grandezze omogenee.

Cerchiamo persino le fonti che potrebbero dimostrare che siamo noi a sbagliare.

E soltanto alla fine diciamo che cosa abbiamo scoperto.

Perché nell’epoca dell’intelligenza artificiale non sarà più preparato chi avrà il computer più veloce.

Sarà più preparato chi saprà formulare la domanda migliore, verificare la risposta e avere persino il coraggio di correggersi quando il dato gli dà torto.

L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE È UNO STRUMENTO.
SAPERLA INTERROGARE È COMPETENZA.
VERIFICARE LE RISPOSTE È CULTURA.

Il Visionario Invisibile
Conti e Racconti · Mattone dopo Mattone

FONTI E NOTA METODOLOGICA

Prefettura – Ufficio Territoriale del Governo di Milano, 29 dicembre 2025.
“Conferenza stampa Prefetto e Vertici Provinciali delle Forze di Polizia”. I dati sulla criminalità sono riferiti al 15 dicembre 2025 e vengono espressamente definiti dalla Prefettura come non consolidati.

Nel confronto con l’analogo periodo precedente, la Prefettura indica un calo del 7% dei reati complessivamente accertati nell’area metropolitana e di oltre l’8% nel Comune di Milano, oltre alle variazioni delle singole categorie riportate nell’articolo.

Consulta la fonte ufficiale della Prefettura di Milano

Vittorio Pisani, Capo della Polizia – Milano, 29 settembre 2026.
Nel corso delle celebrazioni per San Michele Arcangelo, Pisani ha dichiarato che i reati risultavano in diminuzione in misura consistente già nell’anno precedente e anche nel primo semestre del 2026. Ha inoltre richiamato la distanza che può esistere tra percezione della sicurezza e dati registrati.

Nota: la dichiarazione citata sul primo semestre 2026 conferma la direzione della tendenza, ma non viene utilizzata in questo articolo per attribuire al 2026 le percentuali dettagliate pubblicate dalla Prefettura per il 2025.

ORA TOCCA A VOI

Secondo voi sappiamo davvero utilizzare l’intelligenza artificiale?

È sufficiente avere un computer aperto oppure dobbiamo prima imparare a costruire le domande e verificare le risposte?

Scrivetelo nei commenti. Confrontiamoci sui dati e sul metodo, non sulle tifoserie.

Se ritenete utile questa Edizione Speciale, ripubblicatela e condividetela.

La conoscenza cresce quando viene verificata, discussa e condivisa.

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«Ti abbiamo asfaltato»

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